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IL PROCESSO

Tennista chiede maxi risarcimento alla federazione

Manuel Jorquera ha chiesto un risarcimento di un milione e mezzo di euro per una storia che va avanti oramai da sedici anni. Nel 1992  il tennista s'infortuna al polso destro ma secondo i genitori non è stato adeguatamente curato
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tennis Fermo, 12 marzo 2008 - All'epoca era il campione mondiale della categoria under 14, ma dopo la frattura a un polso nel centro federale di Cesenatico aveva dovuto star fermo tre anni.

 

Stiamo parlando di Manuel Jorquera, tennista di origini argentine ma fermano di adozione, che ha chiesto un risarcimento alla Fit, Federazione italiana tennis, di circa un milione mezzo di euro. Ieri nel tribunale di Fermo si è consumata l’ennesima puntata di una storia che va avanti da quasi 16 anni.

 

Davanti al giudice Diana Caminiti sono comparsi Paolo Bertolucci, attuale commissario tecnico della nazionale, all’epoca dei fatti responsabile dei centri federali, il legale della Fit, Michele Brunetti, e Jorquera assistito dall’avvocato Mariano Franchi. E’ stato il giorno della chiusura dell’istruttoria; dalle prossime udienze inizierà l’audizione dei testimoni.

 

La storia inizia nel 1992, quando il tennista si infortuna a causa di una caduta che gli provoca la frattura del polso destro. Un infortunio che, a detta dei genitori di Jorquera, allora 13enne, non venne subito adeguatamente curato. Sta di fatto che i problemi con il braccio destinato a impugnare la racchetta si protraggono per molto tempo, tanto che il talento italo-argentino scompare dai tabelloni internazionali per circa tre anni e solo a 18 torna a giocare ad alti livelli.

 

Jorquera oggi ha 29 anni, vive a Grosseto e gioca ancora a tennis. Ieri è tornato nella sua Fermo: "Qui ho ancora tanti amici e vorrei mandare un saluto a tutti. Quello che chiedo al giudice è il riconoscimento del danno subito a partire da tutti gli sponsor persi".

 

Bertolucci all’uscita dal tribunale ha pronunciato poche parole: "All’epoca ero responsabile del centro giovanile nazionale e quindi le responsabilità oggettive sono cadute anche su di me. Ma io non ho commesso alcuna negligenza".










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