Reggi/Meloccaro – Seppi/Querrey
“E mi arrabbio sì! La fa sempre cadere troppo ‘sta palla!”
“Mi sembra una partenza un pò rallentata: Raffaella, tu lo vedresti un po’ più…”, “Un po’ più grintoso, lo vorrei vedere! Ahia! Un passo avanti, Andreas!”. Il nostro non l’ascolta: è sotto 4 a 1. Cambio canale solo per un attimo e trovo Federer al terzo con l’Hidalgo: c’è qualcosa che non va, oggi. Reggi si consola col primo turno di Bolelli: “E’ un bel cavallino su cui puntare…se riesce a gestire meglio alcune fasi della partita può scalare parecchie posizioni”. Il collega le ricorda che: “Ora ci rimane solo Seppi su cui sperare: speriamo!”. “Eh sì…però è bravo, Querrey: si sposta sul dritto e mette in difficoltà Seppi”. “Non solo…”, continua lui, “…qui, sulla seconda di Andreas fa quello che va fatto. Doppio break: situazione pesantissima. 5 a 1”. Io ancora confido nelle partenze a handicap del nostro e nel suo eventuale riscatto. Raffaella prova a suggerire: “Vedi qui…ha giocato un back e l’americano è andato in confusione: bisogna farlo muovere un po’ e variare il gioco. Ecco…questa non è male, eh?”. Seppi riesce in una palla corta rovescia, accompagnata da saltino d’accompagnamento. Con un’altra palla corta, dopo un attacco di dritto, il nostro conquista un break point, che non sfrutterà. “Bravo! E’ buona…no. L’hanno chiamata fuori”. “È che siamo un po’ di parte”, ammette Reggi. Anch’io, ma il campo ha le righe! Meloccaro prova a prendersi la chiosa della prima frazione: “Allora, abbiamo buttato via il primo set…vediamo un po’ cosa dobbiamo fare per riprenderci”. Raffaella non ci sta: “L’importante è che lo sappia Seppi…ma inizi da subito!”
“Raffaella…la cura Higueras non sta funzionando: Federer sotto 3 a 0 al terzo”. “Beh, ma Higueras l’ha preso solo qualche settimana fa: non gli si possono addossare colpe che non può avere”. Ed i meriti? Andreas sbaglia l’ennesimo dritto, Reggi s’inquieta in cabina ed il collega cerca di placarla: “Non ti arrabbiare, dai…”. “E mi arrabbio sì! La fa sempre cadere troppo ‘sta palla!”. Meloccaro spinge Andreas ad una reazione: “Seppi è un ragazzo educatissimo, lo sappiamo, ma un gesto di ribellione, un lancio di racchetta: insomma, una botta di vita bisogna che se la dia, adesso!”. Seppi è inguardabile: nel primo game del secondo, sbaglia tre dritti facili, una volée di dritto elementare, mette una palla corta in rete e tira un rovescio fuori di tre metri. “Qui, sbaglia un calcio di rigore senza portiere”, Raffaella non crede a ciò che vede. Sotto di un break anche nel secondo, subito recuperato, con un minimo di attenzione in più e qualche errore dell’americano, “che noi accettiamo ben volentieri!”, ammette la cronista. Prontamente si giustifica: “L’unico italiano in gara…un po’ di tifo ci può stare, dai!”.
Andreas non mette una prima che sia una e, malgrado “Il cristone di quasi due metri negli spostamenti laterali non sia certamente un fulmine di guerra”, deve salvare col dritto tre o quattro palle break, prima di aggiudicarsi il terzo game: “Finalmente un rovescio lungolinea…a be!”. 2 a 1. Il nostro ha l’occasione di strappare nuovamente il servizio a Querrey, ma questi riesce a recuperare da 1540: 2 pari. Ogni volta che Seppi deve colpire un dritto a metà campo, con palla che si abbassa pericolosamente, Raffaella lo incita: “Dai…sotto! Bravo, così!”. Riesce a portarlo fino al 4 a 3. “Gli applausi che sentite sono per Federer, che ha vinto il suo match al tie del terzo contro Ramirez Hidalgo: era sotto 5 a 1 al terzo!”. Applaudo anch’io e ringrazio per lo spettacolo poi offerto contro Nalbandian e, nel primo ed unico set, contro Djokovic. Reggi sempre più inquieta: “Lento qui…lento! Tre errori, senza giocare”. 4 pari. Questa partita è segnata da una serie interminabile di cantonate: si guarda a fatica. Quando si inizia un film, però, si deve arrivare alla fine.
“E’ uscito molto bene dal servizio, qui, l’italiano. 5 a 4”. Raffaella si riprende per un attimo e Meloccaro l’appoggia, consigliando al nostro la più antica delle strategie: “Seppi deve tirar fuori qualcosa…eh, Raffaella?”. Immagino i pensieri della cronista, ma, con destrezza, riesce a cambiare argomento: “Cercherei di regalare il meno possibile ed un po’ più di concretezza”. “Una badilata, questo servizio di Querrey: 5 pari”. Alta sintesi dell’uomo. Meno alto è il successivo game di Andreas: una serie di dritti indecenti ed uno scambio giocato solo in difesa portano l’americano al break: 6 a 5 e servizio. Raffaella si domanda: “Ma quanti dritti ha sbagliato, oggi?”. Il compagno prova a sdrammatizzare: “Ringraziando il cielo, non ho preso appunti dall’inizio: 1500”. Il cielo non c’entra e gli appunti andrebbero presi, a mio parere! Un altro dritto sbagliato del nostro ed un ace del suo rivale portano al match point. Il pubblico prova timidamente ad incitare Seppi, ma si percepisce che non ci crede. “E anche quest’ultimo punto: dritto in rete”, Meloccaro, sconfortato, prende atto della sconfitta azzurra. Reggi chiude amaramente: “Avevamo detto che era una grande chance per lui: troppi errori, 38, soprattutto di dritto. Non l’ho visto in fiducia…Stefano. Mi aspettavo una reazione un po’ più positiva: peccato”. A vederlo bene, questo Querrey non è così lento come si racconta; o meglio, il suo dritto ed il suo servizio viaggiano così velocemente che le palle che gli tornano non sono mai così rapide: spesso, ha tutto il tempo per raggiungerle comodamente.
Reggi: 6
Meloccaro: 5
Querrey: 7
Seppi: 4
Clerici/Tommasi – Nadal/Federer
“Eh sì…noi volevamo pernici e, invece, abbiamo al massimo una pasta e fagioli”
“Federer sembra deciso a giocargli col back di rovescio”, Clerici si butta subito sulla previsione tattica. Nadal, invece, s’inventa una palla corta vincente: 2 a 1 per lui. I finalisti non sono partiti al meglio e Gianni se ne lamenta: “Sono in attesa di un miglioramento del gioco”. Rino prova a confortarlo: “Beh…questi due non possono che migliorare!”. 2 pari, al servizio lo spagnolo. Roger riesce a tirare un meraviglioso dritto, diagonale e vincente: “E’ il primo punto vincente di Federer”, annuncia Tommasi trionfante. “A fronte degli otto errori”, segnala mestamente Clerici. Subito diventano nove, complice una tradizionale steccata svizzera: 3 a 2. “Andiamo proprio male, Rino. Otto errori per Nadal e nove per Federer”. “Eh sì…noi volevamo pernici e, invece, abbiamo al massimo una pasta e fagioli”. Riflettendo un attimo: “La pasta e fagioli, se fatta bene, è un ottimo piatto!”. Ecco…meglio!
“Che brutta volée di Federer: 1530…aveva provato un serve&volley, per una volta”, e continua, Tommasi: “Ma questa è lunga: 3030!”. Nadal, poi, sbaglia un dritto facile, subito imitato dal rivale: parità. Roger stecca ancora e concede una palla break: lo schema servizio e dritto, l’ace ed una volée di rovescio d’alta scuola lo portano sul 3 pari. “Elegante…”. “E difficile: il dropshot seguito a rete. Un gesto d’altri tempi…eseguito con grande eleganza da Roger”, Gianni quasi si commuove. Lo svizzero si produce nello stesso esercizio, pochi secondi dopo: “Esattamente lo stesso schema…”, s’accorge Clerici. “0040: tre palle break!”, esulta Tommasi, che aggiunge: “Federer non aveva giocato bene lo smash, però porta a casa il break: 4 a 3 e servizio”. Il pubblico si scalda: vuoi vedere che questa volta…macchè. “Incredibile stecca di Nadal…ma rimane dentro! Nadal si scusa…ma se il regista capisse qualcosa di tennis, un minimo…dico io, mica tanto. Macchè…”. La regia non accontenta Clerici, come spesso accade. Dopo la stecca, lo spagnolo coglie pure il nastro beffardo: controbreak, 4 pari.
Gianni prosegue: “Il perfetto controtempo di Federer…ma sbaglia la volée di rovescio. E questa è la riga, che ha sottratto la palla allo svizzero”. Nadal, con una fucilata di dritto da fondocampo, attenta all’ombelico del numero uno: 5 a 4. Serve Federer: dritto anomalo vincente, ace, un altro ace “Uè…però!”, stecca rovescia, semplice volée dritta in rete e passante rovescio dello spagnolo in diagonale: lo svizzero ha dimenticato Costanza a casa…da 4000 a 4040. Riesce, però, con un eccezionale dritto vincente e con la prima di servizio a pareggiare i conti: 5 pari. Gli spalti si colorano di rossocrociato. “A segno col dritto lungolinea: Nadal tiene il servizio. 6 a 5”. Tommasi si prepara al tie break. Il suo collega continua a contare gli errori ed a lamentarsi, giustamente, degli ombrelloni del ristorante del circolo, che gli impediscono di vedere il campo, costringendolo ad uno schermo che, talvolta, lo tradisce. “L’attacco di Federer non è lunghissimo, ma il passante lungolinea di Nadal è perfetto”, sintetizza Clerici, prima di un altro errore di Roger: 1540, due set point. “Passante micidiale! Angolo assolutamente impossibile!! Primo set per Nadal: 75!”. Il campione assoluto della terra rossa s’inventa un gioiello di rara bellezza, più consono a braccia meno muscolose: un rovescio passante in back, lento e diabolicamente angolato, sul quale Federer non può che chinare il capo, ammirato, ma infastidito. Mi vinci il set? E sia…ma non ti permettere di giocar colpi che, per solito, spettano a me! “Ma fateci vedere il replay…mammamia…questi incompetenti della regia farebbero meglio a…”. Parte la pubblicità, prima che Gianni dica l’irreparabile.
“S’è un po’ affrettato, Nadal, questa volta: credo che non gli convenga. Altro errore che più gratuito non si può: non ci siamo, Roger! E’ lunga anche quella di Nadal! Mah…che dire: abbiamo visto partite migliori tra questi due!”, Clerici parte in quarta, all’inizio del secondo set. Tommasi è d’accordo: “La qualità rimane medio-bassa…se continua così, il favorito è Nadal”. Giusto. “E questo è assassino, questo dritto di Federer, eh? Stretto, diagonale e rallentato: palla break!”. Roger conquista il servizio dell’avversario, attaccandolo sul rovescio: non c’è altro modo, per batterlo. 1 a 0 e servizio. Gli svizzeri cantano sugli spalti, in attesa della resurrezione. “E questo è rallentato ed anomalo: molto ben eseguito…”. “Gran difesa della rete dello svizzero: due volées di prima qualità! Sembra un momento di reazione…Ha giocato anche questo rovescio diagonale vincente!”. Bel game, veramente: 2 a 0. Gianni avverte: “Attenzione…momento difficile per Nadal”. Rino s’esalta: “Mammamia…non era facile!!”. “Guarda il replay, Rino…guarda perché è abbastanza impressionante: ha fatto un colpo alla Nadal, Roger!”. Un dritto anomalo e vincente da fondocampo di spettacolare violenza. “In questa fase della partita, Federer è tornato Federer: 3 a 0 pesante!”. Clerici si lamenta: “Peccato che i soliti vip maleducati disturbino dal ristorante…Very Important Pigs”.
Un dritto di Nadal si ferma sul nastro: “Non ha fortuna, lo spagnolo…”, segnala Clerici. “Sì…ma se passava era fortunato!”. “I casi son due: o sei fortunato, Tommasi, o sei sfortunato!”. In realtà, la parte alta della rete finisce con un nastro bianco: è lì a bella posta, per decidere se far passare o meno una palla che lo sfiora. “Un parziale di 15 punti a 4, caro Tommasi!”. 4 a 0. Federer s’è fatto aggressivo: spinge su ogni colpo e, appena può, lo segue a rete. Nadal non sa più che pesci pigliare. Gianni si fa blasfemo: “Nadal quasi annullato dal campo rosso”. Rafa deve averlo sentito, mi sa. “Durissimo questo scambio! Nadal si apre il campo e chiude col dritto in diagonale!”. La palla, come in un flipper, passa istericamente da una sponda all’altra, tra gli urletti increduli d’un Clerici eccitato. 4 a 1. Ringalluzzito dall’ottimo scambio appena vinto, Nadal s’alza dalla sedia dei dispari e rientra in campo trotterellando: “Mi sembra un bersagliere Nadal…”, l’accompagna Tommasi. Serve Federer: “Questa è una soluzione elegante ed efficace: palla corta fintata in diagonale di dritto…ma, poi, sbaglia Federer. Palla break!”. Sbaglierà un altro dritto: 4 a 2, al servizio Nadal. Rino anticipa la fine del sogno elvetico: “Federer, in questa fase, non riesce ad uscire dall’assedio: 4 a 3, da 4 a 0”.
Roger prova a ribellarsi, servendo uno straordinario kick esterno…ma sbaglia il dritto a chiudere in diagonale, finito in corridoio, temendo il recupero del rivale: “Insomma…”, si spazientisce Gianni, “…contro qualsiasi altro giocatore, questo dritto non lo sbagliava!”. Una palla svizzera corretta da un nastro spagnolo finisce lunga: 0040. “Ma guarda qui, Rino…che disastro! Un parziale di 16 punti a 4 per Nadal…Rino!?”. “Incredibile: nei primi quattro game, 16 punti a 5 per Federer…ora è un altro film!”. 4 pari. “Ha perso completamente la sensibilità sulla palla…”, Gianni è distrutto. “Undici punti consecutivi di Nadal!”, Tommasi conta. “Ma guarda, Rino…sembrava il miglior Federer. È privo di idee, di colpo: ma cosa gli succede!?”. Roger non ne mette una: 5 a 4 per Rafa, che raccoglie tutto quel che gli si regala. “Lo abbiamo visto benissimo contro Nalbandian, ha giocato un primo set eccezionale contro Djokovic e, qui, si è esaurito in quattro game. Sarei sorpreso se riuscisse a rimanere in partita”. Higueras si gratta il collo, mentre serve il suo assistito: 0015. “Mezzo miracolo!”, Gianni s’infervora per una splendida azione a rete dello svizzero. Si porta ancora a rete per una benedizione. “Ha intenzione di ribellarsi…”, Rino ci crede ancora, forse. Ancora a rete, Roger: 5 pari. “E qui è proprio…attacca attacca, eh?”. “Ha rischiato il tutto per tutto, Federer”, risponde Gianni. Se vuoi battere Nadal sulla terra, devi giocare così, con continuità. “Ooohhh…Nadal straordinario! Circoletto rosso!!”: una palla che sembrava ormai a terra…a pochi metri dalla rete, la colpisce come solo lui sa e la trasforma in un passante lungolinea di dritto inimmaginabile. “E’ dura star là dietro, contro questo fenomeno. Bisogna avere immaginazione e coraggio”. Ne convengo, Gianni. 6 a 5 per lo spagnolo.
“Ma guarda…guarda! Ma come si fa, Rino…mammamia! Col campo aperto alla sua propria sinistra! Per favore, regia…ma datevi una sveglia…macchè!”. Roger avrebbe potuto serenamente far punto, giocando la palla a diversi metri da Nadal; invece, gliela appoggia sul dritto: questi, pur non credendo all’ingenuità del rivale, carica il bazooka e spara un proiettile non controllabile dalle corde svizzere, più attente a salvare la vita al padrone, che a tenere una volée in campo. “E’ fuori…è fuori il rovescio di Federer: match point Nadal! E qui se ne va, e qui se ne va. Rafael Nadal rimane il campione del mondo della terra battuta e vince per la quarta volta consecutiva il torneo di Monte Carlo: 75 75”. Pensa d’aver chiuso, Rino…ma, poi, ci ripensa: non si può lasciar scappare un’occasione così ghiotta ed apre, soddisfatto, l’ultima parentesi. “Periodico alto”.
Parte l’inno spagnolo: “Non ci resta che cantare, Rino, ma ignoro le parole”.
Tommasi: 7
Clerici: 7
Nadal: 10
Federer: 5
Marcos