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Voti a giocatori e telecronisti

Pagelle da Roma
Bocciato Safin

Convince la coppia di telecronisti di Sky composta da Elena Pero e Roberto Lombardi. Bene anche Wawrinka. Marcos
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Pero/Lombardi – Wawrinka/Safin

“Se il tennis fosse rimasto un gioco, invece di diventare uno sport, Marat, probabilmente, non avrebbe avuto rivali. Forse, solo Federer…” 

“Guarda dove ha messo questo dritto, Safin: incredibile!”. Lombardi, poi, accenna all’incontro vinto a fatica da Starace, nel pomeriggio: “Se Potito mi perde a Monte Carlo da un ex giocatore come Lapentti…non so quanta strada potrà fare in questo torneo”. Pero non ci sta: “Ma guarda che Lapentti ne ha battuti altri…”. Concordo: ha battuto anche Verdasco e quando ha perso da Ferrer, l’ha portato al terzo set. Si torna al match: “Marat non ha ancora perso un punto, quando ha messo la prima: 2 pari”. Roberto inquadra perfettamente il tennis di Wawrinka: “Ha qualche debolezza sul dritto, ma col rovescio è in grado di variare sia il taglio che la velocità”. Safin, a tratti, gioca divinamente: con una risposta di rovescio spazzola la riga di fondo e conquista il break: 3 a 2 e servizio. Elena sottolinea l’impegno del russo: “Perde il punto, Safin, ma ha retto abbastanza bene il tergicristallo…che ora diventa sempre più utile, visto che la pioggia si fa sempre più fitta!”. Marat fissa gli occhi del giudice di sedia, senza dire una parola. L’arbitro risponde: “Play suspended!”. Piove.

Meloccaro interviene da studio (è un ruolo che gli si confà): “Sul campo, alcuni addetti stanno lavorando sulla terra rossa. Questo ci conforta perché quando c’è vita sulla terra…”. Lombardi interviene: “Quando c’è vita sulla terra…questa è bellissima!”. Pero chiude al meglio: “Questa è post atomica!”. Riprende il gioco e la cronista ci prende subito: “Non è mai facile iniziare a battere dopo un’interruzione: vediamo cosa farà Marat…e, infatti! Due errori e contro break per Wawrinka: 3 pari.” Nel settimo gioco, Safin ritrova la giusta concentrazione: “Oh, beh!! Safin doc: che botta!”. Roberto spiega meglio: “Dritto lungolinea micidiale, al termine di uno scambio lungo…significa che, questa volta, non ha giocato solo d’istinto, ma anche con razionalità”. 4 a 3 e servizio per Marat, che, nell’ottavo, spreca malamente una palla per incrementare il divario, affidandosi, questa volta, solo all’istinto…ma a quello peggiore: comodo dritto da metà campo, fucilata lunga di una spanna. 4 pari. Il suo avversario non è da meno e continua a sbagliare un dritto dopo l’altro: quinto break consecutivo. Partita assai bizzarra. Safin illude: “Smorza con la volée di dritto: 3000!”. Poi, delude: “Ahi…3030”, annuncia lei; “Questo non mi piace proprio: dipende dalla psiche di Safin”, chiarisce lui. Un rovescio a metà rete, un doppiofallo, un’imprecazione, un ace, la racchetta a terra e 5 pari: “Cosa doveva essere da piccolo Marat!!”, s’immagina Lombardi. Una peste bubbonica, Roberto!

“Ogni volta m’illudo; ogni volta rimango deluso”. Il cronista è innamorato del gioco di Marat…lo siamo in molti: io inizio a non crederci più. “S’è spostato troppo, Safin, per giocare il dritto e lascia campo a Wawrinka, che lo sorprende: 6 a 5”. Nel game successivo, l’innamorato si fa dolcissimo: “Che regalino…”; prestante, il russo si presenta a rete e regala al gentile pubblico un gesto al contempo leggero e plastico, per chiudere in diagonale una volée smorzata di dritto. Tie break, serve Stanislas.

10: dritto a mezza rete di produzione russa
11: ace moscovita
12: servizio vincente di pari origine
13: classico doppio fallo svizzero
14: diabolico doppio fallo svizzero
24: dritto lungo di Marat
25: dritto in rete di Stanislas
26: come sopra
36: come sopra, ma safinesco
46: passante dritto elvetico
56: stupenda volée diagonale dritta di Wawrinka
57: 17° errore, dritto e svizzero. 76 Safin.

“Per voi e per gli amici: Cedrata Tassoni”

Lombardi si complimenta con l’organizzazione del torneo, che, malgrado la provvisorietà dell’impianto, è riuscita a rendere particolarmente gradevoli gli spazi dedicati al torneo. Poi, ne dice una molto interessante: “Se il tennis fosse rimasto un gioco, invece di diventare uno sport, Marat, probabilmente, non avrebbe avuto rivali. Forse, solo Federer…”. 1 a 0 per il russo, che, ora, sembra giocare sul velluto. Sul 1540, Wawrinka salva una palla break, dopo uno scambio molto duro e lancia un rabbioso “Allez!!!”. Safin borbotta qualcosa e, poi, gli chiede a muso duro: “Allez what? What??”. Stanislas gli risponde, chiedendogli se potrà, d'ora innanzi, ritenersi libero di esultare. Marat è un tipo bizzarro, ma buonissimo: accenna ad un gesto di pace, ma si sente subito in colpa ed inizia a buttar via colpi, uno dopo l’altro. Qui cambia il match. Sul 3 a 1 per lo svizzero, Lombardi, prendendo spunto dalle debolezze di Safin, s’infila in un terreno minato: “Il problema del tennis italiano è l’istinto non supportato dalla conoscenza”. Non capisco dove voglia andare a parare, ma aspetto. “Gli allenatori bravi, quelli che potrebbero fare scuola, sono troppo istintivi: non hanno un atteggiamento galileiano e, così, non sono riproducibili. Riccardo Piatti, per esempio, è un allenatore eccezionale, ma non sa trasferirti in sapere i suoi successi. Diventa difficile, così, insegnare agli altri coach. Con un po’ più di cultura e attenzione avrebbe potuto essere molto più utile agli altri”. Pero interviene a difesa del miglior coach del nostro paese: “Ma tu vai a colpire proprio dove si ottengono risultati. La conoscenza ce l’ha: parlano i risultati. Dovresti colpire dove i risultati non ci sono!” “Perché…tu credi che quei risultati…”; qui, secondo me, Piatti si arrabbia. E continua, Roberto: “Tu dici che c’è conoscenza? Riccardo è bravissimo: se avesse avuto maggiore attenzione alla cultura, sarebbe stato tutto più fruibile, tutto più utile per gli altri”. 62 Wawrinka. Dopo la pubblicità, sembra che ci sia più silenzio del solito.

Elena riparte: “Colpo di una difficoltà pazzesca!”. Safin conquista due palle per il contro break con un gancio al volo di dritto, finito all’incrocio delle righe di fondo. Lo svizzero, però, si concentra a fondo, recupera lo svantaggio e si porta sul 2 a 0. Sono 54 gli errori di Marat, che sembra stufo di questo suo meraviglioso gioco, che, troppo spesso, si scioglie in errori imperdonabili. 3 a 0 e doppio break per Stanislas. Lombardi ammette: “Mi ha chiamato poco fa Riccardo Piatti, che ha fatto valere le sue opinioni. Lo saluto pubblicamente, ribadisco che è un grandissimo allenatore…poi, discuteremo in altra sede”. “Comunque…Riccardo ha tirato due calci a Roberto, che ha risposto con due pugni…”, Elena non si ferma alla cronaca del match. Io ritengo che Lombardi sia un tecnico ed un cronista di grande valore: da quel che ha detto in cronaca, sembra che il problema del tennis italiano (per altro, in ripresa) sia imputabile alla mancata riproducibilità di un progetto riuscito bene. Le fondazioni di una casa sono indispensabili, ma si differenziano in base a ciò che sopra costruisci: il lavoro di Riccardo si basa su fondazioni solide e diverse da quelle che può offrire la Federazione. Piatti, probabilmente, ha chiesto di sostituire le fondazioni federali con le sue, con cui si trova meglio. La Federazione, probabilmente, ha chiesto a Piatti di lavorare con le attuali fondazioni federali. Riccardo, forse, ritiene che il suo progetto, su tali basi, sia inattuabile.

“Per l’ennesima volta 1540 sul servizio di Wawrinka…e, questa volta, Marat ce la fa! 3 a 1 per lo svizzero, ma un break recuperato dal russo”. Dura poco la fiammata di Safin: 4 a 1 e servizio per Stanislas, che inizia il sesto game, battendo da sinistra; Marat, infatti, non è riuscito a contenersi: warning con un punto di penalizzazione. Elena è dispiaciuta: “Un uomo di 28 anni non può farsi dare un punto di penalizzazione. Un numero 1 del mondo, un vincitore di Slam…”. E, poco dopo, chiude: “Esce quest’ultimo dritto di Safin. Il pubblico applaude Wawrinka, mentre l’arbitro, del tutto trascurato dai giocatori che si stanno dando la mano, scende dal seggiolone ed evidenzia la palla chiamata out”. Curioso questo match, curioso anche l’arbitro.

Lombardi: 6 e mezzo
Pero: 6 e mezzo
Wawrinka: 7
Safin: 5


Marcos

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