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Internazionali Bnl d'Italia

Un Bolelli al 60%
schiaccia Simon

L'azzurro si qualifica per gli ottavi di finale. Adesso affronterà il bombardiere americano Roddick. Roberto Commentucci

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Il pubblico romano ha adottato Simone Bolelli, bolognese di origine, ma che da oltre due anni si allena nella capitale, nell’accademia di Claudio Pistolesi. In un campo n. 1 gremito di pubblico, il bolognese ha superato con un periodico 64 il francese Gilles Simon n. 34 del mondo, che ieri sera aveva eliminato in un combattutissimo derby il connazionale Jo Wilfred Tsonga. Dopo un inizio un po’ sofferto, con qualche diritto sbagliato di troppo“ero un po’ contratto, non andavo giù con le gambe e non sentivo molto la palla, percepivo l‘attesa del pubblico” Simone ha sciolto il braccio e ha sciorinato un campionario di colpi da leccarsi i baffi: oltre alle solite sportellate di diritto, il bolognese ha messo a segno alcune accelerazioni con il rovescio lungolinea davvero entusiasmanti e 3 o 4 palle corte di ottima fattura. “Avrei dovuto iniziare a farla prima la smorzata, lui era sempre molto lontano dal campo, ma ho aspettato di sciogliermi un po’”.

Nel primo set il bolognese ha ottenuto il break all’ottavo gioco. Sul 54, servizio Bolelli, il francese si è procurato due palle del 5 pari, ma Simone, evidentemente in gran fiducia, le annullate entrambe, con un gran diritto e poi con un servizio vincente con la seconda palla, per poi chiudere in sicurezza.

L’unico momento di difficoltà si è avuto all’inizio del secondo set, con il francese che si è portato sul 2 a 0 con alcuni difficili diritti incrociati in corsa. Ma Simone ha reagito da campione, ha dato maggiore varietà al suo gioco e ha infilato una serie di 4 games di fila,infiammando il pubblico. Simon, dopo tanto difendere, ha cercato di uscire dall’assedio forzando di più i colpi, ma il bolognese non ha ceduto di un millimetro e ha chiuso il match al decimo game con un trionfale ace, portando poi le braccia al cielo e ringraziando il pubblico. Tra il Foro e l’azzurro, è nato un amore. E ci sono le premesse tecniche perché sia un rapporto più duraturo di quello che Roma ha avuto con il menomato Filippo Volandri.

Simone non è apparso al 100%. Ha sbagliato alcuni diritti di troppo, a volte non era abbastanza reattivo nel cercare la palla. Ciononostante, la sua superiorità su Simon, un buon giocatore, da tempo nei primi 50, è parsa molto netta. E questo fa ben sperare.


Al prossimo turno il bolognese se la vedrà con lo statunitense Andy Roddick, n. 6 del mondo, giocatore dal gran servizio, ma mai troppo a suo agio sul rosso. “Credo di potermela giocare. La chiave del match sarà la mia risposta. Lui serve sempre a 220, ma io devo cercare di rimandarla di là il più possibile”.

Roberto Commentucci

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