Rafa cede a un piede piagato più che a Ferrero. Scanagatta
ROMA _ Dopo 17 vittorie romane consecutive e 103 successi sulla terra rossa nelle ultime 104 partite anche SuperBoy Rafa Nadal si è dovuto arrendere. A un piede piagato da una vescica più che a Juan Carlos “Mosquito” Ferrero, degno vincitore 7-5,6-1 che merita comunque il rispetto dovuto a un ex n.1 del mondo (e campione di un Roland Garros e un Foro Italico) e che lo stesso Nadal non ha mancato di tributargli. Troppo bravo ragazzo per accampare scuse, Rafa. Probabile resurrezione fittizia quella di Ferrero.
Nemmeno Superman può pretendere di passare indenne attraverso le forche caudine di cinque supertornei (Montecarlo, Barcellona, Roma, Amburgo e Parigi) nell’arco di due mesi e mezzo. Anno dopo anno. Il poker gli è riuscito a Montecarlo, lo ha bissato a Barcellona, non è andato oltre al secondo turno a Roma ed era sinceramente dispiaciuto anche se non ha avuto parole di fuoco per il gran capo dell’Atp a proposito di questo calendario assurdo: “Non ho più nulla da dire al capo dell’Atp Etienne de Villiers, lottare per niente è stupido…l’anno scorso ho perso un sacco di tempo per cercare di capire perché faccia certe cose, ma è impossibile. Ma non voglio parlarne adesso perché ora ho perso e quando si perde la gente pensa che si cerchino scuse…ma avevo detto le stesse cose a Montecarlo e Barcellona dove avevo vinto”.
Resta il fatto che con la sconfitta di Nadal, il primo favorito, aumentano le chances per Federer, ma anche per Djokovic, di conquistare per la prima volta gli Internazionali BNL d’Italia. Peccato solo che i due si trovino nella stessa metà del tabellone, quella dalla quale sono usciti di scena ieri Ferrer n.5 e Nalbandian n.7 eliminati da Stepanek e Almagro.
La sconfitta di Nadal, inattesa per tutti salvo che per lui stesso “Al mattino pensavo di non poter scendere neppure in campo”, ha fatto passare in secondo piano la brillante performance di Simone Bolelli (6-4,6-4 al francese Simon che aveva messo k.o. Tsonga) e quella invece deludente di Andreas Seppi che _ come Volandri l’altro ieri _ ha “regalato” il primo set al suo avversario, Blake.
Bolelli affronta oggi negli ottavi Andy Roddick e a mio parere può vincere. Di giorno in giorno sta crescendo, lui che ha sempre avuto tutti i colpi, servizio e fondamentali, ma poca mobilità e una personalità troppo timida. E' il primo italiano dai tempi di Omar Camporese (n.18 Atp nel 1992) ad avere le armi per salire davvero in alto. Spero di non sbagliarmi. Ad maiora. Ma né Gaudenzi, né Furlan, né Sanguinetti mi avevano fatto sperare di più.
Ubaldo Scanagatta