Il giovane bolognese è il migliore azzurro che abbiamo prodotto fin dai tempi di Panatta. Rino Tommasi
ROMA – Mi sarebbe piaciuto scrivere della bella vittoria di Simone Bolelli ed anche della brutta (in quanto evitabile) sconfitta di Andreas Seppi ma la sconfitta di Rafael Nadal di fronte al giocatore al quale aveva tolto lo scettro di Re di Spagna, Juan Carlos Ferrero, merita la precedenza.
Nadal sembrava imbattibile sulla terra rossa, affermazione giustificata da una sequenza di 103 vittorie ed una sola sconfitta su questa superficie.
Nadal aveva battuto Ferrero sei volte su sette incontri e l’unica sconfitta di era verificata sul cemento di Cincinnati due anni fa. Le ultime due sfide di quest’anno si erano concluse con altrettante vittorie di Nadal , 6-1, 6-1 sul cemento di Indian Wells, 6-4, 6-1 sulla terra amica (di Rafa) di Montecarlo il 23 aprile scorso.
Ieri Nadal è stato in partita solo nel primo set, perso il quale ha finito per arrendersi. Le vesciche che lo hanno tormentato e costretto a chiedere l’intervento del fisioterapista più che una giustificazione sono un rimprovero per aver voluto giocare, dopo Montecarlo, anche il torneo di Barcellona.
In ogni caso se c’era un giocatore abilitato ad interrompere la lunga striscia di Nadal , era proprio Ferrero, un giocatore che vanta nel proprio record una vittoria, una finale e due semifinali al Roland Garros, due vittorie a Montrecarlo ed una proprio qui al Foro Italico.
Grande sorpresa, quindi, ma fino ad un certo punto.
Credo di non rischiare molto nel pronosticare Simone Bolelli come miglior giocatore italiano entro l’anno e forse il migliore degli ultimi vent’anni, vale a dire dell’era post Panatta.
C’era il rischio che dopo il brillante torneo disputato a Monaco il bolognese potesse essere insieme stanco e soddisfatto, una situazione che poteva incidere sul suo rendimento al Foro Italico. Invece Bolelli, dopo essersi sbarazzato del francese Olivier Patience , un tipo che aveva eliminato Volandri al Roland Garros qualche anno fa, ieri ha battuto in due set un altro francese, ma di migliore qualità. Gilles Simon infatti, numero 34 in classifica (Simone per ora è 55) aveva eliminato la sera prima il connazionale Jo Wilfried Tsonga, il finalista a sorpresa dell’Australian Open.
Bolelli mi aveva favorevolmente sorpreso a Montecarlo dove aveva sconfitto l’argentino Chela prima di cedere a Davydenko. Sulle sue possibilità future avevo qualche perplessità relative ad un temperamento che mi sembrava agonisticamente troppo tiepido ma è possibile che i risultati lo aiutino a credere di più nelle sue qualità che tecnicamente mi sembrano eccellenti.
Nessun italiano, dopo Panatta, ha servito come lui, i due fondamentali da fondo campo sono molto buoni, la riluttanza a cercare il punto al volo, malattia peraltro molto diffusa di questi tempi, si può curare e forse guarire.
Ora può affrontare senza responsabilità ma anche con qualche giustificata speranza l’americano Roddick
In quanto a Seppi avrebbe potuto battere l’americano Blake in due set. Ha perso infatti il primo set (uno dei peggiori visti quest’anno al Foro) al tie-break malgrado i molti errori del suo avversario. Ha vinto il secondo ma nel frattempo Blake aveva avuto la possibilità di aggiustare un po’ i suoi colpi ed alla fine ha imposto il suo miglior tennis ed ilsuo maggior coraggio.
Rino Tommasi