Bolelli non demerita, ma il nostro movimento fa un passo indietro. Rino Tommasi
ROMA - A Simone Bolelli non è riuscita la difficile impresa di battere l’americano Andy Roddick, numero sei ma già numero uno nella classifica mondiale. La scarsa simpatia per la terra battuta di Roddick non poteva giustificare eccessive ambizioni e nemmeno le quote dei bookmakers che davano Bolelli addirittura favorito.
Pur comprendendo la legittima delusione del giocatore ed un po’ anche del pubblico credo che si debba accettare serenamente il risultato (7-6, 6-3) ed anzi considerarlo un passo in vanti verso la maturazione del giocatore che probabilmente è la miglior carta in possesso del nostro povero tennis.
Infatti se non si può considerare una bocciatura la sconfitta di Bolelli, è invece complessivamente bocciato il nostro tennis che non è riuscito a portare nemmeno un giocatore ai quarti di finale, un notevole passo indietro rispetto alla semifinale raggiunta l’anno scorso da Filippo Volandri.
La partita si era messa abbastanza bene per Bolelli che ha conquistato un break nel terzo gioco ed è arrivato a procurarsi una palla per il 4 a 2. Non l’ha sfruttata, è stato raggiunto sul 3 pari ma è rimasto brillantemente in partita riuscendo ad allungare il primo set fino al tie-break.
Qui purtroppo si sono fatte sentire due situazioni importanti: la superiorità di Roddick nel servizio e lka maggiore a abitudine dell’amerciano a giocare queste delicate fasi del gioco.
Indietro per 3 a 5, Bolelli è stato tradito da un cattivo rimbalzo sul 5 pari ed ha finito per perdere il tie-break per 7 punti a 5.
Sarebbe ingeneroso dire che la partita è finita in quel momento ma è certamente cambiata perché Bolelli ha accusato la delusione perdendo il servizio nel primo gioco del secondo set ma soprattutto non è più riuscito a ritrovare la bella sicurezza che gli aveva consentito di fare match pari per un’ora. E’ stato bravo a non arrendersi è anche arrivato ad avere due palle per il contro-break ma quei due punti li ha giocati bene Roddick non li ha regalati Bolelli. Sul 2 a 4 il bolognese ha annullato ben quattro palle break, ha provato a lottare, ha tenuto quel servizio ma poco dopo, quasi allo scadere della seconda ora di gioco ha dovuto arrendersi.
Serena la sua analisi: “lui ha giocato meglio i punti importanti, sono dispiaciuto ma non deluso.”
Roger Federer, promosso favorito dall’eliminazione di Nadal, ha dovuto qualche difficoltà contro il gigante croato Karlovic, Djokovic ha faticato più del previsto per domare il russo Andreev, uno dei pochi giocatori che in carriera abbiano battuto Nadal sulla terra battuta.