"Ci stiamo stancando di fare grandi prestazioni con i top ten continuando a perdere." Sugli Internazionali: "Che bello il Centralino!" Michele Fimiani
Parlando con il giornalista del Times Neil Harman riguardo alla situazione del tennis italiano, Neil mi ha confidato il suo apprezzamento nei confronti di Bolelli. “E’ senza dubbio il giocatore più forte che avete da diversi anni a questa parte”, mi ha detto. “E’ dai tempi di Pistolesi che non ne avete uno bravo così!”.
Quando ho riferito a Claudio il pensiero di Harman, lui sorridendo non ha potuto che rispondermi: “Vedi, dopo alcuni anni che smetti di giocare finisce che tutti ti sopravvalutano…” .
Ironia a parte, abbiamo incontrato il coach di Simone Bolelli dopo la sconfitta dell’azzurro con Roddick. Ecco le dichiarazioni che ci ha rilasciato in esclusiva:
D: Claudio, cosa non ha funzionato quest’oggi?
R: Il punteggio…(risata). Come spesso è successo quest’anno contro i top ten Simone ha fatto una grande prestazione ma il risultato è stato negativo. Cominciamo un po’ a stancarci. Sia io, ma soprattutto Simone siamo ansiosi di far corrispondere ad un grande match con un top ten una vittoria. D’altro canto dal numero 11 al numero 30 Simone ha battuto grandi giocatori. Quindi quest’anno si perde soltanto quando si arriva a giocare con uno dei primi dieci in classifica, e io credo che già questo sia un risultato straordinario. A mio modo di pensare la cosa importante è tenere sempre alta la prestazione, e Simone lo sta facendo, e quindi sono contento. Adesso forse si ritirerà fuori la solita storia che un giocatore non deve essere contento se perde, però bisogna vedere in che modo è contento; è chiaro che uno spaccherebbe tutto al momento che ha perso, però bisogna apprezzare il livello e la prestazione.
D: Dal punto di vista tecnico ci sarà qualcosa che dirai a Simone che oggi non ti è piaciuta particolarmente?
R: Sai, oggi non era facile. Roddick gioca “tutto storto”, serve a “seimila” e quindi già cominci con un problema. Arrivano questi ufo mezzi steccati, una palla alta, una bassa, una tagliata…quindi giocare tecnicamente bene e pulito è praticamente impossibile. Anche il campo non era granchè, e questo vale sia per Simone che per Roddick. E’ vero che per l’americano la terra non è la superficie prediletta, ma non lo è neanche per Simone.
D: Una cosa da tenere e una cosa da buttare via di questi Internazionali.
R: Da tenere lo stadio numero uno, carinissimo. Sono stati molto bravi, Simone addirittura lo preferiva al Centrale; più raccolto, atmosfera bellissima…sinceramente lo terrei anche il prossimo anno anche se ci sarà il centrale nuovo. Da buttare ci sarebbe una persona…anche se non posso dire chi.