Peccato Simone, ma il campione si sta facendo (Semeraro). Fremito Federer è la volta buona (Torromeo). Scolapasta d’Oro, entra nel vivo il Torneo dei Vip dedicato ad Ugo Tognazzi (il romanista).
Rubrica a cura di
DANIELE FLAVI (Carta stampata), ANGELICA (Web)
Roma perde Bolelli e l’Italia
(Peccato Simone, ma il campione si sta facendo)
Stefano Semeraro, la stampa del 9-05-08
La macchina del tempo ieri Simone Bolelli è riuscito farla funzionare per un set, il primo contro Roddick. Il progetto era tornare a 12 mesi fa, alla semifinale di Filippo Volandri, magari anche ai fasti più antichi, visto che le rarissime uscite precoci di Nadal provocano sempre, nei sogni dei sopravvissuti, maree di speranza. Invece no, il crononauta Bolelli non è ancora scafato quanto servirebbe. Agli ottavi anche lui, l’ultimo dei 7 italiani in tabellone, è stato sputato fuori dagli Internazionali. Battuto, non bocciato. Contro il numero 6 del mondo ha cucito più stoffa, più gioco, lasciandosi scappare però punti decisivi Soprattutto nel primo set, il peggiore di Roddick. Avanti 3-1, Simone si è fatto riprendere al sesto gioco, scialando tre dritti, poi anche al tie-break non è riuscito a monetizzare un minimo teso-rette, 3-2 e due servizi, pagando anche un pizzico di sfortuna, il cattivo rimbalzo sul 5-5 che gli è costato il set point.
L’ultimo treno è passato nel secondo set, quando Simone ha rosicchiato due palle break insperate per riagguantare Roddick sul 3 pari, ma una almeno l’ha gettata malamente, di rovescio. L’americano, in versione semi-pallettaro, di suo ci ha messo il proverbiale servizio, e più calma, più cinismo, meno nervosismo. Non più tennis. Lo spiegano anche i numeri: 23 colpi vincenti a testa, ma 15 a 7 per Simone con il dritto - il dritto, contro Roddick - 7 a 2 con il rovescio. Andy ha piazzato però 8 ace e molti servizi vincenti, vinto il 79 per cento di punti (contro un misero 56 di Simone) con la prima di servizio, commesso ben 14 errori gratuiti in meno. «Bolelli ha tutti i colpi», ha ammesso Andy. Peccato che ne sbagli ancora qualcuno di troppo - dritti banali e dropshot avventati, quando la tensione lo mummifica. Non bisogna però pretendere troppo da Bolelli, che veniva dalla finale di Monaco, e che negli ultimi due mesi ha perso solo contro avversari meglio classificati di lui. Sta migliorando a vista d’occhio, lunedì entrerà fra i top-50 e soprattutto possiede gesti, intuizioni, personalità sul campo come in un tennista italiano non si vedevano dai tempi di Camporese, forse di Panatta. «Con Roddick ho scontato la mancanza d’esperienza - ha detto -. Anche se ormai ho capito di potermela giocare alla pari anche con i top-10. Nella pagella del torneo mi do un 8,5, puntare al n°1 d’Italia invece non mi interessa tanto, ho obiettivi molto più alti». Non a torto, per quello che si è visto sin qui.
Fremito Federer è la volta buona
(Roger: “si è vero si giocano troppi tornei”)
Dario Torromeo, il corriere dello sport del 9-05-08
ROMA - Rafa non c’è. E questa è una buona notizia per Federer, anche se lui prova a ridimensionarne l’effetto («E’ un vantaggio per tutti»). Una volta a Roma, il due a Parigi, tre a Montecarlo. Nadal gli ha negato per sei volte in finale il successo in un grande torneo sulla terra rossa. Adesso Rafa è a Manacor, a casa, a pensare come recuperare in fretta per jl Roland Garros. Roger è invece a Roma, più che mai in corsa per mettere per la prima volta anche gli Internazionali nella sua collezione di trofei. AVANZA - E’ nei quarti di finale. C’è arrivato attraverso un percorso non semplice. Ieri si è trovato davanti i 208 centrimetri di Ivo Karlovic, il croato che (come dice Potito Starace) “tira dal terzo piano a fa diventare un incubo ogni partita”. E’ difficile giocargli contro, sul suo turno di battuta non ti concede molto. Spara servizi sopra i 210 kmh e sta a guardare quel che succede. Nei momenti migliori segue a rete e chiude il punto. SOFFERENZA - Federer l’ha affrontato sei volte ed ha sempre vinto, ma ogni volta ha dovuto faticare più che contro altri avversai! Anche ieri, per l’intero primo set, è andata cosi. Quando lo svizzero è riuscito a rispondere bene e a mettere assieme tre palle break (è accaduto sul 4-3 per lui), il croato ha tirato fuori quattro ace più un servizio vincente ed ha chiuso il conto. E’ stato ancora un ace ad annullare il primo set point (6-5 e vantaggio) di Roger. E’ davvero una strana partita quella che ti trovi a giocare contro un gigante così, uno che sa anche muoversi bene a rete. Se piazza la prima e riesce a venire avanti, la giornata può sembrarti davvero dura. Anche perché tentare di passarlo con un pallonetto, sarebbe come pretendere di segnare a Buffon da sessanta metri. Non provateci neppure, eviterete una brutta figura. E quando va al Servizio, l’incubo è appena cominciato. Karlovic si muove tranquillo lungo la linea di battuta. Ha una faccia apparentemente senza espressione, il cappellino complica le cose rendendo quasi impossibile guardarlo negli occhi. Indossa una casaccona senza sponsor, una sorta di maglietta della salute formato gigante, e due braghe con cui si vestirebbe la popolazione di un villaggio bisognoso di aiuti. Completa l’abbigliamento un paio di scarpe numero 49 che segnano il campo, lasciando orme facilmente identificabili. Lancia la pallina e poi spara bordate terrificanti. Affrontarlo non è cosa, semplice. FREDDEZZA - Ma Roger Federer è l’uomo di ghiaccio, uno che non conosce l’emozione, il fenomeno del tennis. Figuratevi se potevano essere i 2.08 di Karlovic a creargli dei problemi. Lui dice di essersi sentito sotto pressione, a vederlo dalla tribuna non sembrava fosse così. Passava il croato sia di dritto che di rovescio lungo linea. E nel secondo set non gli ha concesso neppure il tempo di godersi i suoi ace (alla fine saranno 12), «Adesso che non c’è Rafa, il torneo è più aperto», ha finalmente ammesso Federer a vittoria raggiunta. Poi, si è detto d’accordo anche sulla denuncia di Nadal: «E’ vero, si giocano troppi tornei, il calendario è troppo fitto». Infine, ha cominciato a pensare a Radek Stepanek, l’uomo che cercherà di negargli l’accesso alla semifinale. RIPRESA - Sta giocando a buoni livelli Roger. Dopo un avvio di stagione disastroso, ha ritrovato la condizione proprio sulla terra rossa. Vittoria ad Estoril, finale a Montecarlo, (per ora quarti) a Roma, il pubblico del Foro lo ama, anche ieri quasi ottomila spettatori si sono stretti uno accanto all’altro sul Centrale a fare il tifo per lui. Stepanek (che ha perso quattro delle precedenti cinque sfide, vincendo solo la prima nel 2002 sul veloce di Gstaad), non si può dire goda della stessa simpatia.
Fornelli e racchette: silenzio, battono i vip
(Scolapasta d’Oro, entra nel vivo il Torneo dei Vip dedicato ad Ugo Tognazzi)
M.G., il romanista del 9-05-08
Dopo ben ventisette armi torna lo “Scolapasta d’Oro”, il mitico torneo di tennis riservato al mondo dello spettacolo che nacque negli anni ‘70 da un’idea di Ugo Tognazzi in risposta all’insalatiera di Coppa Davis riservata ai professionisti. Il tor-neo, che vanta più di venti edizioni, ha visto sempre la partecipazione di nomi illustri del jet set internazionale e non, da Luciano Pavarotti a Paolo Villaggio, da Anthony Quinn a Vittorio Gassman, da Verdone a Claudio Amendola. Quest’anno il torneo si disputa in concomitanza con gli Intemazionali d’Italia e saranno ben quattro le squadre impegnate, per un totale di 35 “vip”. “Credo che papà sarebbe orgoglioso del ritorno di questa manifestazione durante gli Open di Roma -ha detto Ricky Tognazzi, figlio del grande Ugo,all’inaugurazione dell’evento. Per mio padre le tre “T” rappresentavano le sue grandi passioni: tavola, teatro e tennis”. I nomi delle formazioni in gara sono tutti presi da alcuni dei più celebri film di Tognazzi.esi va da “Amici Miei” con Bonolis. Caputi e Scanagatta, a il “Vizietto” con Insegno e Abatantuono, per passare a “I Mostri” con Ricky Tognazzi, finendo con “La Grande Abbuffata” rappresentata da Max Giusti e il pugile Cantatore. Le sfide del torneo, che andrà avanti fino a domani, sono iniziate ieri. Ad aprire il programma ci hanno pensato le coppie Max Vitale-Anna Pettinelli contro Giuliana de Sio – Luca Pocaterra, con la vittoria di quest’ultimi giunti stremati al termine dell’incontro, per 9-2. Negli altri match sono arrivati i successi delle coppie Scanagatta-De Sio, Letta-Conticini e Pezzulli-Vendittì. Ed oggi, ovviamente, si torna ad incrociare le racchette. Non solo tennis, però.Sempre ieri, infatti, alcuni vip si sono sfidati ai fornelli per mettere in mostra tutte le loro doti culinarie. Le serate dedicate ad Ugo Tognazzi, comunque, proseguiranno anche dopo lo “Scolapasta”, Martedì 13, ad esempio, risarà lo show del comico Beppe Braida della trasmissione “ColoradoCafè”, mentre mercoledi va in scena un’altra sfida culinaria tra personaggi famosi travestiti da donna, che si preannuncia divertente e altamente spettacolare più dì quelle viste sui campi del Foro Italico