Il favorito diventa Djokovic. Ubaldo Scanagatta
ROMA _ C’è uno svizzero in semifinale agli Internazionali BNL d’Italia. Fin qui tutto normale, no? Solo che non si chiama Roger Federer. Il n.1 del mondo anziché approfittare del passo falso di Rafa Nadal, come quasi tutti davano per scontato, è inciampato anche lui.
Così i primi due a qualificarsi per le semifinali del torneo agli estremi opposti del tabellone, l’elvetico di origini polacche Stanislaw Wawrinka (22 anni e n.24) vittorioso sull’americano Blake (6-7,7-6,6-1) e l’inopinato giustiziere di Federer (7-6,7-6), il ceco Radek Stepanek (n.27) nato 29 anni fa in una città mineraria ai confini con la Polonia (Karvina), non erano nemmeno teste di serie. Chi l’avrebbe mai detto in un Masters che allineava i primi 16 giocatori del mondo?
Poi Roddick, pur perdendo il primo set in otto sfide con Robredo ha finito per battere lo spagnolo 6-3,4-6,7-6 giocando un match d’attacco (“Era l’unico modo che avevo per vincere, lui sulla terra battuta è più forte di me, sono stato fortunato a riuscire a vincere, anche con Wawrinka dovrò usare la stessa tattica…lui ha un bellissimo rovescio”). La seconda semifinale vedrà di fronte Stepanek e Djokovic che ha approfittato del ritiro di Almagro ad inizio decondo set, sul punteggio di 6-1 1-0. Esce di scena l’ultimo spagnolo in gara, in questo torneo che gli iberici hanno vinto ininterrottamente dal 2003, dopo la vittoria di Agassi nel 2002.
Novemila romani hanno tifato per Federer, idolo di chiunque ami il bel tennis dai gesti antichi, nemmeno fossero svizzeri. Non sono sicuro che a Basilea si siano mai scaldati al punto da gridare tutti insieme “Roger, Roger”. Tanto entusiasmo non è bastato però ad evitargli una sconfitta più bruciante di altre. Nero come un calabrone ha borbottato: “Penso che, avanti di un minibreak in entrambi i tiebreak, avrei dovuto vincere…”. La batosta è arrivata nonostante sei punti in più per lui. Di solito è lui a fare quelli più importanti. Non ieri però, altrimenti non avrebbe ceduto due tiebreak di fila per 7 a 4 e 9 a 7 dopo aver condotto nel secondo 5-2 e aver mancato anche un setpoint (sul quale peraltro Stepanek ha servito molto bene) per raggiungere il terzo set che probabilmente avrebbe fatto suo.
A farlo giocare male hanno certo contribuito Ivo Karlovic l’altro giorno (“Non ti dà ritmo…”) e la sagacia tattica di Radek Stepanek, il “brutto che piace” diventato quasi più famoso per i suoi successi con le tenniste (prima promesso sposo di Martina Hingis, adesso fidanzato con l’avvenente Nicole Vaidisova ha due labbroni che ricordano quelli di Jean Paul Belmondo) che sui campi da tennis. Eppure nel luglio 2006 è stato n.8 del mondo a seguito _ soprattutto _ della finale conquistata al Masters di Amburgo.
“Il mio tennis è diverso dal 99% dei giocatori _ ha spiegato “Steps” che ha spesso attaccato Federer seguendo il servizio sia dietro le “prime” che le “seconde” _ e contro Roger sapevo che dovevo accorciare gli scambi. Più palleggi e più lui si apre gli angoli. Anche quando ero sotto 5-2 nel secondo set ho pensato che dopo due bei servizi sarei arrivato sul 5-4 per mettergli ancora pressione”.
“Ho sofferto a rispondere alle sue battute” ha ammesso Federer che si sarebbe mangiato il cronista privo di tatto gli ha chiesto: “Molti dicono che quest’anno si l’inizio della fine, che ne pensi?” E lui, gelido: “Prossima domanda please.”