La bella Gabriela ieri ha ricevuto la Racchetta d'oro insieme con Manolo Santana. Ubaldo Scanagatta
Pubblicato su La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno
13 maggio 1991
Con un netto successo sulla Seles vince per la terza volta a Roma
Lo spledido tris di Gabriela
ROMA — Quattro giorni prima del suo ventunesimo compleanno, Gabriele Sabatini ha pensato bene di festeggiarlo con un bel tris al Foro Italico e, sebbene astemia, il solito Magnum di champagne. Ma delle tre vittorie nei torneo di Roma (1988 sulla canadese Kelesi 6-1, 6-7, 6-1, e 1989 sulla spagnola Sanchez, 6-2, 5-7, 6-4), questa è stata per lei certamente la più gustosa perché forse non le capiterà spesso di battere la n. 1 del mondo con un punteggio così netto: 6-3, 6-2 in un'ora e 22 minuti complessivi di gioco anche se frazionati in due manches. Fra le 15,30 e le 16,50 è venuto giù, infatti, il solito acquazzone di questo maggio impossibile. Non le capiterà spesso perché, se la bella Gabriele continuasse a giocare come ha fatto a Roma, potrebbe diventare proprio lei la n.1 del tennis mondiale.
Dopo il suo facile successo di ieri sulla Seles, Gabriela sale a 206 punti, ma resta terza dietro a Monica Seles, che ne ha 239, e a Steffi Graf che è vicinissima alla jugo-slava con 236 punti. Tuttavia nessuna delle due tenniste che la precedono sembra avere la sua varietà di colpi, la sua completezza di gioco. Semmai sembrano più grintose e determinate di lei, questo sì. Ma come tennis Gabriela non ha nulla da invidiar loro (salvo il servizio).
Seles e la Graf hanno oggi ancora evidenti lacune tecniche. La Seles non sa ancora fare lo smash, a rete è impacciata e ci viene soltanto a colpo sicuro. Con i suoi “fondamentali” bimani ha minore allungo e quando è costretta a giocare con una sola mano perde misura e potenza. La Graf non ha rovescio, è debole in particolare quando è costretta a giocare il passante. Invece Gabriela, teoricamente, sa fare tutto. Sa palleggiare da fondocampo in attesa dell'occasione giusta per venire avanti o per sorprendere l'avversaria con una palla corta dietro alla quale comunque attacca astutamente per tagliare l’angolo all’avversaria.
Gaby è sempre stata fortissima di rovescio, ma ha migliorato incredibilmente di dritto. Una volta giocava scappando con il corpo all'ìndietro (e non riusciva quindi a dare peso alla palla), mentre ora carica con tutto il corpo. E poi a rete, grazie alle sapienti cure dei suo allenatore brasileiro Carlos Kirmayr, è diventata un piccolo fenomeno. Ieri ha giocate un paio di volee di puro riflesso, ma anche di gran controllo. Davvero straordinarie. Eppure la «tigre di Novi Sad» le aveva sparato bordate mica male. Kirmayr ha anche capito che insistere troppo sui pesi, per una tennista già così ben attrezzata muscolarmente, sarebbe stato controproducente. E così, anche se l'incedere della Sabatini è sempre un tantino androgino e anche se Gabriela non ha certo bisogno delle «spalline» che vanno di moda anche per gli abiti da sera, la bella argentina non ha fatto grandi progressi soltanto in femminilità, ma anche in fluidità di movimenti, in naturalezza di gesti.
Impressionante la sua marcia, in questo torneo. In tutto ha ceduto soltanto tredici games in cinque partite. E' stata, cioè, su medie degne della miglior Chris Evert, annata d'epoca 1974. “Sono stata favorita dall'interruzione _ ha avuto l’onestà di ammettere Gabriela, fin troppo generosa _ lei si stava riprendendo e invece...». Invece da 5-3 per lei e 15-30 per Monica _lì era stato sospeso il match — al rientro in campo Gabriela ha goduto di una serie favorevole di undici punti su tredici.
Così, vìnto il primo set 6-3, è andata avanti anche 3-0 nel secondo. Giocava con gran testa, Gabriela. Incrociava talmente bene che la Seles si trovava costretta a giocare un'infinità di colpi a una sola mano, con risultati oggettivamente disastrosi.
Alla fine grande entusiasmo del pubblico romano per il terzo trionfo della sua beniamina. Decisamente Gabriela al Foro Italico gioca in casa.
Risultati: Sabatini b.Seles 6-3,6-2. Doppio femminile: J.Capriati-M.Seles b.N.Provis-E-Reinach 7-5,6-2
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Pubblicato su La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno
11 maggio 1992
Per la Sabatini 4 trionfi in 5 anni
La Seles si spegne, Gabriela ancora regina
Il Foro Italico adotta l'argentina. A Monica fatale il calo nel secondo set.
ROMA _ Nel regno di Gabylandia trionfa, per la quarta volta negli ultimi cinque anni, Gabriela Sabatini, vera regina del Foro Italico che ormai l’adora con lo stesso trasporto amoroso riservato, negli anni Cinquanta, ad un’altra bellezza sudamericana, la brasiliana Maria Esther Bueno. “Gabymania stupenda malattia” si leggeva su uno dei tanti striscioni portati dai suoi aficionados.
Per il secondo anno consecutivo vittima della bella Gaby è stata la jenetta di Novi Sad, Monica Seles. Lo scorso anno era stato un 6-3,6-2 senza storia, ieri un 7-5,6-4 molto più serrato e sicuramente Monica rimpiangerà diverse occasioni sciupate per portare a casa il primo set nel quale si è trovata a condurre per 5-2 ed ha avuto anche tre setpoint.
Per la Seles questa è appena la seconda sconfitta dell’anno. Prima aveva perso un solo match, con Jennifer Capriati a Key Biscayne. Ancora una volta Monica è partita in quarta, ma è calata alla distanza, quasi che lo sforzo per giocare tutti quei colpi bimani con straordinaria aggressività le togliesse pian piano energie, un po’ come succede al pugile che tira troppi pugni e finisce sfiatato (avete presente Joe Frazier con Cassius Clay?).
In tutti e quattro gli incontri di Monica in questo torneo lei ha sempre dominato il primo set (tre volte vinto per 6-0, una per 6-1), ma poi è calata ed ha avuto problemi nel secondo.
Con le più deboli alla fine ha prevalso, ma una volta che si è imbattuta invece in una tennista in forma come Gabriela la storia ha avuto un esito diverso.
La Sabatini, sostenuta dai romani come se fosse più italiana del suo cognome e dei suoi bisnonni abruzzesi, ha sì subito il pressing della scatenata Seles fino al 5-2, ma l’ha fatto senza mai dare la sensazione di poter mollare, costringendo anzi Monica a tirare, quattro, cinque, sei colpi normalmente vincenti prima di cederle un punto (e non sempre).
Alla fine lo stress di dover fare tante volte…lo stesso punto, ha finito per prostrare la Seles, certo svantaggiata dalla lentezza della superficie. Sul cemento i suoi affondi bimani sarebbero stati ben altrimenti incisivi.
La finale è cominciata con un break per parte, è proseguita con la Seles che nel terzo gioco ha salvato il game di servizio rimontando da 15-40 e poi è salita sul 4-1 e sul 5-2. Avanti 5-3 30-0 Monica non ha sfruttato il servizio a favore, anzi con un doppio fallo finale ha subito il break. Sul 5-4, servizio dell’argentina, Monica ha conquistato tre setpoint, inutilmente. Il secondo Gabriela lo ha salvato con uno splendido rovescio tagliato, schizzato sulla riga. E sul 5 pari la sicurezza di Monica è diventata insicurezza. Mentre Gaby, con l’aiuto anche di un paio di splendide palle corte, si è fatta sempre più disinvolta fino a conquistare cinque games consecutivi, da 2-5, per chiudere il set 7-5 in 61 minuti.
Monica ha reagito d’orgoglio, 2-0, poi 3-1 con break di qua e di là, fino al 3 pari. 4-3 Seles ma annullando due pallebreak, finchè negli ultimi tre giochi una Seles privatissima non è stata capace che di conquistare tre punti. Secondo chi scrive era stanchissima, ma Monica ha negato: “E’ vero che Gaby mi ha fato correre tanto, però non sono stanca…è giusto che abbia vinto lei perché nell’arco del torneo ha giocato sempre meglio…” è stata la sportivissima dichiarazione della tennista serba (che con i genitori parla l’ungherese). Al settimo cielo naturalmente Gabriela, giunta in sala stampa perfettamente truccata, body più jeans, rossetto, capelli come se fosse stata dal parrucchiere: “Ho meritato di vincere, mi sento forte fisicamente e mentalmente come non mai. In certi momenti mi pareva di poter fare tutto…”. E l’ha quasi fatto.
Risultati: Sabatini b.Seles 7-5, 6-4. Doppio femminile: Seles-Sukova b.K.Maleeva-Rittner 6-1,6-2