Su Sky Nole conferma l'interessamento del suo clan nel naturalizzarlo qualche anno fa. Giorgio Spalluto
Il neovincitore degli Internazionali d’Italia Novak Djokovic, sollecitato a dovere dall’ottimo Stefano Meloccaro nell’approfondimento in studio che ha seguito la finale vinta dal serbo contro Wawrinka, ha ammesso di aver chiesto qualche anno fa alla federazione italiana di giocare per l’Italia.
La notizia era già abbastanza nota, ma ha fatto comunque un certo effetto sentire Djokovic ammettere il grande interessamento del suo clan per la naturalizzazione italiana. Un interesse evidentemente non ricambiato dai nostri vertici federali, meno lungimiranti di quel Nikki Pilic che, già a 12 anni lo aveva voluto fortemente per due anni alla sua Academy di Monaco. Dalla Federazione serba, infatti, gli aiuti erano praticamente inesistenti e Novak non poteva contare nemmeno su qualche wild card per entrare nei tornei che contano.
Quando all’età di 14 anni Nole giocava tutti i tornei ”Eta” in italia e all’estero, il padre di Novak stufo per i ritardi e le grane, dovute al suo passaporto montenegrino chiese anche a Fulvio Fognini di fare da promotore verso la federazione italiana per la naturalizzazione di suo figlio. Alla fine non se ne fece più nulla.
Ci ha pensato Meloccaro a rimediare, in parte, alla scarsa lungimiranza dei nostri vertici, chiedendo a Nole di firmare un contratto in diretta televisiva in cui si chiedeva al campione serbo di prestare i propri servigi alla nostra nazione per il solo 2009, nel caso in cui riesca a centrare il grande slam nel 2008.
Novak, ovviamente imbarazzato, ha declinato elegantemente l’indecente proposta dell’esuberante telecronista che ha fatto di tutto per strappare a Djokovic l’accordo. Alla fine Nole, divertito per la gag, ha “accontentato” l’intervistatore rifugiandosi nella questione non secondaria dell’accordo economico su cui ovviamente l’ultima parola spetterà al suo manager. Insomma Meloccaro ci ha provato in tutti i modi a portare Djokovic dall’altra parte dell’Adriatico, ma siamo sicuri che i tifosi italiani avrebbero accettato di buon grado di tifare per un giocatore naturalizzato di etnia totalmente diversa da quella italiana?