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L'angolo di Rino Tommasi

Djokovic non deve
avere fretta

Ha quasi 21 anni e ha tutto il tempo per diventare il numero uno, si concentri a migliorare ancora i propri colpi. Rino Tommasi

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ROMA - Non ci sono stati ritiri, il pubblico ha avuto una finale almeno completa, se non proprio esaltante, ed il torneo un vincitore che si inserisce splendidamente in un albo d’oro di grande prestigio.
Ha vinto dunque Novak Djokovic che era automaticamente diventato il favorito dopo l’eliminazione dei primi due giocatori del mondo. Tra l’altro la sorte gli aveva dato in finale un avversario certamente dignitoso ma non pericoloso e probabilmente già contento e soddisfatto per essere arrivato fin lì assicurandosi (il computer dovrebbe confermarlo oggi) un posto tra i primi dieci giocatori del mondo.
La partita non è stata straordinaria ma il fatto che il primo set lo abbia vinto il giocatore che non era favorito, Wawrinka, l’ha resa più interessante e meno scontata.
Il secondo giocatore svizzero, ha confermato di avere uno dei migliori rovesci del circuito, un dritto meno sicuro, una buona tenuta del campo, ma anche limiti di personalità che si sono avvertiti quando ha accettato la sconfitta consapevole di avere ottenuto da questo torneo più di quanto si attendeva.
In avvio si è avuta l’impressione che Djokovic volesse affidarsi alla palla corta. Infatti ne ha giocate tre nei primi due giochi ma senza grandi risultati. Un break nel quinto gioco mandava in vantaggio Wawrinka che aveva addirittura due palle per il 5 a 2 prima comunque di chiudere il set per 6-4 in 39 minuti.
Djokovic non accusava il colpo. Cercava comunque di dare maggiore incisività al suo gioco ed un break nel sesto game gli assicurava il secondo set. Il terzo si decideva in avvio. Djokovic saliva 2 a 0 e difendeva il vantaggio con grande sicurezza. Mancava una palla per il 5 a 2 ma sul 5 a 3 toglieva ancora una volta il servizio a Wawrinka e chiudeva dopo 2 ore e 4 minti di gioco.
Nella premiazione Djokovic si esibiva in un buon italiano ma si concedeva un colpo di grande classe quando per rivolgersi a Wawrinka passava all’inglese.
Per Djokovic si tratta del decimo successo in un torneo del circuito, del quarto in una prova Masters Series , del più importante tra quelli conquistati sulla terra battuta, una superficie sulla quale non ha ancora la potenza muscolare per esprimere completamente il suo talento.
Per quanto riguarda le sue possibilità di scalzare dai primi due posti della classifica Federer e Nadal non deve aver fretta. Compirà 21 anni il prossimo 22 maggio ma da molto tempo, almeno in termini tennistici, è già maggiorenne.
 

 
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