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Intervista a Maria Sharapova

La tennista siberiana risponde alle domande dei giornalisti agli Internazionali BNL di Roma
 

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D. Come ti senti a tornare sulla terra rossa?
MARIA SHARAPOVA: Bene. Mi sento davvero bene. Sono arrivata qualche giorno fa e finalmente ho messo piede sulla terra rossa. Sapete, ci vuole un po’ di tempo. Penso che la terra verde e la terra rossa siano abbastanza differenti, nell’equilibrio – certo, si può sempre scivolare – ma l’equilibrio e le sensazioni sono un po’ diverse.
Ma è esaltante essere di nuovo in Europa. L’anno scorso in questo periodo ero a casa e non ho giocato qui. E non ho giocato alcun torneo a parte Istanbul in preparazione al Roland Garros. Sono grata di poter giocare qualche match prima del French Open.

D. Cosa hai fatto nelle ultime tre settimane dopo gli ultimi due tornei che hai giocato? Ti sei riposata o ti sei allenata?
MARIA SHARAPOVA: Sì, mi sono riposata un po’, ma poi il riposo si è allungato perché mi sono ammalata. Sono stata 5 giorni a letto, quindi il mio periodo di riposo si è allungato più di quanto avrei voluto.
Pertanto ho avuto solo una settimana prima di venire qui, sì.

D. La malattia era legata alla dura programmazione a cui ti sei sottoposta, o era solo un normale virus? Eri esausta?
MARIA SHARAPOVA: Probabilmente ho festeggiato troppo per il mio compleanno. Non so.
No, il fatto è che non sai mai quando ti puoi infortunare o ammalare. Sono cose che capitano.
Per fortuna è successo mentre ero ferma – il che è molto meglio che se fosse capitato durante un torneo, così ho avuto tempo per recuperare.

D. Com’è finita poi la disputa sulla sessione fotografica?
MARIA SHARAPOVA: Beh, il tempo degli scatti è stato ridotto a circa 90 minuti, e l’ho fatto ieri.

D. Diresti che è un buon compromesso visto ciò che doveva essere in origine? Hai dovuto fare avanti e indietro, e tutto è stato risolto?
MARIA SHARAPOVA: Il compromesso è stato comunque piuttosto difficile poiché questo è un grande evento per tutti noi. Considerando la riduzione di tempo, ciò rende tutto molto più semplice rispetto ad una sessione di 4 o 5 ore senza trucco e capelli, che aggiungono un’altra ora.

D. C’è qualcosa che vorresti mostrare, qualcosa da dirci?
MARIA SHARAPOVA: Mi piace parlare, però, voglio dire, non so. Cosa volete sapere? Voi siete qui a farmi le domande e io a rispondere.

D. La domanda è: ovunque vai facciamo domande sulla città in cui ci troviamo, e generalmente i giocatori dicono sempre che questo è il miglior torneo e la miglior città.
MARIA SHARAPOVA: Non necessariamente. Quelle sono le persone sempre “politically correct”.

D. Per questo te lo sto chiedendo. Che ne pensi di questa città? Cosa ti piace e cosa invece non apprezzi?
MARIA SHARAPOVA: In generale mi piace l’Italia. Le volte che sono stata in Italia ho visitato Roma e Milano. Quand’ero più giovane Milano era di gran lunga la mia città preferita tra quelle in cui ho giocato i tornei junior. Milano è sempre stata la mia favorita.
Tutte le chiese e l’architettura. Quella chiesa che sembra stia per crollare; sembra fatta di sabbia. Amo la lingua italiana. E’ come se la gente ti stesse cantando una canzone. E tu è come se dicessi, continua a parlare, continua a cantare.
C’è una vibrazione differente qui. E’ molto molto europea. Ovviamente ogni città europea ha una sua atmosfera. Ma lo stile e la cultura della gente.
Mi piacerebbe che la città fosse un po’ più pulita, se paragonata alle altre grandi città. Sapete, ci sono talmente tante cose da vedere. Un paio d’anni fa sono andata in Vaticano ed ho fatto tutto il giro turistico, ed è stato spettacolare e meraviglioso, perché sono una grande appassionata di architettura.
Quando vado in posti simili amo guardare i palazzi ed il modo in cui sono costruiti.

D. Sei stata critica riguardo alla programmazione degli eventi. Con la fine di quel problema, pensi di aver fatto la pace con la WTA oppure sei ancora un po’ arrabbiata con loro?
MARIA SHARAPOVA: Ovviamente ho fatto sentire la mia opinione. Ho voluto far sapere ai miei fans, specie sul mio sito web, che la gente non sembrava ascoltarmi. Penso sia nell’interesse del circuito – e del circuito nel suo complesso, non solo delle persone che lavorano per il tour.
Penso sia nell’interesse di tutti ascoltare le giocatrici, non solo me. Ovviamente chi è numero 50 o 100 ha problemi diversi da chi è nelle prime 10. Ma penso che si dovrebbero ascoltare tutte le voci.
Negli ultimi anni tutte le giocatrici hanno partecipato a numerosi incontri obbligatori, e qualche volta torni ad un nuovo incontro e ti sembra di parlare delle stesse cose e degli stessi problemi, ed hai la sensazione che la tua voce non venga mai ascoltata.
Questo in sostanza è ciò che volevo far sapere.

SCANAGATTA. Secondo te c’è qualcosa che l’ATP fa e che anche la WTA dovrebbe fare, e viceversa?
MARIA SHARAPOVA: Non so cosa facciano loro – penso che ogni circuito abbia a capo persone differenti che lavorano su diverse idee. Quindi non so. Non posso commentare su ciò.

D. Molte giovani ragazze – non come te che sei già una donna
MARIA SHARAPOVA: Sono ancora giovane.

D. – quando cercano un uomo
MARIA SHARAPOVA: Oh, mio dio. Voi italiani. Solo in Italia.

D. – cercano un padre. E’ così anche per te?
MARIA SHARAPOVA: Trovare un marito? Intendi questo?

D. Molte ragazze quando cercano un marito cercano qualcuno che somigli al padre.
MARIA SHARAPOVA: E da quando?

D. Da sempre. Voglio dire, è sempre stato così.
MARIA SHARAPOVA: Penso no, certamente no. No, no. Più ti sforzi e meno ottieni. E’ questa la mia filosofia in proposito.

D. Una domanda sulle Olimpiadi. Tu sei già nella lista della squadra russa. Come ti senti riguardo a ciò? E puoi confermare che giocherai in Spagna nella finale di Fed Cup?
MARIA SHARAPOVA: Per rispondere alla prima domanda, sono assolutamente eccitata. E’ sempre stato un mio sogno fin da quando ero bambina e le seguivo – nel mezzo della notte accendevo la TV per guardare le cerimonie d’apertura, seguire tutti gli atleti fino a quando apparivano i russi.
Indosserei cercherei un cappello bianco che catturi l’attenzione di tutti. Ovviamente il mio era completamente diverso, ma ero così orgogliosa. Ho sempre pensato a quel momento qualora avessi avuto un’opportunità di viverlo.
E’ difficile credere che a volte i sogni diventano realtà. In pochi mesi lo diventeranno, quindi è molto esaltante.
Quanto alla finale, se starò bene giocherò sicuramente.

D. Se potessi decidere il prossimo Slam da vincere, sceglieresti un altro Wimbledon oppure il Roland Garros o l’US Open?
MARIA SHARAPOVA: Senza dubbio Wimbledon.

D. Pensi che la competizione tra le top players quest’anno sia dura come nelle stagioni precedenti?
MARIA SHARAPOVA: E’ difficile dirlo. Però la profondità della competizione tra le prime 10 è molto grande. Ci sono molte ragazze con l’opportunità di finire l’anno al numero 1 e la cosa interessante è che molte giocatrici hanno stili differenti e diverse peculiarità.
Sapete, penso che ciò renda interessanti molti scontri e crea delle belle rivalità, un bello spettacolo, ed è un bene per lo sport.
Nel tennis maschile i primi 3 sono nettamente avanti a tutti. In quello femminile tra le prime 10, ed in particolare le prime 5, è tutto molto aperto.

D. Ti piace di più leggere o scrivere?
MARIA SHARAPOVA: Scrivere. Amo scrivere.

D. Cosa?
MARIA SHARAPOVA: Cosa mi piace scrivere? Umm, le cose che mi passano per la mente, i miei pensieri. Mi piace scrivere per il mio sito, sapete. Semplicemente mi piace scrivere, sì.
 

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