Starace porta al limite Rafa Nadal, che però la spunta 6-4 7-6 (7). Ottima prestazione ma con un finale amaro: nel tie break il campano spreca un set point con un doppio fallo. Andrea Nizzero
L'urlo liberatorio di Rafael Nadal a fine match potrebbe, da solo, dire tutto su questa
partita. Una battaglia durata 2 ore e 10 minuti, che ha visto come coprotagonista (abbastanza inatteso) uno straordinario Potito Starace, nella sua migliore prestazione della stagione, senza alcun dubbio. Prestazione che non è bastata a strappare un set a un Nadal apparentemente guarito, ma di sicuro non può che far ben sperare per il Roland Garros alle porte.
Potito ha iniziato subito con il piede giusto, strappando il servizio a Nadal sul 2-1 e
mettendo in mostra gli schemi tattici su cui ha costruito tutto il match: il dritto anomalo
sul dritto di nadal e la smorzata. Dopo aver avuto la palla per il 4-1, il campano si è però subito fatto contro-breakkare, e, complice un vistoso calo fisico, ha iniziato a perdere il controllo degli scambi. Un Nadal sempre più aggressivo ha preso in mano la partita, e con un parziale di 6 giochi a uno, si è portato sul 6-4 2-0.
Match virtualmente chiuso. Invece Potito qui si è scosso, ha ripreso a comandare il gioco e a far impazzire Nadal con la palla corta (non meno di 15 i drop vincenti quest'oggi), e con un parziale di 3 giochi a zero si è portato sul 3-2 a suo favore. Seguendo i turni di battuta (un'unica palla break, a favore di Nadal sul 5-5, salvata brillantemente da Potito), e tra gli applausi degli spettatori, il set è arrivato al tie break. Qui sette minibreak totali e una serie di punti spettacolari (memorabile un'ennesima smorzata vincente di Potito che ha letteralmente fatto rotolare Nadal addosso alla rete) hanno portato il campano al set point, con servizio a disposizione, sul 6-5. Ma uno sciagurato doppio fallo ha improvvisamente riportato tutti con i piedi per terra. Il treno a quel punto era passato, e lo sapevano sia Potito, sia Nadal, che infatti ha chiuso tiebreak, set e match per 8 punti a 6. Peccato.
Andrea Nizzero