E mi sbagliavo. Sì, mi sono sbagliato. Nel chiudere la pagella di ieri (Bertolucci e Nicolodi al commento del match tra Monaco e Bolelli), scrivevo che con un Monaco così in forma c’era poco da fare per tennisti non dotati di grandi variazioni di gioco e di rotazioni particolarmente incisive. Pensavo che sullo scambio piatto e ad elevato ritmo Andreas non potesse spuntarla sull’argentino, che, ieri, contro Bolelli, sembrava esser tornato alla sua miglior forma. E, invece, non è così. Sto scrivendo, mentre il nostro sta conducendo per 4 a 0. Sta servendo il suo rivale. Il cronista Lombardi sottolinea i tentativi dell’argentino di alzare le traiettorie: i suoi tradizionali colpi devastanti, rapidi e poco arrotati, tornano dalla sua parte ancor più violenti e precisi. Mi viene in mente che, se Andreas fosse stato in questo stato di grazia a Roma, Blake avrebbe fatto fatica a prenderne una: non è, però, il tempo dei rimpianti. È il tempo di prendere in considerazione l’ipotesi che il sogno di qualche tempo fa, quello di vedere Seppi nei primi venti giocatori del mondo, sta per materializzarsi.
Il cronista Trevisani si dimentica di riferirci per quali squadre di calcio tifano i due tennisti, ma assegna il giusto voto a questo primo set di Andreas: 10 e lode. Sei a zero in pochi minuti. Monaco è argentino e, come noi italiani, non respinge un qualche pensiero scaramantico: “Non c’è il due senza il tre”, deve aver pensato. Nei primi due turni del torneo, infatti, ha meritatamente sconfitto un Volandri malandato ed un Bolelli mai entrato in partita. Un terzo italiano, al terzo turno, calzava a pennello. Non è uno di quelli che molla, l’argentino: nel secondo game del secondo set, per conquistare il controbreak, gioca uno scambio inedito per un campo da tennis. “Mammamia…spaventevole!”, conferma Lombardi. E, come noi italiani, Monaco è piuttosto permaloso: è mentalmente impossibile, per lui, accettare l’offesa di un set perso a zero. Lo fa capire molto bene al nostro, iniziando ad avvicinare le righe con ogni colpo: le sicurezze di Andreas iniziano a subire qualche contraccolpo, ma, con grande caparbia, riesce a portarsi sul 2 a 2, salvando una palla break.
“Un Signor Seppi!”, esulta Lombardi, che anticipa un altro break del nostro: non si distrae per il volume eccessivo della musica mandata in onda sul campo centrale, ma fulmina con un rovescio diagonale e vincente il rivale in cerca di riscossa. Andreas, poi, mostra come si gioca la palla corta di dritto ed il passante lungolinea rovescio: 4 a 2, dopo aver annullato un’altra palla break. Quando necessità, Seppi aggiunge ancor maggiore aggressività al suo tennis perfetto: Juan parla da solo ed il nostro vola sul 5 a 2, conquistando un altro break. “Queste bestie vanno schiacciate”, suggerisce Lombardi, dopo il break, ottenuto con rabbia dall’argentino. Seppi esegue: perfezione tecnica e tenuta mentale eccezionale. Sei Zero, Sei Tre.