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Il tennis visto in Tv

Pagelle da Amburgo, Bolelli non piace
Il bombardamento di "Sky" promosso

Bertolucci e Nicolodi fanno faville nonostante la pessima prova di Simone contro Monaco. Superlativa, invece, la prestazione dell'argentino. Per lui un ottimo 9 per quanto mostrato sul campo. Marcos

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Bertolucci/Nicolodi – Bolelli/Monaco

“Grande scambio! La palla stava per prendere fuoco…un vero e proprio bombardamento!”

“Più che basarsi sul ritmo, Simone dovrà variare gli effetti, con improvvise accelerazioni. È importante tenere alta la percentuale di prime di servizio. Arbitra Bernardes, uno dei migliori”, Paolo entra subito in partita. “Ci chiedono da casa chi ha più chance tra Seppi e Bolelli, Paolo…”, riferisce Nicolodi. “Entrambi ambiscono ad una classifica migliore e giocano bene sia sulla terra che sul cemento. Seppi ha più esperienza, Bolelli chiude tra poco un anno di tornei nel circuito maggiore: per questo, ha più chance Simone, che, però, parte da una classifica peggiore”. Inizia l’incontro e i due tennisti tengono agevolmente il servizio. Sul campo centrale, a poche decine di metri, non è ancora iniziato il match: sembra di essere al lunapark, nelle giornate di carnevale. “Il problema vero è che il dj è quello di ieri: pessimo!”, reclama Bertolucci, di palato musicale piuttosto fine. 2 a 1 per il giocatore di Tandil, patria di grandi campioni. Sollecitato da Nicolodi, Paolo torna sull’argomento: “Amburgo ha questa caratteristica: il centrale è bellissimo, a parte il dj, il campo 1 non è all’altezza. L’anno prossimo non sarà più Master Series: il suo posto lo prenderà Madrid”. Simone inizia a soffrire: “Non si sentiva la necessità di questa smorzata…ecco, manca giusto l’aereo e siamo a posto! Ecco, vedi…nel braccio di ferro contro Monaco esci perdente: 0030”. Pietro riesce ad inserirsi: “Soffre, soprattutto, la diagonale rovescia, Simone…”. Il quarto game è complicatissimo: il nostro, mentre Pistolesi parla da solo, riesce a salvare cinque palle break e “…ancora una volta sceglie col dritto l’angolo di Monaco, ma è così potente che, finalmente, tiene il servizio: 2 pari!” Bravo Simone!

“E’ un back un po’ strappato, questo di Bolelli, non lo accompagna con delicatezza”, Bertolucci crede molto in questo ragazzo e vorrebbe che i progressi nel rovescio si concretizzassero in pochi giorni. L’argentino tiene il servizio a zero: 3 a 2. Sta giocando come il demonio…a vederlo così, mi verrebbe da pronosticarlo in finale. Al termine di uno scambio spaventoso, vinto dal nostro, Paolo non si tiene: “Grande scambio! La palla stava per prendere fuoco…un vero e proprio bombardamento!”. Alla settima palla break concessa al rivale, però, Simone cede il servizio: 4 a 2. Bertolucci lo pungola: “Bisogna reagire subito, ora…”. Il nostro lo ascolta ed inventa uno schema stupendo: palla corta e passante dritto in controbalzo. Non basta: 5 a 2. La regia inquadra Seppi, Sartori e Piatti: tutti e tre intenti a studiare il prossimo avversario di Andreas. Il più esperto al microfono, scosso dal magnifico forcing argentino: “Monaco è un giocatore che sulla terra è da primi quindici…forse da primi dodici, probabilmente è nei primi dieci”. Per me, quando gioca così, è da primi cinque. Il pubblico cerca fino alla fine del set di incoraggiare il nostro, ma “fino a questo momento, non c’è stata partita: 62”. Laconico chiude Nicolodi.

“Simone non può accettare la trama dell’avversario: deve scuotersi, cambiare qualcosa, cambiare il ritmo, alternare back rovesci a dritti liftati, in attesa della palla giusta da colpire…ecco, così! Questo, per esempio, è uno schema giusto!”: drittone liftato e palla corta. Nel punto successivo: back rovescio molto profondo e conseguente punto. Non si può dire che, in questo primo game del secondo set, Simone non abbia ascoltato i consigli di Paolo. Riesce a conquistare due palle break consecutive, ma l’argentino, oggi, è ingiocabile: tira tutto e sbaglia niente. 1 a 0 per lui. Nicolodi, profittando delle sue origini nordiche, conforta Lombardi definitivamente: “Rothenbaum significa Albero Rosso…anche se, qui, di alberi rossi non se ne vedono”. Sono almeno cinque anni che Roberto si chiede il significato del nome del circolo, in cui si gioca il torneo. “Eh no! Non ci siamo…non ci siamo: un doppiofallo e un dritto sbagliato: 0030”. “Profondissimo il rovescio di Monaco: 1540!”. Simone annulla la prima palla break con un ace centrale. Poi, però, mette in corridoio un diagonale di dritto: 2 a 0.

“Bolelli non è nella sua migliore giornata, ma il giocatore argentino sta tornando ai suoi livelli”, registra Paolo. Io credo che Juan stia vivendo il suo periodo migliore: se lo mantiene per qualche tempo, entra nei dieci senza grandi difficoltà. Bertolucci perde ogni speranza e, sotto i furibondi colpi del rivale: “Bolelli non è che ha l’acqua alla gola…ha la testa sott’acqua!”. 3 a 0. Il nostro, però, ci prova ancora con una stupenda palla corta di dritto: “E questa è bella!”, sbotta Pietro, che continua…”Sbaglia Monaco ed è un evento! 3 a 1”. Paolo spiega: “Monaco sbaglia mai sui colpi interlocutori: talvolta, quando prova a spingere, sbaglia sul nastro o di quattro dita…adesso, naturalmente, mi smentirà subito. Ecco…hai visto!?”. Un rovescio argentino e interlocutorio esce…ma di quattro dita! “Molto bravo Bolelli a recuperare questa corta: 1540, due palle break per Simone!”, Nicolodi prova a spingerlo e Bertolucci ci sta: “Questo potrebbe essere l’ultimo treno…no!! Sul nastro…è stato di una lentezza, qui, veramente disarmante”. Simone, a metà campo, fa scendere troppo la pallina e non riesce ad alzarla a sufficienza col suo dritto. Con un magnifico dritto anomalo e vincente, Monaco si aggiudica anche il quinto game: 4 a 1.

“Adesso, anche Bolelli mi sembra aver esaurito la forza nervosa, per tenere in piedi questo match. Contraccolpo psicologico per le occasioni perdute: 5 a 1”, Nicolodi prende atto che non c’è più nulla da fare. Simone vuole togliersi l’ultima soddisfazione: “Lancia di là un dritto incredibile, Bolelli…”, “…ad occhi chiusi!”, scrupoloso Bertolucci. Juan chiude con un ace la partita perfetta. “Speravamo in qualcosa di più, ma, con un Monaco così, anche il miglior Bolelli non sarebbe uscito dal campo vincitore. Io sono un suo grande estimatore, ma oggi mi ha deluso perché non ha trovato i giusti accorgimenti tattici. Una giornata no, sia ben chiaro, ci può stare”. Paolo salva in corner il suo nuovo pupillo. Io penso che in pochi, oggi, avrebbero potuto fare miglior figura contro l’argentino: certamente, non coloro che basano il loro gioco su palle piatte, veloci e regolari. Forse, Potito, visto questa sera contro Nadal, con i suoi drittoni elaborati e pesanti, sarebbe riuscito a levare qualche sicurezza a Monaco. Temo, invece, che il gioco di Seppi non possa dargli gran fastidio. Spero di sbagliarmi!

Bertolucci: 6/7
Nicolodi: 6 e mezzo
Monaco: 9
Bolelli: 5


 

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