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Piccole donne
crescono

Negli ottavi a Roma metà delle giocatrici avevano meno di 21 anni. Exploit della 18enne Cornet. Ubaldo Scanagatta

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ROMA _ Si può aver la nausea del tennis già a 25 anni. L’ha appena dimostrato, dopo Bjorn Borg, anche Justine Henin. E due anni fa aveva smesso di giocare Kim Clijsters, a 23 anni, senza denunciare oggi particolari rimpianti. Maria Sharapova, 3 ore in campo l’altra notte con la diciannovenne Cibulkova (6-2,3-6,6-4) e un paio d’ore anche ieri con la deliziosa diciassettenne danese d’origine polacca Caroline Wozniacki 6-4,7-6 _ rimontando da 5-1 il secondo _ ha detto: “Justine ha vinto tanto, 7 Slam, la sua decisione non mi stupisce, al suo posto avrei potuto fare la stessa cosa…di giocare fino a 30 anni non ci penso proprio”.

Forse oggi si stancano prima le ragazze. Perché cominciano presto quanto i ragazzi, ma soffrono di più per le pesanti rinunce cui sono costrette. Niente scampagnate, nessuna discoteca, poche amiche, ancor meno amici, spesso l’ingombrante presenza di un genitore _ difficile da sopportare 24 ore su 24 quando si è adolescenti _ e come se non bastasse c’è anche un allenatore che diventa una sorta di secondo padre e ti fa ancora più prediche. Si ha anche voglia di vivere, arrivate a un certa età.

Gli uomini avranno anche più concorrenza sul campo ma fuori _ e non solo i Safin con le Safinettes, i Roddick con le attrici di Hollywood, i Volandri con le “letterine” _ sono più liberi di godersi anche la vita, hanno biosgno di più muscoli e potenza, ma per solito vivono carriere più lunghe, anche se non tutti come Jimbo Connors (39) sposato a una coniglietta di PlayBoy, o come Fabrice Santoro (35) che gira per i tornei di tutto il mondo fiancheggiato da una moglie carinissima dopo esser stato anche lui un discreto “tombeur des femmes”.

Ieri un’altra enfant-prodige, la diciottenne nizzarda Alize Cornet che aveva lasciato cinque games alla nostra Schiavone, ne ha lasciati uno in più (6-2,6-4…e conduceva 4-0 nel secondo) a Svetlana Kuznetsova, n.5 del mondo.

La scrittrice americana dell’Ottocento, Louise May Alcott (1832-1888) avrebbe potuto scrivere una riedizione di “Piccole Donne crescono” perché nella metà alta del tabellone, a livello di ottavi, giocavano Pironkova (20 anni) e Azarenka (18), Radwanska (19) e Chakvetadze (21), Kuznetsova (22) e Cornet (18), Errani (21) e Serena Williams (vecchissima con i suoi 26 anni …ma non ha giocato per quasi due, fra un infortunio e l’altro). Tutte giovanissime, insomma, e moltissime dell’Est (dove si ha più fame e voglia di arrivare). In questo contesto di giovani rampanti non ha sfigurato Sara Errani, ultima superstite azzurra di sette all’avvio. E’ stata avanti di un break in ciascun set con Serenona (6-4,6-3), candidata quantomeno alla finale. “Ero scesa in campo con il casco, ma non mi ha travolto…” ha detto Sara. E Serena: “E’ una guerriera incredibile, non si arrende mai…”. Vedrete che la Errani a 26 anni non smetterà.

 

 
  • 15/05/2008 21:04
    Nikolik
    La Errani non smetterà a 26 anni, ma non perché è una guerriera, solo perché ha cominciato più tardi a essere una professionista, la sua carriera è più graduale. Ad esempio, vedrete a che età finirà di giocare la Cornet, si vedrà. Se cominci prima, finisci prima, l'ho sempre detto. La Henin è una conferma. Così, coloro che magnificano i risultati precoci, ancora una volta, sono serviti.
  • 16/05/2008 13:35
    dyana
    Se è per questo, Henin è una di quelle che hanno cominciato piuttosto tardi, e ci ha impiegato 3-4 anni per arrivare in alto. A 19 anni nel top 10, il primo titolo di Grand Slam a 21. A quell’età, le sorelle Williams ne avevano già 4 a testa. Mo’ non vorrei scomodare Steffi Graf, che ha vinto il primo titolo di Slam a 18 anni e l’ultimo a 30, in mezzo altri 20, ma nel lontano ’91 perdeva al primo turno degli U.S Open una certa Lindsay Davenport.
  • 16/05/2008 14:37
    enzo cherici
    Con le dovute eccezioni: Agassi su tutti, ma anche Lendl, Sampras e la stessa Graf pur iniziando prestissimo hanno avuto signore carriere, con risultati importanti (quasi) fino alla fine.
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