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Internazionali BNL

Generazioni a confronto

Mentre giovani promesse combattono le loro prime battaglie per il trofeo Belardinelli, una grande campionessa rimane orfana della sua avversaria. E una vecchia gloria punge le nuove leve… Marco Sicolo

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C’è aria di benessere al Foro, tra imbarcazioni di dieci metri in bella mostra, visitatori in abiti firmati e campioni protagonisti di bel gioco e buoni guadagni.
Ma c’è anche chi, lontano da questi fasti e con naturale spensieratezza, lavora e si diverte in un angolino tranquillo del grande impianto romano: su quei campi secondari, che non hanno altra denominazione che un numero, si sta svolgendo infatti in questi giorni la fase finale di un torneo fatto di speranze, la Coppa delle Regioni – Trofeo Belardinelli, categoria Under 14.
All’ombra dei pini, sul silenzioso campo n. 5, agitano le loro prime velleità, per Lombardia e Toscana, due ragazzini, Jordan e Fabio, che magari fra un anno chiameremo per cognome: mostrano i loro colpi già ben lavorati, Fabio picchia e Jordan lifta, Fabio di piatto e Jordan di palle corte. Hanno già i loro sostenitori, giovani quanto loro, che urlano, incitano, dicono “Bravo Soderling” quando Fabio la piazza forte e Jordan non ci arriva col suo rovescino bimane.
Non sappiamo se siamo di fronte ai prossimi talenti nazionali o a due dei tanti che col tennis si divertiranno e basta, ma tra una Williams, un Djokovic e una Pallacorda colma di urla, un’oretta così concilia con lo sport e la sua essenza. Deve pensarla così anche il Ct azzurro Corrado Barazzutti, rilassatosi anche lui per qualche minuto sugli spalti in cemento del n. 5; e quando gli abbiamo chiesto se all’età di Fabio picchiasse anche lui così forte, l’ex n.7 Atp ha scelto la via del pungolo, anziché del facile complimento: “Alla loro età io ero più bravo!...”, sorride e va via.
Andiamo via anche noi, e un paio di campi più in là troviamo la generazione di mezzo, quella attuale, nella persona di Jankovic Jelena che si allena sul primo campo, accanto a un n. 2 desolatamente vuoto: poco più su, in sala stampa, Maria Sharapova sta annunciando il suo personale acciacco che la estromette dal torneo senza giocare davanti a un pubblico. Jelena, rilassata, si avvicina alla panchina, con gli occhi al campo accanto, dove Maria non arriverà per allenarsi; tira fuori un fazzolettino, si soffia il naso. Che Dio la conservi per domani.
 

 
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