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Rassegna Stampa del 17 Maggio 2008

Le sorelle Williams lasciano Roma ai quarti

La Jankovic batte Venus soffrendo (Valesio). Roma, fuori entrambe le Williams (Di Natale).

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Rubrica a cura di Daniele Flavi ed Angelica (web)

La Jankonvic batte Venus soffrendo

Piero Valesio, tuttosport del 17-05-08

ROMA. Se non fosse per Filippo Volandri che l’anno scorso al Foro ha raggiunto una storica semifinale, si potrebbe dar ragione a Serena Williams. La quale per giustificare il suo ritiro dal torneo romano ha ieri affermato, con una dose di quel particolare tipo di eleganza molto presente nel dna della sua famiglia: «Sarà l’aria dell’Italia». Vicende williamesche a parte, di cui si riferirà fra poco, la frase di Serena potrebbe essere applicata con successo alla vicenda sportiva di Andreas Seppi: che se a Roma ha perso in modo disarmante da James Blake ieri ad Amburgo ha invece battuto, dopo un quarto di finale durato oltre tre ore, Nicolas Kiefer e si è conquistato il diritto di affrontare oggi Roger Federer nella prima semifinale di un Master Series della sua carriera.

VOODOO Il destino degli Internazionali d’Italia pare questo: Roddick si è ritirato dopo aver fermato con un match-capolavoro il cammino di Simone Bolelli; ieri Serena manco è scesa in campo dopo aver battuto, il giorno prima, Sara Errani; Nadal e Federer hanno perso match che dovevano vincere giocando con un stecca da biliardo e Andreas Seppi, che è ora il nostro n.1, ha trovato sulla terra tedesca invece che su quella nostrana, il risultato più prestigioso della sua vita. C’è arrivato alla Seppi, intendiamoci: cioè mostrando la consueta difficoltà nel gestire le situazioni di vantaggio, specie quando astronomiche. Era in vantaggio di un set e 5-2 nel secondo: si è fatto rimontare uscendo letteralmente dal match. Per fortuna sua però dall’altra parte del campo c’era il rissoso tedesco che sul 5-3 a suo favore nel terzo ha a sua volta rallentato i colpi: e Andreas ha infine trasformato il terzo match point a suo favore.

SEGNALI Tre semifinalisti di Master Series in 18 anni (l’altro è stato Gaudenzi sconfitto da Muster a Montecarlo nel ‘95) non sarebbero granché se non fosse che sono arrivati negli ultimi due anni: è un segnale, niente più di questo, ma un buon segnale. Nel 2008 Seppi (prestazione romana a parte) è cresciuto, ha vinto il Challenger di Bergamo dove il tabellone era impegnativo e ha battuto Nadal a Rotterdam. Contro re Federer ha un solo precedente: l’anno scorso a Montecarlo perse dopo due tie break. Il Roger visto ieri è buono ma non buonissimo. All’allievo di Massimo Sartori si può e si deve rivolgere solo una richiesta: di non sentirsi appagato dall’aver raggiunto tale match ma di giocarlo.

VENTI E Serena? Già Serena. Si correva il rischio di dimenticarla. Si è ritirata, secondo più secondo meno, due minuti prima di scendere in campo. Giustificazione ufficiosa: improvviso blocco della schiena. Certificazione ufficiale: non pervenuta. Mise delle medesima al momento della sua ricomparsa, circa un quarto d’ora dopo il ritiro: borsetta a tracolla, incedere normale. Affermazione più simpatica (si fa per dire, figuratevi le altre): sono pronta e in forma per il Roland Garros, devo solo giocare qualche altra partita. Già che c’era poteva fare uno sforzino e giocare pure quella di ieri. Dichiarazione meno simpatica (appunto): quella citata in apertura. In effetti il Ponentino di guai ne combina; ma che bloccasse schiene di atlete possenti non s’era mai sentito. E ieri manco soffiava, il Ponentino.

Roma, fuori entrambe le Williams

Giovanni di Natale, il giornale di Sicilia del 17-05-08

ROMA. Sorelle sempre. Anche nell’uscita di scena. Serena si ritira, Venus perde. Le Williams fanno discutere anche quando lasciano il palcoscenico del Foro Italico. Erano arrivate a Roma con l’obiettivo di vincere, il tabellone le aveva addirittura tenute lontane fino ad una ipotetica finale in famiglia. Ambizioni e prospettive cancellate ieri. Una delusione per i tanti tifosi italiani delle “sorellone”, giunte a Roma con papà Richard e mamma Oracene (sono separati) al seguito.
Serena si è arresa ad un improvviso mal di schiena, che l’ha spinta a non giocare il match contro la rivelazione francese Alize Cornet. “Ho aspettato fino all’ultimo – ha affermato l’americana – prima di annunciare il mio forfait. Volevo giocare”. Il ritiro, comunque, è un giallo: la spiegazione dell’infortunio è apparsa poco convincente e comunque stravagante, in perfetto stile Williams (che non dichiarava un forfait dal 2004). “Forse è colpa dell’aria italiana” ha detto l’americana a chi le ha chiesto se ci fosse un nesso tra il suo forfait ed i cinque ritiri del torneo maschile della settimana scorsa (nel femminile sono 2). “Mi sento in forma – ha concluso Serena -, a Parigi farò un buon torneo”. Qualcosa non torna, ma poco importa. Venus, invece, ha perso con onore contro la campionessa uscente degli Internazionali Bnl d’Italia, Jelena Jankovic. Tre set di spettacolo, la mig lior partita del torneo. Ha vinto la tennista più in forma, la numero 4 al mondo, che dopo l’intervento chirurgico al naso ha quasi risolto i problemi respiratori che l’affliggevano. È lei la favorita principale per la conquista del titolo. Un bis consecutivo che nell’era Open è riuscito soltanto a Chris Evert, Gabriela Sabatini, Conchita Martinez e Amelie Mauresmo.
Cerca di entrare nella storia degli Internazionali d’Italia anche Alize Cornet. La francesina di Nizza, diciotto anni lo scorso gennaio, e numero 34 al mondo. Se riuscisse a battere questo pomeriggio la russa Anna Chakvetadze, numero 6 del torneo e 8 nel ranking Wta, sarebbe la prima qualificata a raggiungere la finale del torneo di Roma. Impresa mai riuscita prima. Ma non impossibile per chi non ha ancora perso un set, qualificazioni incluse (unica tra tutte le semifinaliste). La Chakvetadze, invece, è “miss terzo set” visto che vince soltanto alla lunga distanza.
 

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