Con Djokovic la partita più bella dell'anno. 7-5 2-6 6-2 il risultato finale. Il serbo deve rimandare il sorpasso. E domani sarà ancora una volta Federer-Nadal. Michele Fimiani
ROMA_ Alla fine ha avuto la meglio Nadal, ma oggi ad Amburgo abbiamo avuto la conferma che in questo momento il tennis mondiale ha a disposizione ben tre numeri uno; con le loro peculiarità e le loro differenze Rafa e Nole hanno dimostrato di poter offrire un livello di spettacolo pari a quello del reale numero uno, Roger Federer. Per Djokovic il sorpasso è rimandato, forse solo per poco. Oggi è lui quello che più ha impressionato, quello che oggi ha provato più insistentemente a vincere la partita, quello che ha preso i rischi maggiori. E forse proprio per questo la vittoria di Nadal vale doppio. Aveva davanti l’amara ipotesi di perdere quella seconda posizione che ormai occupa da tre anni, aveva davanti un avversario che gli ha fatto fare il tergicristallo per più di due ore, ma lui è rimasto lì a lottare, a pedalare e a rimandare di là palle sempre più insidiose ed elaborate. Lo schema tattico della partita è stato semplice; Nole ha picchiato costantemente col dritto cercando spesso la variante sfondamento con dritto anomalo e palla corta, Rafa invece rispondeva con angoli sempre più stretti e con colpi che univano precisione e potenza.
Cercare di raccontare lo spettacolo che i due contendenti hanno regalato agli spettatori di Amburgo provando a fare una cronaca dettagliata del 7-5 2-6 6-2, con il quale Nadal ha avuto la meglio, non renderebbe merito ai due campioni.
Gli scambi sono stati mozzafiato, i vincenti hanno sovrastato gli errori gratuiti e per di più Rafa e Nole hanno giocato in maniera ancora più spettacolare i punti decisivi. Tutti ingredienti che permettono di inserire il match di oggi nella lista dei più belli, se non proprio di sempre, almeno degli ultimi anni. Una lista che a memoria era ferma alla finale di Wimbledon dell’anno scorso tra Federer e Nadal, che proseguiva con l’epica finale di Roma sempre tra lo svizzero e il maiorchino e sempre in cinque set, con la indimenticabile semifinale tra Safin e Federer di Melbourne, e che terminava con il quarto di finale tra Sampras e Agassi dei quattro tie break di New York, partita ormai già vecchia di 7 anni.
Considerando invece match due su tre va forse ricordata la semifinale di 12 mesi fa al Foro Italico tra Davydenko e Nadal.
E chissà che domani non sarà già tempo di aggiornare la lista degli incontri da favola dato che Federer e Nadal giocheranno il loro 16mo scontro diretto (9-6 per Rafa) in una finale che è la riedizione di quella dell’anno scorso. Finale che rappresentò tra l’altro l’unica vittoria dello svizzero sulla terra rossa contro Nadal.
Federer è apparso in un buono stato di forma e ad Amburgo si è sempre trovato molto bene; Nadal oggi ha lottato come un leone e se ha risolto l’infortunio al piede domani non dovrebbe avere problemi a disputare una finale ad altissimi livelli. La speranza è quella che ad Amburgo tra meno di 24 ore venga scritta un’altra pagina memorabile di storia, dopo che oggi Nadal e Djokovic hanno dato il loro bel contributo.