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Internazionali BNL

Il meraviglioso mondo di Alizè

La 18enne francese è la prima nella storia degli Internazionali Bnl d'Italia ad aver raggiunto la finale partendo dalle qualificazioni. Sconfitta Anna Chakvetadze 3-6 6-4 6-3. Per la Cornet è finale contro la campionessa in carica Jankovic. Dopo tanti ritiri una bella storia al Foro Italico. Giovanni Di Natale

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ROMA_ La finale più inattesa della storia degli Internazionali Bnl di Italia. Da una parte la campionessa uscente, Jelena Jankovic, dall’altra la francese Alize Cornet, 18 anni, l’unica ad aver raggiunto la finale a Roma partendo dalle qualificazioni. Non c’è Maria Sharapova. Ha dichiarato forfait ieri prima della semifinale contro la Jankovic: infortunio al polpaccio sinistro. Un leggero stiramento, quanto basta per non correre rischi in vista del Roland Garros. La serba ha così vinto senza scendere in campo.
Ha sofferto, invece, la Cornet. Due anni fa ancora giocava i tornei da 25 mila dollari, era brava ed a Roma riuscì anche ad arrivare in finale al torneo Itf del Tevere Remo. Oggi la francesina non è più soltanto brava, è una campionessa. E stavolta la sfida per il titolo vale i 196 mila dollari previsti per chi vince gli Internazionali Bnl d’Italia (1.340.000 euro di montepremi). Quella promettente tennista di Nizza ora batte con personalità le prime dieci giocatrici al mondo. Da lunedì, a 18 anni, entrerà per la prima volta tra le prime venti del ranking Wta. Un piccolo fenomeno in ascesa, ma ancora sorridente e genuina come due anni fa, quando giocava tornei nei piccoli circoli e non al Foro Italico. Idee chiare, voglia di vincere e tanta pazienza. Nessuna passione per lo shopping ed i soldi. Ieri la Cornet ha recuperato una gara che sembrava ormai persa contro la russa Anna Chakvetadze, numero 8 al mondo. Era sotto 6-3 3-0, in balia assoluta del gioco dell’avversaria, abile a variere ritmi e traiettorie. Alla Cornet è bastato guardare il suo angolo, tra i palchi verdi del centrale Pietrangeli, vedere il peluche “Mario” e ritrovare serenità. Mario, come Ancic, il tennista croato al quale Alize si ispira (dopo Roddick). Così ha rimesso in piedi la partita, guadagnandosi la sua prima finale in un torneo Tier 1 (3-6 6-4 6-3 il punteggio). “Questo è il mio torneo – ha confessato la Cornet -, o magari il mio anno”.
 

 
  • 17/05/2008 19:23
    Paolo v.
    La Cornet ha tutto per diventare molto forte e sono felice di essermene accorto non da oggi. Per esempio, quando due mesi fà, Flavia Pennetta riuscì a batterla nella finale di Acapulco esultai perchè ritenevo quella finale molto difficile contro una sicura campionessa. Qualcuno sminui quella partite e la vittoria di quel torneo ritenendolo quasi scontato. Oggi tutti ci accorgiamo che razza di giocatrice sia, già a 18 anni, questa francesina e dunque, mi sia permesso, forse la vittoria di Flavia assume un significato ancora maggiore. A me la vicenda Cornet ricorda, chissà perchè, il Wilander 1982 che fece finale a Roma a 18 anni, e sembrò un risultato clamoroso, salvo, dopo un mese, alzare la coppa dei moschettieri, chi non è più un ragazzino ricorderà...
  • 17/05/2008 21:57
    andrew
    ...era meglio la foto di prima...
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