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Rassegna Stampa del 18 Maggio 2008

Roma maledetta, si ritira anche la Sharapova (Clerici, Martucci, Torromeo, Pericoli). Amburgo la terra di Federer (Tommasi)

Il ritiro di "Masha" visto dalla stampa italiana

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Rubrica a cura di Daniele Flavi ed Angelica (Web)

Maledizione ritiri anche la Sharapova salta la semifinale

Gianni Clerici, la repubblica del 18-05-08

ROMA — Bisogna essere autentiche dive per rimanere al centro dell'attenzione, attrarre le luci della ribalta anche quando non si recita. Avevo lasciato venerdì notte una Maria Sharapova in feroce emissioni di gramoli (ruggiti+rantoli), opposta alla solita, deliziosa, creativa ma troppo piccina Patty Schnyder. Era stata in vantaggio, la Patty, ma alla stretta finale del secondo set aveva dovuto arrendersi sotto la pioggia di missili della russa. Nel raggiungere oggi il mio loculo televisivo mi dicevo che, vista la Maria di iersera e la Jelena Jankovic del match convenus, avrei assistito ad una finale anticipata, un gran bel match. Ma non facevo in tempo ad aprire i miei libri, a ripassare la lezione, che giungeva una staffetta sconvolta, ad annunciarmi che la Sharapova si ritirava. Nell'incredulità, nella generale sorpresa, si infittivano, da ogni parte le domande, mentre i referenti, i ragazzini della Women Tennis Association, tacevano, certo preoccupati di un problema troppo grande per loro. Da molte fonti non ufficiali, si veniva via via a sapere che la stessa diva sarebbe venuta più tardi, a suo talento, a spiegarci perché. Dopo aver subito, beninteso, l'abituale visita della Mutua, che avrebbe preso atto della sua impossibilità a spostarsi, colpire, insomma competere. Nel mio ruolo di servitore di due padroni, mi vedevo però costretto ad anticipare la ferale notizia via satellite. C'era, negli immediati dintorni, un amico, specialista in intercettazioni, indagini, insomma un detective. Con il suo aiuto, sarei riuscito nella non facile impresa di mettere le mani su un documento compromettente, un documento del quale non sono in grado di segnalare la fonte per non ritrovarmi in tribunale. Lo riproduco, con qualche perplessità. «Nel mentre indossavo il reggicalze per recarmi al night, si è pericolosamente sfilato un deduttore della coscia, tanto da costringermi a rinunciare al ballo notturno. Questa mattina, dopo un ultimo disperato tentativo di un amico professionista, sono stata costretta a tentare il tutto per tutto, e a dirigermi verso San Pietro, nella speranza che una papale benedizione riuscisse a risanarmi. Purtroppo il titolare non era in grado ricevermi tempestivamente, e sono stata così costretta a ritornare al tennis e a rinunciare ad un torneo al quale tenevo più di ogni altro al mondo, Wimbledon incluso». Simile decisione contribuiva a fare del nostro un torneo record, l'unico al mondo nel quale tre delle quattro semifinali, maschili e femminili, si fossero concluse con un ritiro. Consci e orgogliosi di ciò, gli spettatori avrebbero pazientemente assistito ad un doppio femminile giocato da quattro ignote, per poi entusiasmarsi ad una semi degna la più di un secondo turno, nel corso della quale la russa Chakvetadze, pareva dapprima imporsi facilmente alla piccola francese Cornet, per iniziare poi all'improvviso, da un set e tre zero, una serie negativa che si prolungava sino alla fine della sorprendente vicenda. Con l'aiuto del mio detective continuo le indagini, per sapere se, magari, non si sia infortunata pure lei.


Scandalo a Roma: si ritira anche Sharapova

Vincenzo Martucci, la gazzetta dello sport del 18-05-08

Scandalo al Foro. Salta il terzo semifinalista su quattro, uomini compresi. Scandalo per chi ha acquistato il biglietto per vedere la bella Sharapova agli Internazionali Bnl d'Italia, e Maria ha già gettato la spugna: «L'anno scorso ho giocato Parigi senza una spalla e sono arrivata in semifinale. In uno Slam fai tutto quel che devi, prendi anche un paio di antidolorifici in più, ma una settimana prima di uno Slam è difficile metterti in quelle condizioni». Realtà «Masha» non gira attorno alle parole. Mentre il comunicato ufficiale del torneo si appella agli organismi internazionali «per tornare a promuovere i valori etici e sportivi» del tennis. E diventa terribilmente complicato compilare un referto ufficiale dello stiramento al polpaccio sinistro denunciato dalla sibcriana. Che domani ridiventa numero 1 del mondo e, al di là della stanchezza accumulata venerdì notte contro la Schnyder («Dopo quasi 3 ore di massaggi, sono andata a letto alle 3.24: ho guardato l'ora perché sapevo che me l'avreste chiesto»), non aveva voglia di rischiare contro la regina di Roma '07 e i difensori del Tour. «Per recuperare per Parigi, obiettivo di tutti». Povertà Nell'unica semifinale, al di là della simpatia dei 5000 di Roma per il nasino all'insù di Alizé Cornet, la francesina e la russa Anna Chakvetadze confermano limiti caratteriali e tecnici, in una brutta sfida. Prima il 6-3 3-0 della 21 enne numero 8 del mondo (parziale di 7-0) e i lamenti della 1 Senne numero 34: «Non volevo perdere in 50 minuti, ho cercato di mettere la palla in campo e sono arrivati i suoi errori». Poi il 6-41-0 della pianista di Nizza (parziale di 7-1), la prima finalista di Roma che viene dalle qualificazioni: «So solo che ho cominciato a lottare». Infine, dopo il tira e molla di paura e incertezza, la biondina russa con la coda di cavallo regala il break a zero alla biondina francese con la visiera, e il 6-3. «E' difficile fare un punto alla Jankovic che corre dappertutto, ho già battuto 2 "top ten", perché no una terza?». I bookmaker la danno a 3.35, contro l'1.25 della regina in carica.


Sharapova ritiro scandalo, in finale Jankovic-Comet,

Dario Torromeo, il corriere dello sport del 18-05-08

ROMA - Uno scandalo. Maria Sharapova si è ritirata dagli Internazionali BNL d'Italia (e con questo siamo all'ottavo forfait al Foro tra uomini e donne, tre in semifinale! Un record) ed ha candidamente confessato: «Ho un dolore al polpaccio. Credo di aver preso la decisione più intelligente, soprattutto perché c'è un grande torneo in arrivo». Le abbiamo chiesto: "Se avessi avuto lo stesso tipo di infortunio al Roland Garros, ti saresti ugualmente ritirata?". Ci ha risposto: «Lo scorso anno a Parigi ho praticamente giocato senza una spalla e sono arrivata in semifinale. In un torneo del Grand Slam sopporti tutto, prendi qualche antidolorifico in più ma vai avanti». Ecco, a nostro avviso lo scandalo è qui, in queste parole. La Sharapova non ha alcuna remora ad ammettere che avrebbe potuto andare avanti, ma ha preferito non farlo. Il tennis non è un gioco di squadra dove sostituisci un giocatore con un altro. In questo sport se ti ritiri, non ci sono rimedi. Il torneo è falsato, gli spettatori sono penalizzati dallo spettacolo mancato; organizzatori, sponsor e televisioni pagano un danno economico pesante. Cinque ritiri nel maschile, tre nel femminile. Una sola semifinale su quattro giocata sino alla fine. Ieri il colpo definitivo, il forfait della giocatrice più seguita: Maria Sharapova. «Ho avuto due match di notte, dodici ore sono poche per recuperare energie. E poi la cosa più importante è essere pronta per Parigi». CAOS - Qui a Roma viene il meglio del mondo, ma anche gli Internazionali BNL d'Italia, come il resto dei tornei in calendario, sono continuamente a rischio. Le giocatrici hanno bisogno del Grand Slam (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open), gli altri tornei hanno bisogno delle giocatrici. Questo genera il caos nei comportamenti, nelle scelte, nelle decisioni. Il calendario è l'alibi delle giocatrici che lamentano un affollamento di date, ma poi non saltano un evento. Il tennis, l'abbiamo già detto, ci sembra sempre più come il Titanic. Si continua a ballare, senza guardare gli iceberg pronti a fare affondare la nave. Maria Sharapova dice di avere accusato i primi dolori durante il quarto di finale contro Patty Schnyder. Aggiunge di essersi sottoposta a tre ore di massaggi dopo quel match, di essersi addormentata solo alle 3.24 di ieri mattina. Al risveglio, appena poggiato il piede sinistro per terra, ha capito che non avrebbe potuto giocare. Anche Jelena Jankovic ci è rimasta male. La russa confessa candidamente «La cosa importante è essere pronta per il torneo dello Slam» Nel tennis se ti ritiri non c'è alcun rimedio Chi tutela spettatori, televisioni, sponsor e organizzatori le. Oggi sarà in campo per difendere il suo titolo, a sorpresa, contro la qualificata Alizé Cornet. «Volevo giocare, ero pronta per un'altra sfida». Jelena non si è tirata indietro. Ha avuto grossi problemi nei primi turni, difficoltà di respirazione che l'avevano anche spaventata. Ma è andata avanti. E per la prima volta nella sua carriera ha conquistato la possibilità di battersi per un titolo senza giocare la semifinale. La Sharapova si è ritirata. Le hanno diagnosticato uno stiramento al polpaccio sinistro, consigliando tre giorni di riposo. Dopo l'infortunio di Serena Williams non c'era stato alcun referto medico ufficiale. Ieri, dopo ripetute richieste, la Wta ha finalmente mostrato un formulario compilato dal medico responsabile del torneo femminile. IMPUNITA' - II tennis è un'anomalia clamorosa nel mondo dello sport. E' l'unica disciplina in cui gli atleti si autogovernano. Le pene per forfait alla vigilia dei tornei sono ridicole, soprattutto in rapporto ai guadagni delle giocatrici. In corso di svolgimento si può abbandonare per infortunio, senza pagare alcuna penale. E quando si arriva a considerare normale la dichiarazione di ritiro in vista del prossimo torneo, il livello di guardia è al limite della sopportazione. La speranza è che la Federazione mondiale (l'Itf) riesca a regolamentare il movimento. Ma forse questa è solo un'illusione. Salgono a otto gli abbandoni tra uomini e donne Tre semifinali su quattro saltate nei due tornei! CIAO CIAO Maria Sharapova, 21 anni, saluta in stile militare il pubblico dopo l'ottavo di finale contro la Wozniacki:

Sharapova fa la Diva di un tennis minore.

Lea Pericoli, il giornale del 18-05-08

Roma - La grande Diva del tennis ieri non è scesa in campo per colpa di uno stiramento al polpaccio sinistro Aveva finito di giocare molto tardi contro Patty Schnyder venerdì sera ed era rimasta fino alle 3 d! notte nelle mani del fisioterapista Cosi almeno ha raccontato lei, m conferenza stampa, appuntamento al quale e arrivata sorridente con 40 minuti di ritardo facendo indispettire i giornalisti «Ho provato a correre questa mattina però avevo male» Conoscendo il tennis mi permetto di dire che sarebbe stato più leale entrare in campo contro la Jankovic prima di decidere invece la bella Maria ha anche detto incautamente «Lo scorso anno ho giocato Parigi praticamente senza una spalla, imbottendomi di antidolorifici, ma quello era un torneo del Grande Slam'» Prima di andarsene si è lasciata premiare con it Compeed Award premio eleganza attribuitole dalia stampa internazionale, lo stesso che ìa scorsa settimana e stato consegnato a Federer La finale oggi vedrà opposte Jelena Jankovic alla francesina Alize Cornet autentica sorpresa che at secondo turno (che peccato) ha battuto Francesca Schiavone 6-3,6-2 E mentre rimpiango S occasione per le italiane mi domando cosa sarebbe accaduto se in semifinale nel lontano 1967 Mana Bueno si fosse ritirata contro di me Allora e erano solo coppe e niente denaro pero le campionesse non se ne andavano cosi facilmente

Amburgo la terra di Federer

Rino Tommasi, la gazzetta dello sport del 18-05-08

Come non provare un po' di invidia per il torneo di Amburgo che, come Montecarlo qualche settimana fa, avrà oggi l'ennesima finale tra Rafael Nadal e Roger Federer? Sconfitti a Roma, Federer da Stepanek, Nadal dalle vesciche, i due campioni sono risorti immediatamente e sta pure attraverso percorsi e difficoltà diverse (maggiori quelle dello spagnolo) si ritrovano ancora una volta ma sull'unico campo dove l'anno scorso Federer è riuscito a battere il rivale sulla terra battuta. Il bilancio su terra delle sfide tra Nadal e Federer è di 7 vittorie a una per lo spagnolo. Basteranno il clima di Amburgo ed il precedente dell'anno scorso a modificare un rapporto che appare ormai codificato La stona di questa rivalità, se limitata alla terra, mi ricorda quella tra Borg e Connors. Ad un certo punto Borg ha cominciato a battere puntualmente l'avversario che però andava ogm volta in campo convinto di vincere. Credo che anche Federer, senza confessarla, abbia la stessa convinzione a meno che la lezione di Montecarlo (perché di lezione si è trattato) gli abbia fatto cambiare idea.
 










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