La Jankovic si conferma campionessa dopo il titolo dello scorso anno. Finisce in lacrime la favola di Alize Cornet. Ubaldo Scanagatta
ROMA _ L’unico momento di vera suspence in una finale poco entusiasmante per la netta superiorità di una delle contendenti, si è avuto quando Jelena Jankovic ha chiamato il fisioterapista sul 4-1 del secondo set per lei che aveva già vinto il primo 6-2. Con tutti i ritiri che hanno caratterizzato quest’edizione degli Internazionali BNL d’Italia orfana di tre semifinali su quattro, c’era da temere il peggio che per fortuna non è avvenuto.
_Se ti fossi svegliata con un dolore al polpaccio (come la Sharapova…) che avresti fatto?_ le è stato chiesto provocatoriamente. E lei, con grande personalità mentre il p.r. della WTA la guardava con aria severa: “Sarei scesa in campo e avrei tentato di vincere il mio titolo di nuovo…con una gamba, due braccia e un cervello”.
Chissà se a Maria Sharapova (ma anche a Andy Roddick) sono fischiate le orecchie.
Ma per fortuna il dolore non era così insopportabile e Jelena ha portato a fondo la sua fatica in un’ora e 23 minuti, mentre la sua avversaria _ provata da troppe partite _ scoppiava in un pianto irrefrenabile per la delusione “di non aver giocato bene. Era una grande occasione, sapevo che Jelena era la tennista più solida fra quelle che avevo incontrato (Schiavone, Kuznetsova, Chakvetadze)…avrei voluto renderle la vita più dura, ma ero troppo stanca, il fisico non rispondeva più.”
Aveva fatto già troppi miracoli la piccola Alizé Cornet, la francesina diciottenne e dal nasino all’insù, per realizzarne un altro e vincere anche la settima partita di fila contro la campionessa in carica Jelena Jankovic, troppo più esperta, troppo più forte.
Così la serba dal viso orientaleggiante e gli occhi a mandorla ha vinto la seconda edizione consecutiva degli Internazionali BNL d’Italia, facendo il bis di un anno fa con un 6-2, 6-2 che non ammette repliche. “Non c’è più Justine Henin che mi fermava sempre, le mie chances di far bene a Parigi sono certo cresciute” era la sincera risposta di una campionessa onesta.
Intanto ad Amburgo Nadal confermava la sua superiorità sulla terra rossa nei confronti di Federer perfino nel regno tedesco dello svizzero (quattro volte campione lì). Nadal ha vinto 7-5,6-7,6-3 dopo aver rimontato il primo set da 1-5, e nel secondo set da 3-5 (anche se poi lo ha perso al tiebreak). Poi nel terzo, ancora una volta, è venuto fuori di fisico. Eppure sull’1-4 nel primo set sembrava sul punto di ritirarsi. Chissà che avrebbe fatto se non fosse stata una finale. Ora nei confronti di Federer conduce per 10 vittorie a 6, ma in prospettiva Roland Garros è l’8-1 sulla terra rossa per lui in 9 sfide a orientare il pronostico: Rafa potrà fare il poker consecutivo a Parigi che è riuscito solo a Bjorn Borg.