7-5 6-7 6-3 il risultato in favore di Rafa che nel primo set era stato vicino al ritiro. Per Roger ormai è un vero complesso psicologico. Giorgio Spalluto
Quanto Federer soffra la personalità di Nadal, non lo si scopre certo oggi. Il fresco precedente della finale di Monte Carlo, in cui Roger era stato avanti 4-0 nel secondo set, aveva già detto delle difficoltà psicologiche dello svizzero che contro Nadal sembra incapace di dare continuità ad un gioco, a tratti dominante, anche sulla odiata terra rossa.
L’inizio del match odierno aveva confermato l’ottimo feeling di Federer con la terra di Amburgo, su cui il top spin di Nadal non è così letale come in altri tornei. Dall’altra parte della rete c’era un Rafa molto contratto, incapace di dare profondità ai propri colpi, come se risentisse della maratona contro Djokovic in semifinale. I primi game erano un monologo di Federer che andava subito avanti di un break ed annullava sul 3-1 una palla del contro-break grazie ad un regale serve & volley. Sul 4-1, lo spagnolo cedeva a zero il proprio turno di battuta e cominciava a dare segni di insofferenza per un dolore alla coscia che lo limitava enormemente negli spostamenti laterali, soprattutto in quelli verso destra. Lo svizzero, resosi conto del malessere dell’avversario cominciava a steccare qualche palla di troppo e non concretizzava un primo set-point, sparacchiando fuori uno schiaffo al volo abbastanza comodo.
In quel momento l’attenzione di tutti era rivolta allo spagnolo che, praticamente da fermo, riusciva a recuperare uno dei 2 break di vantaggio. Nel cambio di campo successivo, si rendeva necessario l’intervento del fisioterapista per accertare una situazione, parsa ai più disperata. Il più preoccupato di tutti era lo zio Toni, in preda al terrore di veder compromessa la stagione sul rosso, a una sola settimana dal Roland Garros. La forza di volontà imponeva a Rafa di proseguire per i successivi altri 2 giochi, in attesa del successivo intervento del fisioterapista. Nel frattempo il pubblico presente sugli spalti cominciava già a prefigurarsi l’ennesimo ritiro, parso a quel punto inevitabile, di una stagione davvero sfortunata. Il gioco riprendeva con lo svizzero che vanificava il secondo set point, questa volta sul servizio del mancino spagnolo, e si apprestava per la seconda volta a servire per il set. Probabilmente sorpreso e scioccato dalla “ritrovata” verve atletica del suo avversario, Federer spariva letteralmente dal campo, dando luogo ad un passaggio a vuoto che sarebbe durato ben 7 games e che lo avrebbe portato a perdere 4 volte di fila il servizio. In pochi istanti si passava dal 5-1 per Roger al 7-5 1-0 e servizio per un Nadal, sempre lontano parente di quello visto in campo ieri contro Djokovic, ma che tuttavia sembrava aver allungato la gittata dei propri colpi.
A quel punto un Federer sempre più imbufalito con se stesso, prima ancora che con la presunta sceneggiata dello spagnolo, riusciva a riprendere le redini dell’incontro recuperando immediatamente il break di svantaggio. Nel gioco successivo lo svizzero annullava 2 palle break consecutive che, se sfruttate dal maiorchino, avrebbero distrutto psicologicamente ancor di più le sue già flebili velleità di rimonta. Quattro servizi vincenti riportavano di nuovo avanti lo svizzero che, sulle ali dell’entusiasmo, si portava avanti addirittura di un break sul 4-1, dando luogo ad un parziale di quattro giochi a 0, molto simile a quello messo a segno nella finale di Monte Carlo. Purtroppo per Federer, per il terzo set consecutivo (considerando sempre il torneo monegasco), lo svizzero non riusciva a concretizzare l’enorme vantaggio accumulato ad inizio set (questa volta era avanti 5-2 e 15-30 sul servizio di Nadal) e subiva, probabilmente per la prima volta in carriera, qualche fischio dalle tribune. Ad un passo dal tracollo sul 5-5 (0-40 per il maiorchino) veniva fuori la classe del numero 1 del mondo che metteva a segno ben 5 punti da campione che preludevano ad un grande tie-break, vinto per 7-3.
Il terzo set confermava la giornata davvero schizofrenica dello svizzero che, di fronte ad un avversario molto regolare, non riusciva a dare continuità al suo gioco. Il terzo parziale veniva deciso da un solo break nel quarto gioco. Anche in questo frangente Federer riusciva ad evitare il tracollo annullando 3 palle break che avrebbero portato Nadal a servire per il match sul 5-1. Sul 4-2 era un dritto lungolinea vincente di Nadal ad annullare l’unica chance di controbreak per lo svizzero, ed a chiudere virtualmente il match.
A poco serve soffermarsi sulla reale entità dell’infortunio di Nadal. Anche se si fosse trattato di una trappola ordita dal maiorchino (se così fosse, voto 10 per la recitazione, visto che anche il più accanito detrattore di Nadal si sarebbe lasciato impietosire dal balzo sulla sedia che il povero Rafa ha fatto quando il fisioterapista ha iniziato a manipolarne le coscia destra) sono ormai troppi i precedenti in cui lo svizzero mostra di non sapere reggere per l’intera durata dell’incontro la pressione, soprattutto psicologica, dello spagnolo
Se un anno fa era stato Roger ad interrompere la striscia di ben 81 vittorie consecutive sul rosso di Rafa, questa volta è Nadal a fermare un altro straordinario record: le 41 vittorie consecutive in Germania di Federer, che fino ad oggi vantava un record di 9 vittorie in finale a fronte di nessuna sconfitta, sempre in terra tedesca. Le 41 vittorie consecutive erano il frutto di 3 successi di Amburgo (2004-05 e ’07) e dei 4 ad Halle (2003-06). Gli altri titoli tedeschi, non facenti parte della striscia, sono quelli di Amburgo 2002 e Monaco di Baviera 2003.
Per Nadal quello odierno è il 21° titolo conquistato sulla terra (21 finali vinte su 22). Dal torneo di Monte Carlo 2005, il suo formidabile score sulla terra è di 108 vittorie e 2 sole sconfitte. Con questo successo diventa il terzo giocatore nella storia a vincere tutti e 3 i Master Series che si giocano sulla terra. C’erano riusciti in precedenza Marcelo Rios e Gustavo Kuerten.
Con Amburgo, lo spagnolo porta a casa il sesto differente Master Series. Il successo nel torneo tedesco va ad impreziosire una bacheca in cui già luccicano i 4 titoli di Monte Carlo, i 3 di Roma e quelli di Montreal 2005, Madrid 2005, e Indian Wells 2007. Il maiorchino ha anche sfiorato il successo in altri 2 Masters Series dove ha raggiunto la finale: a Miami nel 2005 e 2008 ed a Bercy nel 2007. Non ha mai raggiunto la finale a Cincinnati, dove può vantare i quarti del 2006.
Con i suoi 11 titoli a livello Masters Series, Rafa raggiunge un certo Pete Sampras che aveva vinto il suo undicesimo, però, nel 2000 in quel di Miami all’età di 28 anni e 7 mesi. A confermare la straordinaria precocità dei successi del maiorchino anche il fatto che lo stesso Roger Federer, all’età di 22 anni (che Rafa compirà tra pochi giorni) aveva vinto un solo Masters Series, proprio ad Amburgo nel 2002.
E’ proprio Federer il giocatore che adesso lo precede nella speciale classifica dei plurititolati a livello Masters Series con i suoi 14 titoli (l’ultimo risale a Cincinnati 2007). Leader di questa classifica è Andre Agassi, a quota 17 (Cincinnati 2004, il suo ultimo successo)
Questa i vincitori di almeno 5 Master Series:
17- Andre Agassi (USA)
14- Roger Federer (SUI)
11- Pete Sampras (USA)
Rafael Nadal (ESP)
8- Thomas Muster (AUT)
7- Michael Chang (USA)
5- Marat Safin (RUS)
Gustavo Kuerten (BRZ)
Boris Becker (GER)
Jim Courier (USA)
Marcelo Rios (CHL)
Giorgio Spalluto