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La crisi del talento francese

Gasquet cambia
Addio Deblicker

A conclusione di un periodo nerissimo, giunge la separazione dal suo coach. Basterà ad un giocatore ossessionato dalla famiglia? Giorgio Spalluto

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A pochi giorni dall’inizio del Roland Garros, il numero 1 francese Richard Gasquet, ha ufficializzato la fine del suo rapporto di collaborazione con Eric Deblicker

Il grande talento, in parte inespresso, del tennis transalpino, ha dichiarato attraverso un comunicato stampa, che resterà nel Team Lagardère e sarà seguito da Guillaume Peyre, già allenatore di Nicolas Mahut.

Gasquet ha tenuto a precisare che il rapporto di amicizia con Eric rimane intatto e ha espresso tutta la sua gratitudine per averlo condotto fra i top 10. Dal canto suo, Deblicker ha precisato che per il prosieguo della sua carriera “Richard ha bisogno di un nuovo slancio”.

La decisione dolorosa di separarsi dal suo storico coach è stata presa a seguito delle inguardabili prestazioni del francesino negli ultimi 2 mesi: 5 sconfitte nelle ultime 6 partite il suo triste bilancio.

Nel 2008, Gasquet non è mai andato oltre gli ottavi di finale in nessuno dei 9 tornei disputati. Negli ultimi 2 Masters Series, disputati a Roma ed Amburgo, è uscito mestamente al primo turno, racimolando soli 5 giochi contro un qualificato, Horna, e contro il nostro Andreas Seppi. Prima della stagione sul rosso, c’era stata la querelle con il capitano di Davis, Guy Forget, che avrebbe voluto fortemente schierarlo nel match decisivo contro Andy Roddick. Richard, invece, preferì scendere in campo, a punteggio ormai acquisito, contro James Blake, scatenando le più disparate illazioni.

Adesso c’è da chiedersi quanto il cambio del coach possa influire positivamente sulla personalità di un tennista che, secondo i più informati, è vittima di un atteggiamento troppo protettivo da parte della famiglia. Si dice che i suoi genitori lo tempestino di telefonate, quando non sono con lui in un torneo. Indubbiamente la presenza morbosa della famiglia non può che rallentare il percorso di crescita psicologico di un ragazzo che fin dall’età di 9 anni è soggetto ad una pressione, probabilmente eccessiva, per la sua fragile psiche. Il riferimento è alla copertina di Tennis Magazine, che nel 1996 titolava "Richard G. - 9 ans", e lo presentava come il campione che la Francia attendeva dai tempi di Yannick Noah.

Insomma, alla fine a pagare è sempre il coach, che ovviamente si può cambiare…….a differenza della famiglia.
 

Giorgio Spalluto

  • 19/05/2008 20:32
    jan
    Forse per Gasquet il discorso psicoanalista potrebbe essere valido. Come giustificare i suoi risultati negativi se non cercando le ragioni dell'inconscio? In casi come questi che fare? Sarebbe più opportuno per lui fermarsi e allontanarsi dal tennis per alcuni mesi, disinteressandosi completamente di classifiche e punti oppure meglio partecipare ad ogni torneo possibile fin quando qualcosa si sblocca? Deve insistere o deve fermarsi per ricaricare le pile? L'ho visto allenarsi al foro con molta insistenza, ho visto la sua umiltà nel cercare di ottenere nel doppio quei risultati che non arrivano nel singolo. Forse avrebbe bisogno di tempo, ma la vita dei tennisti corre, spostandoli da un aereoporto a un altro, da un albergo a un residence, con gli occhi dei tifosi puntati ad aspettare i risultati. Speriamo che i francesi abbiano il buonsenso di non caricarlo di ulteriore pressione al Roland Garros.
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