"Adesso prova a darmi partita persa e non esci vivo da qui”. Queste le parole di fuoco rivolte al giudice di sedia. Troppa pressione su un ragazzo di 15 anni? Giorgio Spalluto
Clamoroso epilogo del match di secondo turno del Trofeo Bonfiglio tra la grande promessa del tennis azzurro Giacomo Miccini (15 anni) ed il venezuelano David Souto, classico giocatore sudamericano, molto solido da fondo.
La partita si è conclusa anzitempo nel terzo set quando si era sul 4-3 per il venezuelano, a seguito di un penalty game inflitto al ragazzo di Recanati, reo di aver protestato in maniera eccessiva nei confronti del giudice di sedia. In realtà prima che le cose precipitassero era già successo di tutto. L'azzurro, aveva ricevuto già nel primo set (perso 6-3) un’ammozione per alcune frasi rivolte all’arbitro dopo che lo stesso gli aveva chiamato il secondo fallo di piede. Successivamente, in seguito alla stessa chiamata arbitrale, Giacomo aveva ricevuto, da regolamento, il secondo richiamo e quindi il penalty point. A fine del secondo set era stato il sudamericano a beccarsi un warning a seguito di un erroraccio su una comoda voleè. Il parziale se lo aggiudicava 7-5 il nostro Jack, che dimostrava grande carattere nel recuperare uno svantaggio di 3-5. Nel terzo set sul 3-2 per il recanatese, il giudice di sedia chiamava out una palla che per Miccini era nettamente buona. Nel game successivo i nervi dell’azzurro venivano messi a dura prova dalla chiamata dell'ennesimo fallo di piede ai suoi danni. Spalleggiato anche dal pubblico sugli spalti, il ragazzino cominciava ad inveire pesantemente sul giudice di sedia che si vedeva costretto, prima al semplice warning poi al penality point, infine al penalty game. A far precipitare le cose, la minaccia finale che Jack ha inferto al giudice, a seguito del penalty game: "Adesso prova a darmi partita persa e non esci vivo da qui” .
In quel momento si è reso necessario l’intervento del supervisor che dava il via libera alla sospensione del match, tra le polemiche del pubblico e del box di Miccini.
E’ inutile sottolineare la pessima figura del giovane ragazzo di Recanati che poche settimane fa, nel future di Aosta, aveva conquistato il primo punto Atp. Adesso c’è da chiedersi se le troppe attenzioni riservategli questa settimana per il suo ruolo di grande star del torneo, abbiano giocato un brutto scherzo ad un ragazzino che forse comincia a mal sopportare le grandi speranze che tutti iniziano a riporre in lui
Non c’è dubbio che questo episodio andrà probabilmente a danneggiare l’immagine di un ragazzo di soli 15 anni che, probabilmente in cuor suo, è convinto di aver ragione a protestare in quel modo dopo aver subito quella che reputa una grande ingiustizia.
Non occorre però essere dei grandi moralizzatori per stigmatizzare questi comportamenti, che l’enorme pressione non può assolutamente giustificare. “Ma a Bradenton non insegnavano a stare in campo?” potrebbe ironizzare qualcuno che magari mal digerisce l’enorme investimento che famiglia e Federazione stanno facendo per fargli frequentare un’accademia come quella di Bollettieri.
Insomma, vizio italiano o presunzione americana?
Giorgio Spalluto