Ubitennis
SPORT  TV   FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI
I racconti di Cino Marchese

Tornei dello Slam
Le 4 isole felici

Il mondo del tennis non può brillare solo 60 giorni l'anno. I giocatori snobbano tutti gli altri tornei. La replica di Ubaldo. E voi cosa ne pensate?

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

di Cino Marchese

Mio padre, socialista turatiano convinto e grande anticomunista, mi ripeteva sempre una frase celebre pronunciata dal fondatore del Partito Liberale Achille Burzio: “Il miglior conservatore è quello che sa concedere”.

Io sono cresciuto con questa convinzione ed ora mi sento che può essere applicata alla “crisi” di tutto quel tennis che non si chiama Grande Slam.

Mi preoccupano i tanti ritiri avvenuti nel torneo di Roma e la assoluta precarietà in cui versano tutti questi grandi tornei che si devono affidare alla fortuna che un anno li premia e due no. Penso anche che se le cose non cambiano radicalmente sarà sempre peggio: ai giocatori o giocatrici di vertice interessano solo gli Slam. In quella prospettiva sono pronti a fare qualunque cosa pur di arrivare al meglio della loro condizione per giocarsi le loro chances di vittoria. Come conseguenza tutte le altre competizioni diventano puro contorno. Conta solo non pregiudicare le possibilità di vittoria negli Slam.

Questo stato di cose è stato accettato, ed in un certo senso “usato”, nelle prove su erba che precedono Wimbledon (il Queen’s). Non accade invece nelle prove che precedono il Roland Garros. E non accadeva, fino a qualche tempo fa, ai Canadian Open e Cincinnati che precedono gli US Open.

Gli Australian Open sono all’inizio della stagione e soffrono meno gli stress e gli infortuni degli altri ed hanno trovato un buon rapporto con le prove che li precedono. Questo concetto riguarda parimenti l’ATP e la WTA che hanno anche un altro problema perché nel frattempo sono diventate Corporation e cioè Società e sono soggette non più ai principi delle Associazioni come erano quando sono nate, ma alle regole commerciali dell’Impresa. In tutta questa realtà bisogna poi fare i conti con l’ITF, la Federazione Internazionale che controlla Coppa Davis e Federation Cup ed ovviamente con il Comitato dei Grandi Slam che non soffre di alcun problema e non si cura di quello che avviene fuori della loro giurisdizione e realtà.

Così stando le cose a mio avviso è necessario, anzi indispensabile creare la figura del Commissioner.

Questa figura appartiene alla cultura americana dello sport professionistico e consiste in una persona al di sopra delle parti in grado di decidere tutto quello che avviene ed in grado di preservare il concetto di equità e di equilibrio. Ovviamente questa persona deve essere non solo accettata, ma soprattutto gradita da tutti. Deve anche saper gestire il tutto. E se non ci riesce deve poter esser cacciata.

Mi rendo conto che applicare questo concetto al tennis comporta molte difficoltà e non è facile, ma io ritengo che sia l’unica soluzione per garantire continuità ed equilibrio nella gestione dello sport che deve rimanere sempre lo stesso, ma che si deve adattare alle situazioni diverse e svariate ed in continua evoluzione.

Tutto ciò senza inficiare la forza e la potenza degli Slam, ma cercando di dare un armonia ed un senso a tutto il resto, affinché non succedano più le cose che sono successe a Roma.

Tutti i tornei che non sono gli Slam devono poter sopravvivere. Ne è giusto che siano eccessivamente soggetti alla fortuna o alla sfortuna. Ci deve essere un interesse comune da salvaguardare, per il bene supremo del tennis e la sua diffusione globale…che non può essere limitata a 4 periodi di 15 giorni ciascuno all’anno, cioè soltanto agli Slam.

Negli Stati Uniti si è cercato di reagire a quell’andazzo e sono state create le “US Open Series”: tutte le prove che precedono gli US Open sono state collegate a degli incentivi volti a far partecipare al maggior numero di tornei tutti i migliori giocatori. Ed è stata coinvolta la televisione che ora dà garanzie di copertura che prima non esistevano. Tutto ciò è stato fatto da un grande manager, Arlen Kantarian, Direttore Generale dell’US Open.

In teoria Kantarian avrebbe potuto accontentarsi del successo dell’US Open. Invece da conservatore illuminato ha contribuito a rilanciare anche gli altri tornei che precedono l’US Open e i risultati della sua opera gli stanno dando ragione. Oggi tutti quei tornei che precedono gli US Open hanno ben altro valore commerciale rispetto a pochi anni fa. L’esempio dell’US Open è stato imitato dall’Australian Open.

Sono certo che se ci fosse un “Commissioner” anche i problemi della Davis e della Fed Cup, sia in merito al calendario, sia in merito alla partecipazione (spesso sfuggente…) dei migliori verrebbero curati con ben altra incisività. Anche i rapporti politici migliorerebbero perché finalmente ci sarebbe qualcuno in grado di limare gli interessi dei singoli e di mediare qualora ce ne sia bisogno. È ovvio che la persona che può fare tutto ciò non è facile da trovare anche se personalmente avevo ipotizzato una persona che molti avevano individuato nel grande John Newcombe e che difatti Mark Miles prima di andarsene dall’ATP aveva cercato di coinvolgere.

È anche ovvio che non sia facile convincere soprattutto gli Slam, che stanno vivendo una situazione eccezionalmente favorevole sotto tutti gli aspetti, ma sono certo che applicando il concetto di Burzio anche i “privilegiati” di quest’epoca così difficile per gli altri, si possano convincere che guardare al futuro di uno sport significa _ nel loro stesso interesse alla lunga _ non preoccuparsi soltanto di coltivare il proprio ricco orticello, ma curarsi anche di tutto quello che nel tennis avviene al di fuori. Per dare solidità e credibilità ad uno sport, ad un movimento, ci si deve occupare anche degli altri tornei, degli altri soggetti coinvolti nell’organizzazione del tennis. Bisogna dar anche agli altri qualche certezza, anizhcè farli vivere perennemente in uno stato di precarietà legato a fattori casuali e non assolutamente controllabili.

Lo sport professionistico ha regole che devono essere rispettate anche con il necessario cinismo, non possono sfuggire alla realtà dell’impresa. E la gestione di tali imprese deve essere affidata a professionisti in grado di ricoprire certe posizioni, anziché da personaggi che sfuggono a questa logica. Il calcio in Europa ne è un chiaro e lampante esempio. Tutto inizia da una gestione corretta dell’impianto che deve essere moderno ed in linea con i tempi, quindi si passa alla comunicazione ed al Marketing senza trascurare nessun passaggio e superando qualsiasi tentativo di impantanamento burocratico.

Le regole devono essere chiare e devono tenere conto delle tradizioni e della storia dello sport perché tutto deve essere fatto nel rispetto dello sport che però, a sua volta, si deve adattare alle realtà di oggi.

Le nuove tecnologie in costante evoluzione hanno creato una situazione completamente diversa a quella di solo pochissimi anni fa e quanto oggi fa senso domani non lo farà. Soltanto se si ha questa apertura mentale le cose potranno essere prese in considerazione nel modo più giusto. E solo così si potrà sopravvivere.

Il Commissioner, in quanto capo assoluto di uno sport deve essere il Capo accettato da tutti alle stesse condizioni, senza condizionamenti o ostacoli e deve avere un’ autonomia assoluta nel rispetto di tutto e di tutti. Mi rendo conto che è molto difficile nel tennis arrivare a questa conclusione, ma vorrei sperare che sia possibile perché amo il tennis da vero romantico. Al tempo, però penso di essere anche realista. E sono convinto che per preservarlo occorra passare per i principi più volgari e prosaici della gestione dell’Impresa. Bisogna eliminare tutte quelle cose che hanno contribuito alla sua involuzione e rischiano di portarlo alla paralisi. Se lo si vuole aiutare a sopravvivere si deve sacrificare qualcosa e rinunciare a molto.

Commento di Ubaldo Scanagatta

Cino ha ragione a ritenere che alla lunga diventa perdente un universo tennis che si regga quasi unicamente sulle quattro prove dello Slam e regali 300 giorni del suo calendario a prove di "preparazione" di scarso significato, dove i giocatori "reucci" e "star" fanno quel che vogliono, pretendono e prendono sempre più soldi e si ritirano appena hanno un piccolo fastidio all'alluce.

E' diventato un sistema perverso. Tutto ruota intorno a quelle prove e sia l'Atp sia la Wta cercano di tappare i buchi lasciati dagli Slam e dalla Davis (o dalla Fed Cup) cercando di indebolire la Davis e la Fed Cup con calendari folli che scoraggino la partecipazione dei big a quelle manifestazioni a squadre gestite dall'ITF.

Ma, detto questo, mi pare che Cino si illuda. Chi ha il potere non lo molla. Anche se fosse soltanto quello di star seduto su una poltrona che gli garantisce un sostanzioso stipendio annuale e non altri benefit o gratificazioni d'altro tipo.

Ve lo immaginate che qualcuno di quei signori che rappresentano la grandi sigle del tennis, ITF, ATP, WTA, si faccia da parte per favorire l'ingresso di un "commissioner" super partes...per il bene supremo del tennis?

Non dico che non sarebbe giusto, ma non ci credo nemmeno se lo vedo. Resta attaccato alla propria poltrona un dirigente dilettante di una qualsiasi federazione figurarsi quelli che guadagnano fior di quattrini e sono riveriti ovunque e dovunque, girano il mondo con mogli o amanti, e possono fare discorsi celebrativi sul campo, in tv, alle serate di gala.

Mi pare che il presidente dell'ITF Ricci Bitti viaggi sui 300.000 euro l'anno più tutto rimborsato, che il presidente Atp iperdiscusso Etienne de Villiers (il sudafricano che ne ha fatte di tutti i colori e che è a forte rischio licenziamento nel caso Amburgo vinca la causa che metterebbe l'Atp in braghe di tela, lo sapremo a luglio se avrà diritto al reintegro nei Masters series _ come in fondo si augurano gli altri Masters Series chè altrimenti anche il loro futuro non sarebbe garantito se basta che un CEO dell'Atp li cacci fuori da un momento all'altro per far entrare il multimiliardario Madrid o qualche sceicco arabo _ o anche se avrà diritto a un rimborso di diverse decine di milioni di dollari) guadagni sopra al milione e mezzo di dollari. Credo che Larry Scott non prenda meno di un milione di dollari dalla Wta...E poi, a prescindere dalle ambizioni dei singoli dirigenti, il sistema di è incancrenito dacchè la ITF si è lasciata sfuggire il pallino organizzativo dei circuiti. Figurarsi se i giocatori vorrebbero mettersi nelle mani di qualcun altro che non garantisse loro i guadagni crescenti (a fronte di obblighi sempre calanti...) che ha fin qui procurato la gestione del loro sindacato. Difatti De Villiers non fa altro che sventolare l'incremento dei montepremi per tacitare chi lo critica dall'interno. E cerca poi di arruffianarsi i giocatori in tutti i modi possibili immaginabili: finali due set su tre, bye per i più forti, tabelloni da 96 per i combined, premi forti anche per i doppi nonostante il parere contrario dei direttori dei tornei. E, a ben guardare, anche un certo protezionismo nei confronti dei giocatori "beccati" in flagrante sul doping, quale altro organo imparziale potrebbe assicurarlo? Molto più facile colpire qualche semisconosciuto tennista italiano che scommette ingenuamente 5 euro su qualche match, tanto per darsi una lustratina moralistica che possa far colpo sull'opinione pubblica meno preparata, piuttosto che correggere certi meccanismi perversi.

Anche gli stessi direttori dei tornei, non tutti ma in buonissima parte, mirano soprattutto ai propri interessi, al proprio torneo. Dell'Universo-Tennis in genere se ne fregano alla grande. Se il torneo prima del loro o dopo il loro va male si sfregano le mani perchè il loro invece l'ha sfangata e fanno gli scongiuri perchè non accada a loro l'anno successivo, ma...tanto i padroni del motore sono i giocatori. E se uno viene da loro e non va dall'altro (anche se poi magari si ritira) gli stendono un bel tappeto rosso sotto i piedi.

Per tutti questi motivi appena accennati, credo che Cino sia proprio un gran bel romantico, un sognatore..

Se un domani i capoccioni del tennis si decidessero ad immolare se ste stesso per farsi sostituire da un Commissioner _ della cui necessità sentii parlare ormai tanti anni fa Andre Agassi _ vorrà dire che il tennis sarà proprio precipitato in un baratro. E allora sarà comunque troppo tardi.

L'altro giorno il presidente FIT Binaghi, sosteneva che l'ATP è _ come dice anche Cino _ una contraddizione in termini, cioè al tempo stesso un'impresa e un sindacato, cioè se stessa e la sua controparte, organo controllante e controllato, si augurava che l'ITF riprendesse in mano l'organizzazione del circuito internazionale.

Concetto giusto, sacrosanto in linea di principio, visto che le federazioni _ colpevoli la loro parte per via della loro inadeguatezza quando si fecero sfuggire il giocattolo organizzativo _ dovrebbero avere più passione e spirito d'equità per il gioco in sè che per il business nudo e crudo: mai avrebbero bruciato Amburgo, o Montecarlo, sull'altare dei soldi offerti da Tiriac; e prima di accettare a scatola chiusa petrodollari arabe o miliardi di rmb cinesi sconquassando i calendari agonistici senza una logica ci avrebbero riflettuto a lungo.

Il tennis in mano all'ITF allora. "Già, ma con quali uomini, con quali dirigenti l'ITF governerebbe?" ribatteva l'altro giorno Sergio Palmieri, non senza ragione. E anche il Commissioner invocato da Cino, allora, dovrebbe crearsi anche una nuova struttura tutta sua? O dovrebbe farsela "prestare" dagli organismi esistenti, già ammaestrati da esperienze dirigenziali, la stessa ITF, l'ATP, la WTA, le federazioni nazionali?

Ragazzi il dibattito è aperto, anche se non sono discorsi facili da farsi senza cadere nell'approssimazione superficiale.

 

 

  • 22/05/2008 18:12
    Gabriele Pacini
    L'ATP deve ridurre drasticamente il calendario. I Giocatori più forti devono essere indotti a giocare di meno, possibilmente i 4 Slams e i Master Series, e per quest'ultimi occorre ristudiare la loro collocazione nel calendario. Non è possibile far giocare uno di seguito all'altro INDIAN WELLS e MIAMI, ROMA e AMBURGO, TORONTO e CINCINNATI. Secondo me sarebbe meglio se ne collocassero uno ogni mese, a partire da Febbraio. il ruolo del Commissioner ? A me, personalmente i PADRI-PADRONI non sono mai piaciuti. Ciao a tutti Gabriele Pacini
  • 22/05/2008 18:41
    Voortrekker Boer
    Un commissioner? Non credo proprio. Cmq le isole felici sono più di quattro...e mi riferisco agli altri "magnifici/malefici quattro" ossia i quattro AMS nordamericani. Negli ultimi tre anni ho avuto la possibilità di seguire i tornei maschili e la risposta di pubblico e di giocatori è stata piuttosto interessante, in quelli estivi poi le US Open series hanno fatto ancor più "cassa" rendendo quel circuito davvero appetibile per i giocatori, americani e non.
  • 22/05/2008 18:46
    marcos
    condivido l'ottimo ed impetuoso commento dell'ubaldo: in qualche riga, ha toccato quasi tutti i nervi scoperti della gestione del tennis attuale. sono temi di cui discutiamo da mesi e mai nessun ci fermerà! spero che il giudizio di luglio su amburgo (quest'anno m'è piaciuto moltissimo!) dia una qualche spinta ad una situazione, che inizia a far acqua da tutte le parti. la barca continuerà a stare a galla, ma, se i capitani non valgono una cicca, difficilmente troverà un giusto approdo.
  • 22/05/2008 19:59
    Fabrizio
    Sul fatto della programmazione,credo che il calendario,andrebbe rivisto nell'evitare la sequenza dei masters series,come Roma/Amburgo.credo ci siano troppe associazioni:ATP,ITF,WTA,che governano il tennis.Ci vorrebbe un comitato unico di controllo per tutte,che decida sulle regole per i giocatori e giocatrici,per non permettere loro di presentarsi ai tornei in condizioni pietose,come a volte faceva Agassi in passato,che veniva a roma per perdere al 1° turno.Andrebbe rivista tutta la formula della davis cup,in maniera da far giocare i più forti...E fare una multa a chi si ritira senza un motivo adeguato dai tornei:masters series e tutti gli altri.Dando un rispetto adeguato a chi compra un biglietto per vedere uno spettacolo.per sempio una mancanza di professionalità come Stepanek a roma,è inqualificabile..per una grande abbuffata a tavola,non si può perdere una semifinale!
  • 22/05/2008 20:04
    Andrea
    Sul commissioner sono d'accordissimo. Seguendo la NBA vedo come una persona come Stern possa solo migliorare le cose, e anche nel tennis credo possa migliorare le cose. Sono tuttavia convinto che i 4 grandi tornei meritino più rispetto di tutti gli altri. Non si può paragonare il prestigio di Wimbledon con un qualsiasi altro torneo(sia per il montepremi, che per il livello di tradizione e sopratutto di storia) e credo sia giusto per un tennista al vertice scegliere anche di sacrificare tornei di minore importanza per prepararsi al meglio agli slam. Il calendario è troppo pesante, è quello che deve cambiare
  • 22/05/2008 20:55
    Karlovic 80
    commissioner o no,ritorniamo di nuovo a velocizzare di più i campi.eliminiamo la terra rossa a favore di più tappeti sintetici.e che si semini di nuovo la "festuca" a wimbledon!!!e che si crei una vera stagione autunno/invernale come negli anni 80/90,dove imperversavano tornei come anversa,tokyo seyko,wembley,sydney indoor,ostrava,il bercy vero(quello giocato sul velocissimo taraflex del '93).e poi basta con questa masters cup di fine anno giocata sul cementuzzo lento di shangai per favorire spagnoli e argentini.i veri masters di fine anno erano quelli giocati nei primi anni '90 a francoforte sul velocissimo greenset trophy,tappeto mitico ma purtroppo abbandonato dal circuito professionistico.
  • 22/05/2008 21:13
    Avec Double Cordage
    interessantissime parole sia da parte di Cino Marchese che da parte di Ubaldo. John McEnroe secondo il mio punto di vista sarebbe una persona che avrebbe la dovuta caratura e indipendenza non che l'amore che sarebbe necessario a svolgere il ruolo del commissioner. Certo c'è il problema del comportamento che aveva sul campo ma sappiamo tutti che era in parte anche calcolato, beh per alcuni potrebbe essere proprio questo il difetto. Noto con soddisfazione e relativa sorpresa che anche Binaghi è dell'opinione che ci sia un conflitto d'interessi all'interno di un sindacato che fa anche l'organizzatore come l' ATP, l'ho scritto parecchie volte sul blog senza suscitare particolare interesse, forse proprio perché si tratta di una cosa chiara a tutti
  • 22/05/2008 21:38
    Lo chiamavano Safinator
    la penso in parte come Karlovic...è necessario rivelocizzare le superfici,adesso è di una tristezza unica che a wimbledon e al roland garros si giochi allo stesso modo... Prima per vincere Wimbledon da fondo dovevi essere un marziano come Agassi..adesso un personaggio come Rafter rischierebbe di essere "scherzato" da chi,come Nadal,con l' erba (propriamente detta) ha poco da spartire. E poi..ricreare la stagione indoor...dove le palle schizzano alla velocita della luce... Senno',troppa monotonia...che non fa bene al nostro sport..
  • 23/05/2008 09:28
    marco mazzoni
    L'anomalia principale resta il fatto che il circuito sia gestito dall'ATP, cioè dai giocatori stessi, piuttosto che da un organo superpartes. E' una situazione grottesca, molti big (nadal) si lamentano "di se stessi". Questo da zero credibilità in molti ambiti, politica antidoping in primis. Ma siamo sicuri che i giocatori stessi sarebbero disposti ad accettare un organo esterno, magari "disinteressato", che gestisca il tutto? la vedo dura. Ero piccolo, ma ricordo battaglie feroci tra ex presidente Chatrier ed i giocatori (Ubaldo, Cino confermino). Rimedi? Forse creare un tour stile F1 con meno eventi, una elite a cui si accede x diritto di ranking, bloccato per vari mesi
  • 23/05/2008 12:27
    tilden
    Personalmente lascerei gli Slam cosi come sono e cambierei gli altri tornei, i Master Series con tabelloni da 24,i primi 16 del mondo, + 8 qualificati che escono da un tabellone di 64 giocato nei giorni precedenti. Ovviamente i primi 8 hanno il bye e cosi avremmo veramente 9 MASTER SERIES , con i migliori che possono vincere il torneo giocando solo 4 partite. Un po l'idea di Ion Tiriac, tanti soldi, tanto spettacolo, il WCT di lamar Hunt con tante finali Laver-Rosewall, Laver Newcombe ecc. i ricordo nel 1970 o 72 un magnifico torneo a Bologna più o meno con lo stesso formato dove Panatta perse 63 63 con Rosewall e potei stringere la mano a Rod Laver.
  • 23/05/2008 12:34
    Ros
    Sono off topic,però,Ladies and Gentleman,the Draw: http://i25.tinypic.com/f29d0y.jpg
  • 23/05/2008 12:49
    Ros
    Questo è il definitivo,sorry: http://www.rolandgarros.com/en_FR/scores/draws/ms/index.html
  • 23/05/2008 18:18
    pat
    d'accordissimo con Karlovic80. per quanto mi riguarda il calendario va benissimo,cambierei solo il master finale,tutto in 5 set, però è necessario variare di più le superfici. tollero andreev e robredo in quarti a parigi ma a wimbledon voglio llodra mahut e guccione più avanti del secondo turno e ivo, stepanek e lo stesso stakhovski si meritano campi indoor più veloci. karlovic80,mandiamo quella lettera all'atp!
  • 23/05/2008 21:00
    stefano grazia
    Nei primi mesi di vita del Blog avevo piu' volte sollevato e proposto il Problema del Commissioner, un pallino non solo di Andre Agassi come ha giustamente ricordato UBS, ma anche di Jon Wertheim e anzi lo mettevo al primo posto fra le cose necessarie per ristrutturare l'Azienda Tennis. Come ricorda Andrea, un Commissioner tipo Stern nella NBA e il nome che io proponevo era quello non di John Newcombe ma di ANDRE AGASSI. Ovviamente dovrebbe avere diritto di vita e di morte (Per il Bene dello Sport NON puo' esistere la Democrazia ma solo la Dittatura Illuminata). (segue)
  • 23/05/2008 21:01
    stefano grazia
    Cosa dovrebbe fare il COMMISSIONER? Be'. per prma cosa ristrutturare il CALENDARIO con la differenziazione in Stagioni (Cemento,Terra, Erba,Indoor), lo slittamento dell'Aussie open a Marzo dopo IW e KB, uno spostamento di date anche fra RG e W (LE RISATE....), e via discorrendo...per concludere con due-tre mesi di SOSTA. PIU' IMPORTANTE ANCORA LA NUOVA FORMULA DELLA DAVIS CUP da giocarsi ogni 2 o addirittura 4 anni in stile World Cup di calcio/rugby, durata un mese, 12 nazioni qualificate per diritto di ranking,le altre si qualificano negli anni precedenti, combined event,in SEDE UNICA partite ogni giorno, tifo da stadio sponsor come Nike e Adidas coinvolti che obblighino le stars a partecipare. Non cambierei invece formule (sets),palline,superfici..di vedere 50 aces a partita o un altro Becker-Stich a W o un Dibbs-Solomon sulla terra (ma anche un Vilas-Borg) non ne ho proprio voglia... E piu' che aumentare il Tennis in TV cercherei di diminuire il Calcio in TV e sui Quotidiani...
  • 23/05/2008 21:01
    stefano grazia
    Cosa dovrebbe fare il COMMISSIONER? Be'. per prma cosa ristrutturare il CALENDARIO con la differenziazione in Stagioni (Cemento,Terra, Erba,Indoor), lo slittamento dell'Aussie open a Marzo dopo IW e KB, uno spostamento di date anche fra RG e W (LE RISATE....), e via discorrendo...per concludere con due-tre mesi di SOSTA. PIU' IMPORTANTE ANCORA LA NUOVA FORMULA DELLA DAVIS CUP da giocarsi ogni 2 o addirittura 4 anni in stile World Cup di calcio/rugby, durata un mese, 12 nazioni qualificate per diritto di ranking,le altre si qualificano negli anni precedenti, combined event,in SEDE UNICA partite ogni giorno, tifo da stadio sponsor come Nike e Adidas coinvolti che obblighino le stars a partecipare. Non cambierei invece formule (sets),palline,superfici..di vedere 50 aces a partita o un altro Becker-Stich a W o un Dibbs-Solomon sulla terra (ma anche un Vilas-Borg) non ne ho proprio voglia... E piu' che aumentare il Tennis in TV cercherei di diminuire il Calcio in TV e sui Quotidiani...
  • Sono presenti 16 commenti, invia il tuo commento!
Cerca  su Quotidiano.net nel Web