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Hawk Eye

Murray si arrabbia. Colpa del raccattapalle

Un ragazzino imbranato cancella il segno ad Amburgo, l'arbitro non lo trova più e lo scozzese pretende di avere l'Occhio di Falco anche sulla terra rossa. "Sarebbe sciocco non usarlo" Luca Labadini

 

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Arriva dal talentuoso e bizzoso scozzese una proposta che non potra’ non suscitare reazioni nell’ambiente del tennis. E’ risaputo che l’utilizzo del celeberrimo congegno e’ attualmente applicato esclusivamente sulle superfici rapide, poiche’ sulla terra battuta la pallina lascia ben evidente la sua impronta, rendendo superfluo il ricorso alla nuova tecnologia. Andy Murray ,invece ,ritiene che il dispositivo sarebbe ugualmente efficace anche sul “rosso”, e che le attuali dispute tra giocatori e giudici linea circa l’effettivo segno lasciato sul campo siano oramai anacronistiche. “ Credo che avvalersi dell’ Hawk Eye anche sulla terra battuta sarebbe la soluzione migliore per il nostro sport. Assistiamo spessissimo a controversie riguardo l’esattezza del segno che ha lasciato la pallina sul campo. E’ piuttosto bizzarro che della tecnologia possano beneficiare le televisioni ma non i giudici di sedia e i giocatori. Il tennis si sta evolvendo sempre di piu’ e con esso la tecnologia, credo sarebbe sciocco non fare almeno un tentativo. Abbiamo a disposizione i mezzi, usiamoli per migliorare il nostro sport “. La riflessione di Murray e’ scaturita dopo un curioso episodio avvenuto nello scorso torneo di Amburgo, dove un raccattapalle , correndo,ha inavvertitamente coperto il segno che aveva lasciato una palla, rendendo di fatto impossibile stabilire in quale punto del campo fosse terminato esattamente il colpo. Personalmente ritengo che il caro, vecchio “segno” mantenga ancora oggi intatto il proprio fascino e che le proverbiali discussioni arbitro-giocatori facciano parte del costume del nostro sport. Voi invece che ne pensate, siete anche voi piu’ conservatori o date ragione a Murray? E’ ora di abbandonarsi completamente alla tecnologia o ritenete giusto che l’ultima parola spetti ancora al giudizio dell’essere umano , quantomeno sulla terra battuta?
 

  • 24/05/2008 12:25
    Piero Pardini
    Personalmente adotterei l'occhio di falco anche sulla terra rossa, naturalmente con un numero di chiamate limitato proprio come nei tornei sulle quali superfici non rimane il segno. La tecnologia al servizio dello sport.
  • 24/05/2008 14:11
    chris
    Secondo me l'occhio di falco è giusto sulle superfici rapidi, ma non sulla terra dove rimane il segno della pallina, perchè capita 1 volta su mille che il racattapalle cancelli il segno.
  • 24/05/2008 16:59
    Emiliano Faeti
    D'accordissimo con Murray, disponiamo mezzi più precisi? Allora perchè non usarli? Guardate cosa è successo nel match tra Kohlschreiber e Robredo, se ci fosse stata giustizia il tedesco avrebbe preso un break di vantaggio nel secondo set e molto probabilmente avrebbe anche vinto la partita
  • 24/05/2008 17:59
    angelica
    come no, usiamolo l'occhio di falco sulla terra dove reta il segno e cosi' vediamo di un quanto è realmente precisa questa proiezione computerizzata. Poi se per caso, dico per caso, il segno è fuori netto e l'occhi di falco dice dentro di 1 mm...che fa il signor Murray? chiede di metterre anche l'occhio d'aquila?
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