Paul Henri Mathieu d Gustavo Kuerten 6-3, 6-4, 6-2. Traduzione a cura di Sara Cecamore
D: Cosa provi in questo momento?
G.Kuerten: Penso di essere molto soddisfatto, specialmente per i ricordi che rimarranno con me dopo questo match. Credo di aver giocato meglio di quanto mi aspettassi. Non c’è stato un solo colpo che non abbia giocato oggi, quindi ho giocato, sai, dritto, rovescio, servizio, pallacorta, voleè. Ho fatto tutto quello che ero in grado di fare anche nel passato. Non con la stessa intensità, ma almeno ho avuto la sensazione di poterlo fare ancora una volta. Mi sono sentito competitivo a volte e questo mi piace. Ho davvero avuto l’idea che, sai, se avessi avuto la migliore – se mi fossi potuto aspettare una migliore reazione dal mio corpo, sono sicuro che avrei giocato ad un ottimo livello, e questa per me è una buona cosa. Probabilmente il mio obiettivo era il raggiungimento di quello che mi aspettavo da questo match.
D: E poi quando il match è finito ti abbiamo visto andare verso la panchina e metterti un asciugamano sulla testa. A cosa stavi pensando?
G.Kuerten: Beh, semplicemente ero grato per tutto quello che mi è successo in carriera. Ero solito fare così alla fine di ogni torneo, quando vincevo. Semplicemente prendere un minuto per me e pensare profondamente a tutto quello che è successo nella mia vita. Specialmente adesso, era più—più generico, sai, durante tutti questi anni, tutto il successo che ho avuto e l’opportunità che ho avuto di giocare in questo grande torneo. Quindi, sostanzialmente, stavo ringraziando per il divertimento che ho avuto sul campo da tennis.
D: Cosa ha significato il tennis nella tua vita? Cosa ti ha dato il tennis?
G.Kuerten: Credo una grande conoscenza. In tutti questi anni ho imparato tanto e specialmente in questi ultimi anni nei quali ho dovuto affrontare situazioni difficili. Quindi sono cresciuto come persona. Credo che il mio mondo ha iniziato ad essere più grande grazie al tennis e al successo che ho avuto. Sono stato in grado – la mia vita è diventata più ampia rispetto a quella delle persone normali. E per questo credo di essere stato in grado di adattarmi abbastanza bene. Sono stato contento di aver avuto successo, e quindi il tennis, è stato – in questa parte della mia vita mi stava scorrendo nelle vene, nel mio sangue. Amo essere lì fuori e giocare. Per me, specialmente questo torneo è stato probabilmente la vera motivazione, quello che ha permesso al mio cuore di mantenere il sangue in circolazione. Così come tutti gli obiettivi e i sogni che avevo di andare lì fuori e giocare bene.
D: Hai particolari rimpianti?
G.Kuerten: No. Credo di aver passato i momenti peggiori, ma anche questo fa parte della vita. Come il tennis, prima o poi finirà per me. Non so, Nadal, Federer, Djokovic, un giorno finirà. In fondo sono felice di essere riuscito a capire che, sai, nella mia carriera le cose sono successe in due modi. La prima fase piena di successo nella quale sono riuscito a raggiungere tutto gli obiettivi che potevo. La seconda invece è stata davvero dura. Ma allo stesso tempo, come ho detto, per me è stato importante vivere quegli anni, per crescere, per capire quali sono le altre cose con le quali mi devo confrontare. Quindi credo che per me non ci siano rimpianti. Solo grande conoscenza, come ho detto, quella che ho potuto acquistare negli ultimi 10-15 anni
D: E ora party time?
G.Kuerten: no, sono una persona molto seria, sai. A noi brasiliani non piacciono molto le feste (risate). No, è tempo di avere priorità per la mia vita personale. Darmi una struttura, avere del tempo per pensare a tutto il resto. Come ho detto, la mia vita, sai , è diventata enorme – ci vuole molta fatica a gestirla giorno per giorno, specialmente in Brasile. Sono davvero una grande icona in Brasile. Ogni giorno vengono da me persone diverse. Questo forse è quello a cui mi devo adattare. Vedere cosa mi interesserà nel futuro. Forse un po’ di pausa, ma voglio anche essere attivo in qualche modo. Quindi forse sempre nel tennis e la mia fondazione troverà delle belle cose da fare.