SERENA WILLIAMS b. Ashley Harkleroad 6-2, 6-1. Traduzione a cura di Samuele Delpozzi
D. Buonasera. Per un primo turno, sei contenta di come hai giocato oggi, considerando che ad esempio Andy Murray ha dovuto giocare 5 set e Djokovic 4?
SERENA WILLIAMS: Sì, sono certamente contenta del risultato di oggi. Penso che avrei potuto giocare anche meglio. Però, sapete, al primo turno vuoi solo chiudere presto l’incontro e procedere nel torneo.
D. Così sei ancora una volta maestra dei primi turni?
SERENA WILLIAMS: Finora sì. Ho usato i miei trucchetti magici.
D. Quali trucchetti magici? E’ dovuto al fatto che molti campioni sono nervosi durante il primo turno?
SERENA WILLIAMS: Sì, anch’io divento nervosa, ma oggi mi sono accorta di esserlo un po’. Mi sono svegliata ed ho avuto la sensazione di poter fare molto bene, quindi perché essere nervosa? Meglio superarlo.
D. Non c’ero quando hai rilasciato i tuoi commenti su Justine, ma ovviamente è stata una delle tue grandi rivali. Senti di aver perso qualcosa, da competitrice, poiché non potrai più giocare contro di lei?
SERENA WILLIAMS: Sì. La gente è davvero interessata a quel tipo di incontri. Ad esempio io contro la Capriati era un bello scontro. Penso che fosse lo stesso per me contro Justine. Abbiamo giocato alcuni match incredibili, ma a quanto pare lei ha voluto dedicarsi ad altre cose.
D. Quindi adesso, ad opinione di molti, sei la favorita. E’ una sensazione diversa? Certo, qui hai già vinto in passato, ma la terra ti ha dato problemi nel corso degli anni. Questo cambia il tuo approccio in qualche modo?
SERENA WILLIAMS: No, affatto. Non sento alcuna pressione. Ora suppongo di avere pressione dall’esterno, ma non da parte di me stessa. Sento di poter fare davvero bene qui, ma prendo i match uno alla volta.
D. Giocherai contro Mathilde Johansson, una francese. La conosci?
SERENA WILLIAMS: Mathilde. Qual è il cognome?
D. Johansson.
SERENA WILLIAMS: Oh, oh. Ho visto il suo match oggi. Credo abbia giocato un incontro lungo, quindi l’ho seguito negli spogliatoi.
D. E cosa pensi di lei?
SERENA WILLIAMS: Beh, penso che abbia dei buoni colpi. Ha colpito molto bene la palla e si è mossa bene. Sapete, è dura incontrare una francese in Francia, soprattutto al Roland Garros, quindi le condizioni saranno difficili.
D. Come ti è sembrato il campo, le condizioni di gioco in generale?
SERENA WILLIAMS: Era lento a causa della pioggia. Le palle sono diventate pesanti ed era buio, così ho dovuto tirare fuori la mia vista notturna.
Ma per la maggior parte sono state condizioni dure oggi.
D. Come hai rimesso in sesto la tua schiena? Cosa hai fatto di preciso per rimetterla in buone condizioni?
SERENA WILLIAMS: Ho semplicemente chiamato la fisioterapista numero 1, ovviamente, Kerrie Brooks.
D. La tua avversaria, Ashley Harkleroad, ci ha appena detto di essere apparsa recentemente in un articolo su Playboy. Ovviamente non ne eri a conoscenza. Che ne pensi? E’ qualcosa che prenderesti mai in considerazione, oppure…
SERENA WILLIAMS: Oh, beh, ora come ora non posso certo dire di avere in mente di finire su quella rivista. Però l’apprezzo. Penso che Hugh Hefner sia un grande uomo d’affari, ed ha un settore in cui ha fatto incredibilmente bene.
Però, sapete, sono contenta per lei se è ciò che voleva fare. Ci vuole molto coraggio. Non so se sono abbastanza coraggiosa, ma è bello per qualcuno essere così coraggiosi e tosti.
D. Una domanda sulle palline. Un giocatore ha notato che c’è differenza tra quelle usate nel circuito ATP e quelle utilizzate qui al Roland Garros. Qual è la tua opinione? Sono simili a quelle usate negli altri tornei WTA?
SERENA WILLIAMS: Ci sono sempre palline diverse per uomini e donne. Di solito gioco con quelle delle donne, ma non so come siano quelle usate dagli uomini.
D. Hai parlato della miglior preparazione su terra dal 2002 ad oggi. In che modo lo senti mentre stai giocando?
SERENA WILLIAMS: Beh, voglio dire – direi più o meno per via degli incontri che sono riuscita a disputare nei tornei precedenti. Penso che – in sostanza la preparazione è stata buona, avrei voluto vincere di più, vincere a Berlino, almeno. Ma purtroppo non è accaduto.
Quindi sento di aver disputato parecchi match di preparazione. E’ meglio che arrivare invece – specialmente sulla terra – con solo uno o due incontri alle spalle.