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Roland Garros

Erano undici, ne
era rimasta una

Bilancio italiani; Flavia Pennetta era l'unica superstite della pattuglia azzurra qui a Parigi. Purtroppo il suo ottavo (ore 11) non è stato visibile su Eurosport. Ubaldo Scanagatta

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PARIGI _ Non è così cruento e misterioso come il giallo dei dieci piccoli indiani di Agatha Christie, ma prima con Francesca Schiavone stoppata da un adduttore capriccioso e dalla spilungona diciottenne Azarenka, bielorussa impietosa (6-1,6-1) e poi con Karin Knapp che ha resistito coraggiosamente per un’oretta e 40 alla n.1 del mondo Maria Sharapova prima di calare visibilmente negli ultimi quattro games (7-6,6-0: ma nel primo era stata tre volte a due punti dal set), dieci degli undici italiani presenti ai Campionati Internazionali di Francia sono stati eliminati prima degli ottavi di finale.

Unica superstite azzurra di un torneo che nelle ultime 48 ore ha visto tre nostri connazionali esibirsi sul centrale (Bolelli e Knapp, due sconfitte dignitose, Pennetta, vittoria quasi storica) quindi Flavia Pennetta, splendidamente sopravvissuta perfino al duello con Venus Williams, la campionessa di 4 Wimbledon ricacciata a casa nello stesso giorno della sorella Serena.

Da quando Linda Ferrando aveva battuto Monica Seles all’US Open, non si era celebrato un risultato azzurro più importante in uno Slam femminile. Ancora oggi si parla di un match di Laura Golarsa contro Chris Evert a Wimbledon 1979, perché la milanese arrivò sette volte a due punti dal match. Quel match almeno fu immortalato dalla tv italiana, mentre Flavia e Venus da noi sono state viste solo sul finire del match. Eurosport è canale pan-europeo e la regia deve tener conto di tanti Paesi e tante esigenze, ma alla fine la copertura del torneo in Italia è assolutamente insufficiente.

Oggi la ragazza di Brindisi, che i gossipari incalliti continuano a ricordare più per la sua love-story finita con Carlos Moya che per gli ottavi raggiunti due volte a Wimbledon, è favorita nei confronti della diciannovenne spagnola delle Canarie Suarez-Navarro, appena n.132 del mondo, e quindi il traguardo dei quarti _ qui raggiunto per l’ultima volta da Francesca Schiavone nel 2001 _ sembra proprio alla sua portata. Non la si vedrà perché gioca alle 11 e Eurosport si collega con Parigi alle 17. Dovesse raggiungere quel traguardo la “Penna”, come la chiamano le amiche nell’ambiente, salirebbe in classifica alla diciassettesima posizione nel ranking mondiale, superando così Francesca Schiavone n.1 “storica” dacchè si è ritirata Silvia Farina (con brevi parentesi “garbiniane”). “Essere la n.1 italiana non conta tanto, l’importante è salire sempre più in classifica mondiale, essere magari tra le prime 16 teste di serie a Wimbledon così non si incontrano le prime del mondo nei primi turni…”. Parlare di Jelena Jankovic campionessa di Roma e favorita n.3 (oggi alle prese con la polacca Radwanska), nonché possibile avversaria nei quarti, è prematuro. “Guai a sottovalutare la Suarez Navarro, ci ho giocato in Spagna in una gara interclub e ci ho pure perso un set (6-7,6-1,6-3)”. Fuori dal contesto italiano segnalo le vittorie di Federer, 6-3,6-4,6-2 a Ancic, la sorpresa Ljubicic (ha battuto il favorito n.4 Davydenko), la presenza di cinque francesi negli ottavi. Non succedeva dal ’71. La metà alta del tabellone femminile vede otto tenniste dell’Est Europeo su otto. E poi si dice che le motivazioni, anche un po’ di fame non contano.
 

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