Riviviamo con le parole di Ubaldo Scanagatta all'indomani delle finali 2006 e 2007 le sensazioni a caldo di quelle partite, nobili parenti dell'atto conclusivo in programma domani
L'articolo all'indomani della finale 2006
Federer b.Nadal 6-0,7-6,6-7,6-3.
Dall’inviato
Ubaldo Scanagatta
(Ndr: Le ultime righe sono, come dire, piuttosto profetiche...)
WIMBLEDON _ Grande, super Roger Federer, elegantissimo sul centre court con la sua giacca bianca dalle tre racchette (quanti i trofei con la doppia W vinti fino a ieri), le iniziali, il filo d’erba stilizzato, la croce svizzera, ma soprattutto con la quarta coppa di Wimbledon stretta fra le mani per il quarto anno consecutivo. Per Federer è l’ottavo Slam della carriera, Sampras è a quota 14, ancora lontano, ma Roger ha solo 24 anni e tanto tempo davanti a sé.
Ma più importante per lui è la rivincita sulla bestia nera Nadal che lo aveva battuto le ultime cinque volte ed era l’unico ad averlo sconfitto quest’anno.
Guance rigate dalle lacrime per lo svizzero che più vince e più si commuove, bravo ad eguagliare i poker consecutivi di Bjorn Borg e Pete Sampras ma se Federer entra nella storia, Rafa Nadal va ringraziato calorosamente per averci offerto una gran bella finale.
Nadal, al quinto torneo sull’erba (contro i 19 dello svizzero) ha reso a Federer _ che evidentemente lo soffre _ la vita molto più dura di quanto tanti esperti avessero pronosticato. Gli ha tolto un set come non era riuscito a nessuno nel torneo, avrebbe potuto vincerne un altro _ nel secondo è stato avanti 5-3, ha servito sul 5-4, e poi è stato anche 3-1 avanti nel tiebreak che lo ha deciso _ e ha lottato fino all’ultimo, perfino quando stava perdendo due set a uno e 5-1 nel quarto set.
Avesse perso per la sesta volta di fila, addirittura sull’erba prediletta, Federer sarebbe finito dallo psicanalista per chiedergli: “Sono il n.1 del mondo con un gran margine di punti sul n.2 ma perdo sempre con Nadal…”.
La pressione era tutta sulle sue spalle, aveva tutto da perdere. “Onestamente non pensavo che Nadal arrivasse in finale, pensavo avessero più chances Roddick e Hewitt”.
48 vittorie di fila per Federer sull’erba. Ma chiunque avesse perso per 6-0 in un battibaleno il primo set della sua prima finale a Wimbledon contro un tennista superfavorito come Roger Federer, neppure un set concesso ai primi sei avversari (e due soli servizi perduti in tutto il torneo), si sarebbe quantomeno demoralizzato.
Chiunque ma non Rafa Nadal, l’ipermuscolato ragazzone di Manacor che si è costruito il record delle 60 vittorie consecutive sul pianeta terra grazie al suo terribile drittone iperliftato ma ancor più alla sua straordinaria “mentalidad ganadora”.
Lo spagnolo ha cominciato il secondo set come se nulla fosse, come se le sue chances di riuscire nel clamoroso exploit fossero ancora intatte. Il tutto proprio mentre invece Federer si concedeva un minimo di pausa, da campione che resta essere umano. Gli era già successo in finale al Roland Garros, dopo il primo set vinto 6-1. E aveva perso in 4 set. Anche sotto due set a zero Nadal non si è arreso. Il suo gioco dava fastidio a Federer. E quando è arrivato a giocarsi un altro tiebreak lo ha dominato, 7 punti a 2. Gli è stato fatale invece il quarto game del quarto set, un estemporaneo serve&volley sulla palla-break del 3-1 per Federer _ rarissime le discese a rete dei due; erano venute molto più a rete Mauresmo e Henin ieri _ si è concluso con un goffo smash steccato in tribuna. Poi lo svizzero, pur teso al momento di servire una prima volta per il match sul 5-1, è riuscito a liberarsi delle sue angosce con il game finale, sul 5-4, tenuto a zero.
Di Nadal fino a ieri dicevano le stesse cose che si dicevano un tempo di Bjorn Borg, che non avrebbe mai vinto Wimbledon. Ora credo che non lo pensi più nessuno.
...La finale del 2007...
FEDERER B.NADAL 7-6,4-6,7-6,2-6,6-2
Dall’inviato
Ubaldo Scanagatta
WIMBLEDON _ Una fantastica finale, la prima decisa al quinto set dopo quella altrettanto straordinaria vinta da Ivanisevic su Rafter nel 2001, ma stavolta a disputarla erano il n.1 e il n.2 del mondo. “Tutt’un’altra cosa” ha sottolineato a ragione Boris Becker.
Se non per le emozioni, che pure ci sono state in abbondanza, sia _ soprattutto _ nei due tiebreak vinti da Federer, sia quando Nadal si è trovato due volte sull’1 pari e sul 2 pari avanti 15-40 sul servizio di Federer, la qualità del gioco è stata nettamente superiore rispetto a 6 anni fa.
Ci vogliono due grandissimi campioni per disputare una partita di quel livello, e se alla fine ha trionfato il grande favorito della vigilia, Roger Federer, il risultato, 7-6,4-6,7-6,2-6,6-2 non dice che Rafa Nadal è stato questa volta vicinissimo a poter volgere il match a suo favore, diversamente dalla finale dello scorso anno persa in 4 set (6-0,7-6,6-7,6-3).
Prendendosi la rivincita su Nadal, che l’aveva battuto a Parigi, lo svizzero ha così eguagliato in un colpo solo due record di Borg, i 5 Wimbledon consecutivi e gli 11 Slam vinti dallo svedese. Certamente lo svizzero non si fermerà qui, quanto a Slam, ma d’ora in avanti a Wimbledon non sarà troppo più favorito di Nadal che ogni anno sembra fare grossi progressi.
L’Orso Bjorn era tornato una sola volta qui dacchè aveva giocato la finale dell’81 persa con McEnroe. Ieri, visibilmente invecchiato, ma manifestamente felice per Federer (“Io sono diverso da te, John _ aveva detto scherzando ma non troppo rivolto a McEnroe sul centre court quando, insieme a Jimbo Connors, si era trovato a rispondere alle domande della BBC) e ieri era seduto nel Royal Box al fianco dell’unico spagnolo vittorioso a Wimbledon, Manolo Santana (1966).
Quella di ieri è stata la vittoria di fila n.34 sui lawns di Wimbledon per Roger e gliene mancano ancora 7 per superare Bjorn (che nell’81 vinse ancora 6 partite, dopo la sua cinquina 1976-1980) ma più che su Borg ormai Federer deve fare la corsa su Pete Sampras, 7 titoli non consecutivi a Wimbledon e 14 Slam. Dategli un paio d’annetti, massimo tre dovessi scappargli un Wimbledon, e Sampras farà la stessa fine di…Borg. “In termini di completezza e di livello di gioco, per me Federer è il migliore di sempre anche se dovesse fermarsi a 13 Slam…Per quanto mi riguarda sono un buon perdente, fra qualche ora avrò dimenticato, ma sono triste perché ho avuto quelle opportunità e le ho mancate” Nadal dixit. E Federer sul campo, serrandogli la mano, gli ha detto: “Avresti meritato di vincere anche te…”
In una giornata in cui pareva fosse più ispirato, e un tantino più fortunato Nadal (tanto con i net che con le chiamate contestate alla moviola, un “Occhio di Falco” che pareva spagnolo…), è andata a finire invece che Nadal, per solito coraggiosissimo, abbia invece titubato un po’ in occasione della prima e della quarta palla break mancate nel quinto set, un rovescio ma soprattutto un dritto non da lui gli sono probabilmente costati il match. Come al solito Federer ha approfittato benissimo del momento di defaillance psicologica seguito a quei momenti. Contro Gasquet, annullate due palle break sul 5 pari 15.40 aveva infilato una serie di 17 punti a 2. Contro Nadal dal 2-2 15-40 eccolo mettere a segno 13 punti a 1. E’ anche questa, proprio come era anche Sampras (per inciso l’ultimo ad aver costretto Federer al quinto set a Wimbledon, accadde nel 2000 quando, in pratica, Fed-Express si rivelò), la grande dote di un campione che, a sentire Bjorn Borg, potrebbe diventare il più forte giocatore di tutti i tempi “se la salute e la voglia di continuare lo sorreggeranno”.
Ciò detto, però, adesso la sensazione è che ha forse più chances Nadal di vincere Wimbledon che Federer di riuscirci al Roland Garros. Un anno fa non la pensavo così.
Federer b.Nadal 7-6(9-7),4-6,7-6(7-3),2-6,6-2 in 3h e 45 m.
E infine...Il commento di Ubaldo il 9 luglio 2007 dopo la quinta vittoria di Federer
Dall’inviato
Ubaldo Scanagatta
WIMBLEDON _ Roger Federer era il favorito n.1 e vincendo il quinto Wimbledon consecutivo ha certo tenuto fede ad un pronostico che pareva quasi scontato, dimostrando una volta di più _ l’undicesima, cioè quanti sono gli Slam già conquistati _ che i grandissimi campioni si riconoscono non soltanto per la loro capacità di esprimersi in 10 modi diversi e meglio di tutti gli avversari nelle occasioni che contano, ma soprattutto per il momento magico e determinante in cui scelgono di farlo.
Nel sesto game del quinto set contro Nadal, subito dopo che lo spagnolo aveva fallito la terza e la quarta opportunità del set per strappargli la battuta sul 2 pari _ se trasformate avrebbero, con tutta probabilità, deciso la più bella finale vista dai tempi di Borg-McEnroe _ il fenomeno svizzero ha raggiunto livelli di tennis da pura vertigine, disegnando in rapida successione con la sua Wilson una dopo l’altro quattro angoli formidabili, vere pennellate d’artista. Sono state quelle che, alla fine, si può dire gli siano valse di fatto l’ennesimo trionfo, nonchè l’ascesa a quell’Olimpo su cui aveva saputo salire soltanto un altro Fenomeno, quello degli anni Settanta, l’immanente Bjorn Borg. Se poi Federer, per sbaglio, si è infilato i pantaloni all’incontrario, la zip dietro, beh nessuno è perfetto e come arbiter elegantiarum siamo quasi meglio noi italiani. (non come tennisti però).
Ma, come accennavo, tutto quanto sopra non è stato per nulla sorprendente. Lo è stata invece la performance del suo irriducibile avversario, Rafa Nadal, il mallorquino che un anno fa aveva meravigliato più d’uno per il solo fatto d’essere giunto in finale su una superficie a lui apparentemente ostica, comunque ben diversa dall’adorata terra rossa.
Però quest’anno Rafa, con un tabellone assai duro fin dal primo turno (molto più duro che non l’anno scorso), ha fatto molto, ma molto di più che confermare il suo diritto a fregiarsi del ruolo di secondo favorito anche sui prati inglesi. A soli 21 anni Nadal ha dimostrato di aver fatto progressi enormi, assai più del quasi imperfettibile Federer (26 anni ad agosto), e di essere davvero ad un soffio dal campionissimo svizzero. Quasi nessuno, e sarebbe bastato registrare i pronostici unanimemente a senso unico pro Federer degli autorevolissimi commentatori di Sky (tre set a zero per tutti) piuttosto che della BBC (McEnroe, Connors: idem), aveva intuito fino in fondo le straordinarie qualità, non solo agonistiche e temperamentali, ma proprio tecniche dello spagnolo. Avesse avuto il servizio di Federer (24 aces a 1 lo stridente contrasto), Nadal avrebbe battuto sull’erba “the King of the All England Club”. Alla faccia dei suoi detrattori. Guai a dire, d’ora in avanti, che Nadal è solo un “terraiolo” limitato. Da Wimbledon, paradossalmente, esce vincitore quasi più lui di chi ha eguagliato Borg.
Ubaldo Scanagatta