I commenti e le impressioni nelle parole dei giocatori, che hanno infiammato il pubblico di tutto il globo. Djokovic, Nadal, Federer , Na Li, le sorelle Williams, ma anche la Dementieva e la Safina tracciano un bilancio di questa esperienza unica. Enrico Riva
Rafael NADAL 17.08
Elena DEMENTIEVA 17.08
Dinara SAFINA 16.08
Elena DEMENTIEVA 16.08
Na LI 16.08
Serena e Venus WILLIAMS 16.08
James BLAKE 16.08
Rafael NADAL 15.08
Novak DJOKOVIC 14.08
Na LI 14.08
Roger FEDERER 14.08
Rafael NADAL 14.08
Venus WILLIAMS 14.08
Serena WILLIAMS 14.08
R. NADAL - F. Gonzalez 6-3, 7-6, 6-3
Q. Adesso che è finite e che hai aggiunto l’oro a quest’anno che sembra essere sempre meglio per te ci parli un po’ delle Olimpiadi e di come possono condizionare New York?
RAFAEL NADAL: Adesso non è il momento di pensare a New York, no? Adesso voglio godermi questo momento perché è un anno incredibile. Mai nei miei sogni potevo immaginarmi un anno così e adesso voglio godermelo, no? È difficile vincere, specialmente qui, perché hai una possibilità ogni quattro anni. E averlo fatto è incredibile, no? Posso solo ringraziare il mio team per avermi supportato tutto questo tempo. Ringrazio tutti gli atleti del villaggio perché mi sono divertito molto. Sono stato qui due settimane. Sono arrivato direttamente da Cincinnati, e alla fine probabilmente ho vinto perché mi sono divertito molto. Grazie a tutti gli atleti spagnoli che mi hanno tifato. È stata un’esperienza meravigliosa, no?
Q. Il tiebreak del secondo ha cambiato la partita. Hai alzato il livello. È stata la chiave?
RAFAEL NADAL: Quando vinci il tiebreak e ti trovi due set Avanti tutto è un po’ più semplice, no? Soprattutto perché lui ha avuto una chance nel secondo. Ho giocato un ottimo tiebreak. È stato decisivo nel match. Nel terzo ho avuto qualche possibilità di fare un break in più ma non ce l’ho fatta e ho vinto con un solo break. Ma ho giocato quasi alla perfezione, no?
Q. Essere il numero 1, vincere a Parigi, a Wimbledon, alle Olimpiadi sono sentimenti differenti?
RAFAEL NADAL: Sono tutti sentimenti differenti. Vincere qui è un po’ più speciale anche se lo so che gli Slam sono più importanti delle Olimpiadi. Ma qui hai una possibilità ogni quattro anni, no? Per i giocatori gli Slam sono più importanti. Ma per gli sportivi in generale le Olimpiadi non hanno rivali.
Q. Domani ti sveglierai con la medaglia d’oro e con il numero 1 del ranking. Come riesci ad essere così forte in questo momento?
RAFAEL NADAL: non so. Ho fatto bene anche negli anni passati, no? Ho sempre cercato di migliorare il mio tennis, di giocare meglio mese dopo mese, anno dopo anno. Quest’anno alla fine sono migliorato, no? Avevo fiducia a Wimbledon, ho fiducia anche sul cemento. Sulla terra ho avuto gli stessi risultati degli anni scorsi. È una stagione incredibile, senza dubbio. E so che è difficile vincere così tanto. Devo essere molto contento, no?
Q. Come pensi di festeggiare?
RAFAEL NADAL: Sono molto contento di essere numero 1. ma non è cambiato così tanto, l’anno scorso avevo avuto un’ottima annata. Ero contento di essere il numero 2. Alla fine sono numero 1. E’ una soddisfazione ma allo stesso tempo non so. Non ho tempo per festeggiare. In una settimana gioco a New York, voglio godermi i prossimi due giorni, poi devo concentrarmi. Dopo New York la Davis, poi festeggerò, no? (sorriso)
Q. Alcuni giocatori dicevano che eri il più popolare nel villaggio, che ogni minuto facevi un autografo. Che effetto ti fa?
RAFAEL NADAL: Non so, no? Ero lì. Mi sentivo come gli altri. E penso che loro si sentissero come me, no? Ho fatto alcune foto, alcuni autografi. Ma è sempre stato un piacere perché ero con altri sportivi. È sempre una bella sensazione avere una foto con uno sportivo come me, no? Q. Pensi che la pressione sarà diversa da numero 1 piuttosto che numero 2? RAFAEL NADAL: Pressione diversa? Non penso. Non è cambiato molto in queste due settimane per me. La pressione è la stessa perché anche se sarò il numero 1 voglio vincere come quando ero il numero 2. E’ possibile che fra qualche mese sarò nuovamente il numero 2. Non si sa mai, no? Ma la pressione non cambia.
E. DEMENTIEVA - D. Safina 3-6, 7-5, 6-3
Q. Posso chiederti del tennis femminile oggi? La numero 1 del mondo non ha mai vinto Slam o giocato finali. Cosa significa per te in termini di opportunità?
ELENA DEMENTIEVA: Penso che Jankovic sia una delle giocatrici più concrete nel circuito anche se non ha mai vinto uno Slam. Ha vinto molti tornei ed è stata molto regolare quest’anno. Per le classifiche è la numero 1 e penso che lo meriti. I punti li contiamo in questo modo, funziona così.
La competizione è serrata, anche per la numero 1 che se non gioca al meglio non arriva in finale. È quello che è successo qui. Dinara ha giocato magnificamente negli ultimi mesi. Ha vinto molte partite, battuto giocatrici nelle top 10. è tutta una questione di forma, se non lo sei la tua classifica conta poco perché alla fine non vincerai.
Q. La domanda più importante è come stai? Sei felice? Come hai vinto la partita?
ELENA DEMENTIEVA: Sono molto felice, estremamente felice. Faccio fatica a crederci. Ci ho pensato per lunghissimo tempo ed ero pronta fisicamente e psicologicamente. Lo sognavo tutti i giorni. Ma adesso che è arrivato è comunque una grande sorpresa. È difficile spiegare come mi sento ora. Ci vorrà qualche giorno per realizzare che sono la campionessa olimpica.
Questo comunque è il momento più bello della mia carriera, della mia vita. Non lo dimenticherò mai.
Q. Ti sei tolta la scimmia, come si dice?
ELENA DEMENTIEVA: I giornalisti continuano a chiedermi se per me è più importante uno Slam o le Olimpiadi. Ovviamente le Olimpiadi sono molto più importanti per me.
Non posso nemmeno pensare di fare un paragone perché le Olimpiadi sono così più grandi. È il sogno di ogni atleta solo essere qui. Diventare campione è il coronamento di una carriera. Per me, tutto quello che ho fatto nella mia carriera, quanto mi sono allenata, tutto il supporto e l’aiuto ricevuto dalla mia famiglia e dal mio team penso siano valsi la pena.
Q. Cosa dici del tennis russo che ha vinto tutte e tre le medaglie?
ELENA DEMENTIEVA: Ecco la risposta. Abbiamo dominato negli utlimi anni. Abbiamo vinto molti tornei. Molte finali nei tornei maggiori sono state tra russe.
Oggi è stato un momento molto importante che tre russe fossero sul podio. Ci aspettavamo delle medaglie ma nessuno pensava di poterle vincere tutte. È un gran momento per la Russia.
Q. Stai giocando il tuo miglior tennis quest’anno?
ELENA DEMENTIEVA: Si, e tutto perchè fin dall’inizio pensavo alle Olimpiadi. Avevo deciso di giocare solo il singolare, di lasciare stare il doppio. Per risparmiare energie ed essere pronta per Pechino.
Nella stagione olimpica non riuscivo a pensare ad altro che ai giochi. Mi sono preparata, non ho giocato tornei negli States, che di solito faccio con piacere, perché ho lavorato duro in Florida per abituarmi all’umidità e per essere pronta a giocare con questo caldo.
Il lavoro duro ha pagato oggi e sono molto contenta.
Q. Qual’è stato il momento più difficile della settimana?
ELENA DEMENTIEVA: Siamo state tutte in difficile condizioni sin dall’inizio a causa del tempo. Si giocava fino a tardi. Il mio primo incontro è finito a mezzanotte, sono arrivata in camera alle 2 e sono andata a letto alle 3. E’ stato difficile per tutti giocare così tardi.
Alcune giocatrici riuscivano a giocare doppio e singolo nello stesso giorno. Ma stare concentrati fisicamente e mentalmente era molto difficile. Soprattutto recuperare le energie.
Oggi è stato l’incontro più difficile contro Dinara perché lei ha giocato al meglio. È la giocatrice più calda nel circuito in questo momento. È molto difficile rispondere al suo servizio. Dopo aver perso il primo set ho cercato di stare positiva, continuare a fare la cosa giusta, non tremare troppo e di pensare ad ogni punto.
E alla fine ce l’ho fatta.
Q. Cosa ti aspetti dagli Us Open?
ELENA DEMENTIEVA: Adesso voglio godermi il momento. È molto più importante che vincere uno Slam. So che New York è alle porte. Ma io stavo aspettando questo, ci stavo lavorando, adesso voglio godermelo. So che la stagione non è finita per i giocatori. Ma questo è il momento più importante dell’anno per me e voglio prendermi del tempo per festeggiarlo.
Q. Pensi che farai fatica a trovare nuovi obiettivi?
ELENA DEMENTIEVA: Cosa vuoi dire?
Q. Pensi riuscirai a trovare nuovi stimoli?
ELENA DEMENTIEVA: Stimoli, buona domanda. È una buona domanda perché non credo che giocherò un’altra Olimpiade. Questo era l’obiettivo della mia carriera. Per ora non sogno altro. Certo, posso fare un sacco di altre cose, vincere uno Slam, diventare numero 1. ma nulla sarà mai come vincere la medaglia d’oro, nulla.
Q. Hai giocato due partite ieri e una oggi. Come hai fatto a sopravvivere a partite così pesanti? Che effetto ti ha fatto il pubblico?
DINARA SAFINA: Come sono sopravvissuta? Immagino perché ho potuto giocare.
Ho preso atto che sarebbe stato così; che avrei dovuto giocare tre partite in meno di 24 ore. Non sono stata molto contenta di quello che hanno fatto. Ero un po’ arrabbiata e mi sono sfogata sul campo, cercando di rimanere concentrata punto dopo punto.
Sapevo che il pubblico sarebbe stato contro di me. Ma l’ho accettato perché non mi interessava. Ho il mio allenatore e non mi interessa chi fa il tifo per chi. Ho le mie persone accanto e il resto non importa.
Q. Un paragone con la finale del Roland Garros?
DINARA SAFINA: Credo che questa sia qualcos’altro rispetto a Parigi, perché almeno ho avuto – con tutto quello che è successo ieri, con il singolo e il doppio. Questo la rende più importante.
Ma non importa. French Open o Olimpiadi, sono due grandi tornei. È bello perchè è la prima volta che gioco alle Olimpiadi e ho avuto l’opportunità di giocare all’ultimo momento. E sono arrivata a medaglia.
Q. Nel secondo set, sotto un break, hai lottato ma spesso sembravi frustrate. Cosa ti ha fatto venire a capo del match?
DINARA SAFINA: Solo il desiderio di vincere. Ora riesco a controllare meglio le mie emozioni. Ma non ero così scocciata. Ero arrabbiata con me stesso. Dovevo essere aggressiva. Su alcuni punti ero troppo passiva.
Q. Che differenza c’è tra le Olimpiadi e un torneo dello Slam.
DINARA SAFINA: E’ differente perchè è una volta ogni quattro anni, mettiamola così. Io l’ho affrontata come un torneo singolo.
Non ho mai pensato che fosse come uno Slam. Ho pensato, okay, è solo un altro torneo. Certo il tabellone era molto più duro del solito.
Ma, non so, Slam e Olimpiadi, se avessi giocato a Parigi, contro una francese sarebbe stato lo stesso. Avrebbero tutti fatto il tifo per lei. Qui facevano il tifo. Ma c’erano anche dei russi a fare il tifo per me.
Nei tornei normali non c’è così tanta gente che fa il tifo per le varie nazioni. Qui c’è sempre qualcuno che fa il tifo per te.
Q. Ambiente Davis?
DINARA SAFINA: Si. Se avessi giocato con qualcun altro sarebbe stato 50/50. Oggi forse era 80/20 o forse di più (sorriso). Volevo essere gentile.
Q. Per l’oro qualcuno che conosci molto bene, Elena Dementieva. La Russia potrebbe vincere anche il bronzo.
DINARA SAFINA: Incrocio le dita perchè sia così.
Q. Hai giocato 3 partite in 24 ore. Ne hai vinte due. Sei una delle più forti del torneo. Come la vivi?
DINARA SAFINA: Ho già risposto.
Q. Come hai reagito al suo gioco, Cosa ne pensi? L’altro giorno aveva battuto Venus. Non è sembrata così forte.
DINARA SAFINA: Volete solo dire che sono molto peggio di Venus e per questo lei ha battuto Venus e ha perso da me. È questo che volete dire? Sono una giocatrice anche io. Lei è una grande giocatrice. Oggi sono stata fortunate. È un’ottima giocatrice. Non so perchè la biasimate. Devo dire che è un’ottima giocatrice. Era un match al 50%. Ha avuto delle possibilità e non le ha sfruttate. Io si. Il punteggio è stato 76 75. molto vicino. Un match in bilico.
Sono stata più fortunata nei momenti importanti. Se non si fosse infortunata, è stata sfortunata. L’anno scorso non ha giocato per sei mesi. Quest’anno ha iniziato la stagione in maniera incredibile. Poi di nuovo sfortunata. Se giocasse continuativamente per un anno sarebbe tra le prime 15 così (dita schioccate).
E. DEMENTIEVA - V. Zvonareva 6-3, 7-6
Q. Un paragone tra finale olimpica e finale Slam?
ELENA DEMENTIEVA: E’ una sensazione completamente differente. Sono molto felice oggi. Molto eccitata per la finale di domani.
Giocare per la mia nazione conta molto per me. Sono molto orgogliosa di rappresentare la Russia e giocare una finale tutta russa. È un grande momento per la mia carriera.
Q. Riesci a pensare alla partita di domain?
ELENA DEMENTIEVA: Si, sarà un match duro. Ma sono contenta che oro e argento saranno russe. Domani di sicuro voglio vincere.
È la giocatrice più in forma del circuito, vince tutto. Ha una grossa striscia, sarà un match duro. Abbiamo giocato tre volte quest’anno e le ho perse tutte. Sarà decisamente una sfida per me.
Q. Sei stata in finale a Sidney. Qual è la differenza? All’epoca la russia vinceva molte medaglie ma il tennis non andava così bene. Ora è il contrario. Come lo spieghi?
ELENA DEMENTIEVA: E’ una sensazione fantastica. Mi ricordo le Olimpiadi di Sidney. Avevo circa 18 anni. Nessuno si aspettava nulla da me, nessuno si aspettava medaglie dal tennis. Furono così contenti che Yevgeny Kafelnikov vincesse l’oro e io l’argento. Fu una vera sorpresa per la Russia.
Qui a Pechino c’erano molte aspettative su di noi. Dall’inizio si pensava a due medaglie. Ma ora sembra incredibile aver vinto oro e argento.
Q. Cosa significa per il tennis russo una finale tutta tra russe?
ELENA DEMENTIEVA: Stiamo dominando il tour da tempo vincendo un sacco di Slam e giocando un sacco di finali tutte russe. Abbiamo lavorato duro negli ultimi anni. Ora sta pagando.
Parlando poi di Dinara che ha vinto due tornei di fila e qui è in finale. Io quest’anno ho avuto degli ottimi risultati. Ci meritiamo la finale. È comunque una grossa sorpresa.
Q. Non voglio ricordarti I brutti momenti ma hai giocato due finali Slam e le hai perse entrambe. Una alle Olimpiadi e l’hai persa. Cosa succederà? Qualche volta eri favorita, almeno con Myskina.
ELENA DEMENTIEVA: Non è stato un brutto momento. È stata esperienza fare quelle finali. Ho avuto delle chance con Anastasia. Forse ero la favorita del match. Ma contro Svetlana era lei la doiminatrice, è stata dura contro di lei. Non ho problemi a giocare contro russe. Tutte stanno giocando bene. Sono tra le prime 10. Sono molto competitive. Non è mai facile affrontarle.
Ora voglio concentrarmi sul mio gioco, su quello che voglio fare domain. Voglio giocare bene e divertirmi.
Q. Hai perso tre volte da Safina ma a Parigi…
ELENA DEMENTIEVA: Ci sono andata vicino, lo so.
Q. Vicino non è abbastanza. 5-2 e quanti match point?
ELENA DEMENTIEVA: Qualche match point. Era sulla terra. Superficie differente. Ho perso un’occasione. Potevo chiudere la partita e andare in semifinale. C’è voluto del tempo, ho imparato la lezione e sono andata avanti. Vedremo se l’esperienza mi aiuterà domani.
Q. Sei in forma?
ELENA DEMENTIEVA: Sono okay. Sto bene.
D. SAFINA - /N. Li 7-6, 7-5
Q. Oggi hai avuto delle opportunità. Cosa è successo? Anche se hai perso puoi vincere il bronzo. Sarebbe un record per il tennis cinese. E diventeresti la numero 1 in Cina.
NA LI: (dal cinese) Non ho mai pensato alla numero 1 della Cina, perchè se non fai bene nel mondo non è significativo essere primi in Cina.
Sulla prima domanda Safina ha giocato molto bene anche se aveva finito alle 4 di notte ieri. È molto brava e la rispetto.
Q. Sei diventata una professionista. Come ti ha aiutato Shan Jiang?
NA LI: (dal cinese) Perchè mi chiedete sempre di Shan Jiang? Sta bene.
Q. Hai urlato “zitti” quando hai sbagliato uno smash. Il pubblico ti dava fastidio?
NA LI: (dal cinese) Bisogna far uscire le emozioni quando non si gioca bene.
Q. Il pubblico ti ha condizionato? Il frastuono ti dava fastidio o no?
NA LI: (dal cinese) Non mi ha condizionato, eravamo nelle stesse condizioni. Se erano rumorosi lo erano per entrambe.
Q. Sei soddisfatta del risultato al di là della sconfitta? Quali sono i tuoi piani dopo le Olimpiadi?
NA LI: (dal cinese) Anche se ho perso ho dato il mio meglio. Safina è stata migliore. Non penserò più alle Olimpiadi. Ho altri piani per dopo.
Q. Molti tifosi hanno detto che hai perso perchè il pubblico era troppo rumoroso. Cosa ne pensi?
NA LI: (dal cinese) Non posso migliorare gli altri. Solo me stessa.
Q. Come ti senti a lottare per il bronzo? Il tuo allenatore/marito che contributo ha dato?
NA LI: (dal cinese) Lo ringrazierò. Ringrazierò anche gli amici che mi hanno aiutato. Anche se è un gioco singolo non si può ringraziare una sola persona. È un lavoro di squadra. Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato.
Q. Cosa farai dopo le Olimpiadi? Entrerai nelle prime 15?
NA LI: (dal cinese) Quest’anno ho giocato solo sei tornei e le Olimpiadi a causa delle Olimpiadi. Spero di mettermi in forma e tornare l’anno prossimo. Ora gli US Open.
Q. Ora che potresti vincere un bronzo hai dei rimpianti per l’oro?
NA LI: (dal cinese) Ho avuto delle opportunità, ho perso. Sono soddisfatta del risultato il generale. Un 20% di rimpianti.
Q. Agli US Open sarà la stessa superficie. Ti senti più in fiducia per questo?
NA LI: (dal cinese) Il campo sarà uguale ma il clima e l’ambiente saranno diversi. Non posso dire di aver giocato bene qui, spero di giocare bene in America. Non penserò alle Olimpiadi quando saranno finite.
Q. Jie Zheng ha fatto semifinale a Wimbledon. Tu qui. Avresti fatto cambio?
NA LI: (in inglese) Preferisco le Olimpiadi. L’anno prossimo preferirò Wimbledon.
Q. Dall’anno scorso molti infortuni. Non hai giocato molto.
NA LI: (dal cinese) Da Wimbledon dell’anno scorso non mi sono sentita bene. Ho avuto infortuni. Mi sono operata in Germania. Devo ringraziare molte persone che mi hanno aiutato.
WILLIAMS WILLIAMS - Bondarenko Bondarenko 4-6, 6-4, 6-1
Q. Giocate meglio partita dopo partita?
VENUS WILLIAMS: Gli avversari sono ovviamente sempre più difficili. Più va avanti l’incontro più noi giochiamo meglio però. Ci aspettavamo di alzare il livello. È quello che ci vuole in queste competizioni.
Q. Le cose sono girate nel set finale. I primi due molto combattuti. Cosa ha fatto la differenza?
SERENA WILLIAMS: Abbiamo iniziato a giocare sempre meglio come coppia. Abbiamo cambiato i colpi. Abbiamo preso un break in avvio e siamo state brave a tenere i servizi. È stata la svolta del match.
Q. Le donne hanno gli stessi eventi importanti nel tennis ma quando il tennis maschile arriva alle Olimpiadi si perde. Avete un’opinione?
VENUS WILLIAMS: Nessuna. Non ho idea di cosa pension gli altri giocatori a parte lei
(riferendosi a Serena).
SERENA WILLIAMS: E’ difficile. Ho sempre voluto giocare alle Olimpiadi perchè crescendo ho visto molti grandi campioni olimpici americani. Volevo venire.
Non so perché gli uomini non la vedano allo stesso modo.
Q. Una medaglia vinta assieme è meglio di una individuale?
VENUS WILLIAMS: Ci sarebbe piaciuto portare più medaglie agli Usa. Abbiamo fatto il possibile per arrivare più avanti.
Siamo contente di ciò che abbiamo. Non chiediamo di più. La prossima volta chiederemo di più.
Q. E’ già ora di festeggiare per un argento o c’è ancora da lavorare?
SERENA WILLIAMS: Nessuna tentazione di festeggiare. Vogliamo sempre fare il meglio. Raggiungere la vetta. È comunque fantastico essere a medaglia.
Q. Perchè nel tennis tutti sembrano preferire gli Slam all’Olimpiade? Nel doppio forse una medaglia è ancora più importante. Siete d’accordo?
SERENA WILLIAMS: Non saprei onestamente, avendo vinto entrambe. La mia medaglia d’oro è la cosa più importante per me e ne sono felice. Ma ho vinto anche Slam. Non saprei dire.
Q. Il doppio alle Olimpiadi è più importante degli Slam?
SERENA WILLIAMS: Non so, credo che siano uguali. Vincere uno Slam di doppio è divertente tanto quanto una medaglia.
Q. Avete giocato molto tardi. Che condizioni per la finale? Pensate di pagare questa partita?
SERENA WILLIAMS: No. È tutto il torneo che giochiamo tardi. Siamo a posto.
VENUS WILLIAMS: Siamo a posto.
Q. La finale di doppio vi ripaga delle sconfitte in singolare?
VENUS WILLIAMS: No. Nelle Olimpiadi è differente. Una medaglia per la tua nazione è per la tua nazione che sia in singolo o in doppio. È diverso rispetto agli Slam.
Una medaglia d’oro è senza prezzo. Non c’è molta differenza nella mia testa. Certo avremmo voluto vincere molte più medaglie. Ma un oro nel doppio è lo stesso per me.
Q. Che difficoltà ci sono in questo torneo? Può aiutare la preparazione per il resto della stagione?
SERENA WILLIAMS: E’ una buona preparazione perchè fa molto caldo qui. Ti costringe ad essere al meglio. È la stessa superficie. Certo, è dall’altra parte del mondo. Ma abbiamo preso questa decisione tempo fa e sapevamo a cosa andavamo incontro.
Q. Pensate di partecipare alle Olimpiadi di Londra?
SERENA WILLIAMS: Giocherò a Londra.
VENUS WILLIAMS: Sicuramente andrò a Londra.
N. DJOKOVIC - J. Blake 6-3, 7-6
Q. Il match è iniziato un po’ lento ma poi ha ingranato. Ti portavi fatiche dalla scorsa notte?
JAMES BLAKE: Non fatiche fisiche. Siamo in buone condizioni fisiche e questo non è un problema. È difficile mentalmente perché normalmente siamo abituati a giocare finchè si perde e poi passa una settimana. Non si gioca il giorno dopo.
Quella è stata la parte più difficile. Voltare pagina e giocare dopo una sconfitta. Sono sicuro sia stato lo stesso per Novak. Non abbiamo iniziato al meglio. Siamo migliorati molto alla fine. Il tiebreak è stato di ottimo livello. Abbiamo fatto ottimi punti alla fine del set.
Come ho giocato alla fine mi mette in fiducia per gli Open. Prenderò molte cose positive da questa esperienza, l’atmosfera di gruppo, essere qui con così tanti campioni.
Il match è stato difficile da affrontare. Speri di dare il meglio per la squadra. Abbaimo dimostrato tutti e due di tenerci molto. Novak è stato molto emotivo. Io cercavo di controllarmi ma a volte usciva il carattere. È difficile giocare per la propria nazione perché vuoi vincere una medaglia. E anche se il tuo obiettivo era l’oro quando ti trovi in questa situazione devi cambiare l’obiettivo. Io non ce l’ho fatta, tanto di cappello a Novak.
Q. Di questa esperienza che hai descritto positive, cosa resterà di più?
JAMES BLAKE: Le congratulazioni ricevute dopo aver battuto Roger nei quarti, perchè sono arrivate da tantissimi atleti americani, molta gente che sono sicuro non sapesse neanche chi fossi prima di allora o se lo sapevano era grazie alla tv, non per avermi conosciuto.
Ricevere complimenti dalla squadra delle Bermuda che sta di fianco a noi, dagli svizzeri arrabbiati per come avevo trattato Roger, dagli spagnoli, da tutti. Vedere la gente contenta per te. Certo erano tristi per Roger, sono sicuro che gliel’hanno comunicato.
Lo spirito olimpico lo hai solo quando tutti cercano di godersi l’esperienza che stanno vivendo. Tutti da mondi e culture così diverse. Solo una cosa in comune, il sacrificio per arrivare lì, per raggiungere i tuoi obiettivi. Quando uno cerca di dare il meglio, io che ho battuto Roger per la prima volta, l’attuale numero 1, è stato riconosciuto.
Q. Come bilanci la soddisfazione della vittoria contro Roger e la delusione per la sconfitta di oggi?
JAMES BLAKE: Devo affrontare entrambe le cose e mettermele alle spalle in fretta. Finchè starò qui sarò parte della spedizione olimpica. Quando sarò in America dovrò concentrarmi sugli Us Open.
Una delle costanti della mia carriera, specialmente dopo il ritorno del 2004 2005 è di non concentrarmi troppo sugli alti e sui bassi. Molte volte vincerò, molte volte perderò. Se mi facessi prendere dalle emozioni non ne uscirei vivo. Non farei quello che dovrei. Non vincerei quanto potrei.
Ho imparato a mettermi le cose alle spalle. L’ho imparato da uno dei grandi di questo sport, Pete Sampras. Quando ero molto giovane mi disse che capiva che il mio fosse un carattere focoso e che volevo vincere ogni partita anche in allenamento.
Anche Roger è bravissimo in questo. Devi metterti le cose alle spalle, passare alla cosa successiva e cercare di dare il meglio.
Questo è il motivo per cui oggi era dura, perché dovevi riprenderti da una sconfitta. Ora ho una settimana per allenarmi per gli Open.
Q. Cosa ne pensi del gioco di Nadal. Lunedì sarà numero 1. Pensi che il suo regno durerà a lungo?
JAMES BLAKE: Penso che Rafael sia incredibile. Arrivare al numero uno è il sogno di tutti. Non c’è una strada facile per farlo. Non basta vincere uno Slam per caso o un po’ di tornei. Devi dimostrare di essere il migliore del mondo. E ciò deve avvenire nell’arco di un anno. Per l’ultimo anno lui è stato il più forte del mondo. Ed è un percorso fenomenale.
Sono felice per lui. È il sogno di tutti, tutti ci provano. Spero fosse davvero un suo desiderio, spero ci rimanga a lungo, se lo merita.
È difficile dire quanto perché quando lo è stato Roger sembrava non dovesse mai finire. Siamo umani. A tutti capitano dei momenti negativi. Non si sa mai. Possono capitare un sacco di cose infortuni, malattie, perdita di fiducia. Comunque per ora lo merita.
R. NADAL - N. Djokovic 6-4, 1-6, 6-4
(traduzione a cura di Paolo Rogora)
Q. Dopo aver vinto il Roland Garros e Wimbledon come è stato possibile ottenere la finale Olimpica e una medaglia?
Rafael Nadal : Per me è un sogno essere arrivato in questa finale. Quando sono giunto qui, non mi aspettavo di certo di essere in questa finale. Sono arrivato molto stanco, con parecchi match sulle spalle senza giocare il mio miglior tennis.
Ma quando la settimana è iniziata, stavo sempre meglio. Pertanto oggi è stato importante vincere per me e per il mio paese. Tutto questo è sempre molto speciale. Sono molto felice di questa esperienza nella mia vita.
Q. Come puoi comparare i giochi Olimpici a Wimbledon e Roland Garros?
RAFAEL NADAL: Per noi sapete benissimo che i tornei del Grande Slam sono un po’ più importanti delle Olimpiadi no?
Il tennis è questo. Ma per me, dopo i 4 tornei del Grande Slam, come ho detto più volte in passato durante quest’anno, le Olimpiadi sono la cosa più importante.
Q. Per diventare il numero 1 al mondo hai dovuto seguire un piano specifico per ottenere questo?Quando è iniziato il processo per diventare numero 1?
RAFAEL NADAL : Certamente nulla ti tutto questo. Ho solo cercato ogni volta di esprimere il mio miglior tennis, di fare pratica in ogni match. Questo vale sia che sei numero 1 o sia che non lo sei.
Non bisogna pianificare di essere numero 1 perché è impossibile una cosa simile.
Q: Puoi vedere o prevedere in anticipo la finale che giocherai con Gonzales?
RAFAEL NADAL : So che mi attenderà un match molto duro. Gioca molto bene.
Oggi lui ha vinto un match incredibile contro James. Ieri ha poi battuto Mathieu. Questi sono giocatori molto duri da battere. Gonzales sta giocando molto bene, servendo bene, possiede un dritto incredibile, e gioca aggressivo anche di rovescio a volte. So che dovrò giocare molto bene se voglio vincere Domenica. Ci proverò.
Q: Sul campo senti i fan Cinesi che ti applaudono? Comprendi il loro calore quando dicono Nadal go go go ? Ora che sei a PECHINO da qualche giorno, ti sei abituato? Mangi qualche cibo cinese ? Qual è il tuo favorito? Puoi dire qualcosa in cinese?
Rafael Nadal : L’ultima cosa è un po’ troppo.
No, è la mia seconda volta a Pechino. Non sono stato qui molte volte in Cina. In Shanghai ho giocato il Master Series. I fans cinesi sono molto sempre molto simpatici con me no? Posso solo ringraziare molto i fans. I cinesi mi sono di grande supporto.
Si capisco GO GO GO ( ride)
N. DJOKOVIC - G. Monfils 4-6, 6-1, 6-4
Q. Un commento sulla semifinale. Giocherai contro Rafael. Sei abbastanza in fiducia per batterlo ancora dopo la vittoria di due settimane fa?
Novak Djokovic: Fiducia ne ho a sufficienza. Il problema sarà se avrò la forza per farlo.
È stato un torneo estenuante per tutti fino ad ora. Sono in semifinale e non mi concentrerò sulla stanchezza. Oggi sono uscito da un incontro difficile. Molto stancante, fisicamente e mentalmente. La cosa più importante è che abbia vinto. Ho vinto le ultime due volte contro Nadal su questa superficie e questo è un vantaggio per me.
Ma come dicevo sarà molto dura e spero di riuscire a ottenere un ottimo risultato.
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Q. Hai tolto il servizio a Venus due volte. Il suo servizio era molto efficace. Avevi pensato di poterlo fare?
NA LI: (dal cinese). Non avevo mai giocato contro di lei. L’avevo solo vista in video. La sua palla è molto potente. Stamattina mi sono allenata con un collega maschio e gli ho chiesto di imitare il suo servizio.
All’inizio facevo fatica perché mi serviva al corpo. Poi mi sono tranquillizzata. E le cose sono migliorate.
Q. Sei in semifinale. Hai già pensato a come giocherai contro Safina o Jankovic?
NA LI: (dal cinese). Non hanno ancora finito. Non ci ho ancora pensato.
Q. Che medaglia ti aspetti di vincere?
NA LI: (dal cinese). È la mia prima Olimpiade, voglio vedere fin dove arrivo. Non pensavo alle medaglie in particolare.
Q. Hai cambiato idea dopo la vittoria ai quarti?
NA LI: (dal cinese). No.
Q. Qual’è stata la svolta oggi?
NA LI: (dal cinese). All’inizio faticavo sul suo servizio. Serviva troppo veloce. Mi causava problemi. Volevo rispondere meglio. Per cui sbagliavo molto.
Col tempo ho cambiato tecnica e sono migliorata.
Q. Alla fine del match il pubblico intonava il tuo nome. Cosa hai provato?
NA LI: (dal cinese). Non me ne sono accorta. Non capivo cosa urlassero. Cercavo di capire dove fossero i miei amici.
Q. La vittoria di oggi ti darà fiducia nei tuoi prossimi match contro le top 10? Ti aiuterà all’US Open?
NA LI: (dal cinese). Si gioca a tennis ogni settimana. Vincere oggi non mi aiuterà a vincere in futuro. Vedremo.
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J. BLAKE - R. Federer 6-4, 7-6
Q. Parliamo del singolare e della follia che all 1:40 siamo ancora qui.
ROGER FEDERER: Beh, grossa delusione. Era uno degli obiettivi della stagione. I quarti non sono certo una soddisfazione.
James ha giocato bene. Posso solo dire quanto abbia giocato bene. Ha fatto tutto quello che doveva stasera. Ho giocato con lui molte volte ma come oggi non aveva mai giocato. Sono felice per lui. È un’ottima persona. Spero che vada fino in fondo.
Q. Pensi che il tuo diritto ti abbia tradito stasera? Come giudichi il tuo gioco?
ROGER FEDERER: Beh, forse qualche colpo qua e là. Ho giocato. James è stato molto aggressivo. Ci sono state poche possibilità di attaccare.
Non ho servito al meglio. Il campo era veloce. James continuava a cogliermi in contropiede. È stato difficile.
Non è stata la mia migliore serata ma neanche la peggiore. È una sconfitta dura.
Q. Sei sempre molto dignitoso nella sconfitta. Non è un cattivo anno. Ma per i tuoi standard qualcosa è andato storto? C’è un problema col tuo gioco, nella tua mentalità, qualcosa su cui devi lavorare?
ROGER FEDERER: Manco di allenamento. Non lo faccio da febbraio. Posso solo dare la colpa a me stesso per non aver saltato Toronto o Cincinnati. Ma avevo bisogno di preparazione per le Olimpiadi, e non ho fatto tempo ad allenarmi abbastanza.
È la sensazione maggiore quest’anno. Perdo troppe partite che avrei dovuto vincere, Wimbeldon, altri match in nord America.
Ma non è stato un brutto anno. Certo, non sono contento di questo torneo. Speravo di poter fare di più. Ma devo guardare avanti. All’US Open. Ho questa opportunità e il Master di Shanghai per fare bene. Per salvare la stagione.
Certo è dura perchè speravo in qualcosa di più. Però so che i match in tre set sono pericolosi. Vanno via in fretta. Ero sotto 64 30 in un batter d’occhio. È il pericolo di questi tornei.
Q. Cominci a perdere da giocatori da cui non avevi mai perso come Karlovic e Blake. Senti che manchi in fiducia quando scendi in campo adesso?
ROGER FEDERER: Certo. Se perdi cinque partite all’anno è diverso, hai più fiducia.
Allo stesso tempo è sempre stato difficile battere questi giocatori. Avevo battuto Karlovic 76 al terzo in passato ma sono sempre situazioni al limite. Oggi non posso dare la colpa al radar. Quando il numero uno perde è sempre nei titoli. Forse per questo sembra così irreale.
Ho giocato incontri combattuti contro un sacco di giocatori. Anche se il mio record partiva da 5-0 o 10-0. Non è facile replicare ogni volta. Alla fine riescono a batterti, come ha fatto Andy o James e Fernando l’anno passato. Sono tutti giocatori con un ottimo tennis. Per cui quando le cose non girano perfettamente e non gioco al meglio, non ce la faccio.
Q. E’ difficile per voi giocare con questi orari?
ROGER FEDERER: Beh, non siamo abituati ad allenarci alle due del mattino. Ma capita. Come giocatori dobbiamo essere pronti a queste cose. Siamo abituati ad aspettare, saltare un giorno, essere fermati dalla pioggia, ritornare in campo. Non è la preparazione ideale ma vale per tutti.
Non credo che sia solo una questione di chi si adatta meglio. È solo una questione di scendere in campo e dare il tuo meglio. A volte giochi un tennis incredibile a volte non sei così efficace. Forse il tempo ha aiutato in questo.
Ma cerchiamo di dare il meglio. È quello che possiamo fare. Però, e mi pare di averlo detto ieri, il fatto che siamo ancora qui è ridicolo. Giocare questo torneo in una settimana. Non ci facilita certo le cose. Non riesci ad essere contento per la vittoria che subito devi tornare in campo. Ma non ho più questo probelma per cui non importa (sorriso).
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Q. Parliaci della partita.
RAFAEL NADAL: Sto giocando bene, no? Sono molto contento delle semifinali. Contento perché ho giocato bene, no?
È una vittoria molto importante. In semifinale in un altro torneo, è un’ottima notizia, no? Sto giocando al meglio.
Q. Ti ha sorpreso la sconfitta di Roger?
RAFAEL NADAL: Di sicuro è una sorpresa, no? Il numero 1 del mondo ha perso. Ma nel tennis siamo tutti allo stesso livello, no? I match si decidono in pochi punti il più delle volte.
A volte queste cose capitano. Mi spiace per lui. Ma così va il tennis. Tutti perdono, no? spiace a tutti. Sto giocando il mio miglior tennis, la migliore annata della mia vita. Ho giocato 15 tornei ne ho persi 8. più del 50% delle volte perdo. Il tennis è così.
Q. Sei a tuo agio su terra ed erba da un po’ di anni. Ti senti bene anche sul cemento?
RAFAEL NADAL: Non so, no? Sono felice perché sto giocando bene. Questo è molto importante.
Ma ho fatto ottime cose sul cemento in passato, no? Non è una novità giocare bene su questa superficie. E sto giocando bene. E quando gioco bene lo posso fare su tutte le superifici, no?
Q. In semifinale contro Novak Djokovic. Cosa pensi?
RAFAEL NADAL: Penso che sarà un match molto duro, no? Gioco contro il numero 3 del mondo. Il giocatore migliore su questa superficie quest’anno. Devo giocare al meglio, no? Ho perso contro di lui una settimana e mezza fa. So che è difficile giocare contro di lui.
Ma se gioco il mio miglior tennis, a volte lo batto. Spero di farlo domani e avere la chance di vincere.
Q. La bandana e il polsino. Sei consapevole del significato del colore arancione? È una protesta di gruppo. È una scelta voluta?
RAFAEL NADAL: E’ il colore della Spagna. Questa è la ragione. Non so altro. Rispetto tutti. Non sono mai stato coinvolto in questioni politiche.
Mi sembra che il polsino e la bandana siano gialli. Quando sudo diventano arancioni. Non è mia intenzione.
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N. LI - V. Williams 7-5, 7-5
Q. Cosa è successo nella partita? E cosa ne pensi del calendario di Pechino?
VENUS WILLIAMS: Il calendario non è un granché. Ma giochiamo tutti nelle stesse condizioni. Penso che abbia giocato la partita della vita. Non ci potevo fare molto.
Avrei voluto servire meglio e rispondere meglio. Mi avrebbe aiutato molto. Ho perso il ritmo oggi. Succede. Ma lei ha giocato veramente bene, superiore ai suoi limiti credo.
È riuscita a farlo nel momento giusto.
Q. Hai avuto la sensazione che il pubblico la spingesse, tirandole fuori questa prestazione?
VENUS WILLIAMS: Direi di no, non mi sono accorta di molto sul campo. Il pubblico non mi condiziona granché che urli o applauda, non mi fa colpire il diritto meglio o peggio.
Q. Le olimpiadi erano importanti per te. Sei delusa?
VENUS WILLIAMS: Sicuramente delusa di non aver conquistato una medaglia in singolare. Ma sono ancora in corsa in doppio ed è altrettanto importante. Sono molto concentrata ora.
Q. Hai detto che ha giocato la partita della vita. Pensi che al di là del pubblico gli atleti cinesi abbiano alzato le loro performance alle Olimpiadi per il desiderio di vincere in patria?
VENUS WILLIAMS: Probabilmente. Lei ha avuto dei buoni risultati in carriera ma nulla del genere, specialmente contro giocatrici come me. Mi sentivo molto in fiducia, pensavo che avrei vinto. Non avevo molti dubbi prima dell’incontro.
Sono rimasta molto sorpresa del risultato.
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E. DEMENTIEVA -S. Williams 3-6, 6-4, 6-3
Q. Che pazzia essere qui all’1.35.
SERENA WILLIAMS: Esattamente. È una follia. È decisamente un calendario ridicolo. Almeno posso dire di averlo fatto nella vita.
Q. Quando c’è stata una svolta nel match?
SERENA WILLIAMS: Quando non ho fatto quello che dovevo. Non ha funzionato, quindi…
Ho avuto la possibilità di andare 41 o 31, non ricordo, e l’ho buttata al vento da sola.
Q. Sei mancata in concentrazione?
SERENA WILLIAMS: Si, ero troppo tranquilla. Non c’era ragione per cui avrei perso. Spero di fare meglio agli Open e di avere una chance in più.
Ho sbagliato dei punti importanti che non avrei dovuto sbagliare. Questo è quanto.
Q. Per quanto riguarda il calendario, hai pensato che avrebbero rimandato il doppio o sapevi che avresti dovuto rimanere qui ed aspettare?
SERENA WILLIAMS: Pensavo avrei giocato. Pensavo non piovesse. Pensavo avrei giocato continuamente.
Andate a casa ora. Grazie.