Un sorteggio bizzarro, e due buone vittorie nel primo turno, mettono i nostri 4 migliori giocatori uno contro l’altro, con in palio un posto nei quarti nel torneo americano.
Roberto Commentucci
In passato, i campionati italiani assoluti erano uno degli eventi più tennistici più importanti e prestigiosi del nostro paese. Negli anni ’70, la competizione per fregiarsi del titolo di campione d’Italia era molto sentita, e al torneo prendevano parte tutti i nostri migliori giocatori, come dimostra l’albo d’oro di quella manifestazione, con Adriano Panatta e Corrado Barazzutti a dominare il decennio. Più tardi, a partire dagli anni ’80, l’evento perse gradualmente un suo appeal, la partecipazione dei giocatori di vertice, impegnati in un calendario internazionale sempre più fitto di eventi, si fece molto problematica, e alla fine fu deciso di abolire la competizione, ormai manifestamente anacronistica.
Questa settimana, però, gli appassionati italiani hanno modo di assistere ad una sorta di riedizione dei campionati italiani assoluti, in una cornice del tutto inaspettata: il torneo Atp di New Haven, tradizionale evento di preparazione all’Open degli Stati Uniti, il quarto slam dell’anno.
Un sorteggio beffardo, infatti, ha fatto sì che i migliori quattro giocatori italiani si trovino a sfidarsi nello stesso spot di tabellone, per un posto nei quarti di finale.
Nel primo match, Potito Starace, n. 77 Atp, vincitore nel primo turno sul ceko Vacek, affronterà il n. 1 azzurro Andreas Seppi, n. 32 Atp e testa di serie n. 7 del torneo ( New Haven ha un tabellone di singolare a 48 giocatori, con le prime 16 teste di serie ammesse direttamente al secondo turno); nel secondo match sarà invece Fabio Fognini, n. 84 Atp, che ha superato l’ecuadoriano Lapentti, a sfidare in un fascinoso derby della nouvelle vague il n. 2 azzurro Simone Bolelli, n. 47 Atp e testa di serie n. 10. I vincitori dei due match si sfideranno poi domani negli ottavi di finale.
Il bottino di punti in palio per il vincitore di questo mini torneo azzurro è piuttosto limitato: solo 50 punti Atp, e la prospettiva di incontrare nei quarti di finale un cliente difficile come Ivo Karlovic o, forse, John Isner. Tuttavia, l’importanza dei tre derby che ci apprestiamo a seguire va oltre il possibile guadagno immediato in termini di classifica. I due attuali leader del nostro movimento, Seppi e Bolelli, sono infatti chiamati a confermare sul campo la loro supremazia in classifica. Inoltre, i match potranno fornire utili indicazioni sugli attuali rapporti di forza nel gruppo azzurro, in vista del rischioso match di spareggio per la permanenza nella “Serie B” della Coppa Davis, in programma a Montecatini, fra circa un mese, contro la Lettonia dell’imprevedibile, ma pericolosissimo Ernest Gulbis.
Vediamo ora di inquadrare i match di oggi.
Sul piano tecnico, Andreas Seppi, ove avesse superato i problemi alla spalla destra lamentati nelle ultime settimane, pare decisamente favorito contro Potito Starace. L’altoatesino ha una maggiore attitudine e abitudine alla superficie, è più efficace nei colpi di inizio gioco (servizio e risposta), è nettamente superiore nello scambio sulla diagonale sinistra, e soprattutto, grazie al suo migliore anticipo, è in grado di colpire più vicino al campo. Tuttavia Starace pare essere in un buon momento di forma, come ha dimostrato nel bellissimo match giocato contro Nadal a Pechino (è stato il solo, oltre a Djokovic, a togliere un set al maiorchino nel trionfale torneo olimpico) e anche ieri contro Vanek, non un fenomeno, grande frequentatore dei challenger italiani, che però è stato dominato dal campano nel primo set. Inoltre Starace, in genere molto bravo nel gestire la tensione, vanta un record eccellente nei derby, nei quali finora è stato sconfitto solo da Filippo Volandri. Potito ha vinto entrambi i precedenti, entrambi molto lottati,ma poco significativi, perché entrambi giocati sulla terra rossa.
Più incerto si presenta l’altro incontro, tra il tecnico e potente Bolelli e il grintoso, emergente Fognini. Sulla carta, Bolelli è nettamente favorito. Superiore nell’incisività e nella regolarità del servizio, più abituato a giocare match di livello sul cemento, più potente nello scambio da fondo. Tuttavia, nell’unico precedente tra i due più giovani top 100 azzurri, giocato un anno e mezzo fa nelle qualificazioni di Indian Wells, è stato il più giovane Fognini a prevalere, di misura, in un drammatico tie break finale. L’impressione è che se Fognini, grande agonista, riuscisse a rimanere attaccato al suo avversario, e a portare il match nella lotta punto a punto, potrebbe togliere certezze al bolognese e avere più di una chance di spuntarla. Va rimarcato, inoltre, che il giovane ligure possiede una soluzione tattica in grado di neutralizzare la superiore potenza del bolognese: un top spin alto e carico sul rovescio di Simone, che contro palle del genere può andare in difficoltà. E’ probabile, comunque, che il match possa essere deciso dalla prestazione al servizio di Fognini: se riuscirà a mettere in campo una buona percentuale di prime palle, e tenere così l’iniziativa, potrà giocarsi il match ad armi pari. Se dovesse invece ricorrere troppo spesso alla seconda palla, finirebbe per faticare eccessivamente nel difendere il suo servizio, e Simone avrebbe vita facile. Staremo a vedere.
Chi è il più forte degli azzurri, in questo momento, secondo voi? E chi è in prospettiva, quello che può salire più in alto?
Roberto Commentucci